Unione degli Studenti lettera del coordinatore nazionale Mauro Casola

0

La scommessa dell’Unione degli Studenti


 


Leggo con profondo stupore l’articolo/intervista pubblicato sul settimanale della CGIL “Rassegna Sindacale” il 18 di Aprile dal titolo “la scommessa degli aventiniani”, ci ritroviamo di fronte all’ennesimo attacco ingiustificato verso la nostra organizzazione utilizzando argomentazioni assolutamente false.


Ci avviamo al nostro VI congresso nazionale l’11, 12 e 13 Maggio, tante le priorità politiche, ma uno degli obiettivi prefissati è sempre stato quello di avviare un percorso per rimediare la divisione che è maturata negli ultimi mesi.


Oggi mi sento in dovere di chiarire quello che è accaduto alla più grande organizzazione studentesca di questo paese (che ancora oggi resta tale), l’Unione degli Studenti.


Sorvolando sul paragone con gli “aventiniani” che oltre ad offendere sfocia in un dibattito ad un livello di bassa lega che non ci appartiene, ci tengo a precisare che mai è stato messo in discussione il carattere plurale della nostra organizzazione. Infatti a prova della nostra volontà unitaria, all’ultimo congresso, è stato garantito alla “minoranza” UdS il 40% della nostra direzione nazionale e ben 2 membri in esecutivo pur rappresentando meno del 20% dell’associazione.


Inoltre nell’articolo si cita l’impossibilità di individuare regole condivise da tutti; a questo rispondiamo innanzitutto dicendo che a definire le regole dovevano essere i membri dell’UdS e non soggetti terzi. L’esecutivo nazionale ha presentato un regolamento congressuale dove oltre alle normali regole di assegnazione dei delegati si istituiva una commissione paritetica tra la maggioranza e minoranza (annullando gli equilibri) che avrebbe gestito sul piano politico ed organizzativo con pieni poteri la fase congressuale, anche quest’ultima decisione è stata approvata nel coordinamento nazionale del 15 di Dicembre scorso proprio per venire incontro a chi minacciava di andarsene.


Il punto è che non c’è mai stata la volontà di costruire un processo unitario, l’unica richiesta che ci veniva fatta insieme a chi rappresenta le politiche giovanili in CGIL Nazionale, Paolo Nerozzi, è sempre stata quella di azzerare l’esecutivo nazionale al completo, “tutti a casa” con una precisa indicazione sui nomi che avrebbero dovuto gestire non il congresso, ma direttamente l’associazione nazionale senza una regolare procedura congressuale. Questa è democrazia? Questo vuol dire, come scritto nell’articolo, rispettare l’autonomia della nostra organizzazione e limitarsi a chiedere garanzie?


Eravamo sotto ricatto, qualcuno voleva ribaltare gli equilibri interni pur non avendo i numeri, l’alternativa era che sarebbero andati via proprio come è accaduto.


Nonostante tutto in molti territori la collaborazione con la CGIL continua, abbiamo sempre ribadito la volontà di un chiarimento con il sindacato, convinti del fondamentale ruolo che ha la CGIL nel paese vogliamo riuscire a ricostruire un rapporto politico sereno e costruttivo anche sul piano nazionale.


Con oltre l’80% dei consensi nell’associazione siamo andati avanti nell’organizzazione di un regolare congresso, forti della nostra autonomia, oggi più che mai riaffermata, continuiamo a lottare per i bisogni degli studenti di questo paese. C’è ancora molto lavoro da fare, ci aspettavamo molto di più dal cambio di Governo, le politiche formative non sembrano una priorità d’azione, il diritto allo studio è ancora un miraggio, i metodi didattici sono vecchi e la partecipazione studentesca è ancora molto limitata, se non saremo ascoltati siamo pronti a tornare nelle piazze e proprio per questo crediamo ancora di più nella necessità di un sindacato studentesco forte della propria autonomia e pluralità.


Sicuramente dovremo lavorare ancora di più per superare i problemi organizzativi, ma la credibilità politica del sindacato studentesco verso gli studenti del paese si conquista dimostrando di avere reale autonomia progettuale: siamo spinti dalla nostra passione e dalle nostre idee, questa è la nostra forza.


 


Mauro Casola


Coordinatore Nazionale


Unione degli Studenti