MORTA A ROMA LA RAGAZZA AGGREDITA IN METRO

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 ROMA – E’ una morte senza un perché, una morte e una tragedia ‘assurda’, come l’ha definita il sindaco di Roma Walter Veltroni, la fine di Vanessa Russo, la giovane di 23 anni morta in ospedale dopo l’aggressione subita ieri mentre viaggiava a bordo della metropolitana della linea B.Vanessa era stata aggredita da due donne che l’hanno colpita all’occhio sinistro con la punta di un ombrello all’apertura delle porte del convoglio alla fermata nella stazione Termini.

Il colpo all’occhio e’ stato come un proiettile: inutile l’intervento di drenaggio effettuato in ospedale. L’emorragia, secondo quanto si e’ appreso, e’ stata provocata dalla rottura di due ossa nella zona retro-oculare a causa del corpo contundente molto affilato.

Forse era stata strattonata perché aveva reagito ad un tentativo di borseggio, forse aveva solo commentato ad alta voce la maleducazione delle due donne che poco prima l’avevano urtata. Adesso le due probabilmente due straniere, dell’est, anche se la polizia non esclude nessuna ipotesi, sono ricercate in tutta città. Gli investigatori, al lavoro con ‘elementi probatori’ importanti hanno tracciato gli identikit delle due ragazze attraverso i filmati delle telecamere del metro romano e di numerose testimonianze raccolte tra i passeggeri che hanno assistito al ferimento.

Vanessa dopo l’aggressione è stata immediatamente soccorsa ed è stata portata al policlinico Umberto I con un codice rosso e già in serata i medici le avevano procurato un coma farmacologico per alleviare le sue sofferenze. Dopo un delicato intervento la giovane si è aggravata ed è morta. La procura di Roma ha subito avviato un’inchiesta, omicidio volontario il reato iscritto nel fascicolo processuale del pm Sergio Colaiocco.

Vanessa Russo, sono i pochi frammentari racconti fatti dai parenti e gli amici che per tutto il giorno hanno sperato in un miracolo, studiava per diventare infermiera, e da pochi giorni aveva cominciato a lavorare in una gelateria del centro di Roma, in via dei Serpenti. Una famiglia sconvolta dal dolore: sono chiusi nella loro disperazione i genitori, il fratello e gli amici di Vanessa che hanno aspettato al Policlinico Umberto I una buona notizia. Ma poco dopo le 17 la loro ansia si è tramutata in disperazione quando la giovane è deceduta.

L’ultima persona ad averla salutata è stato il fratello Simone con il quale si era incontrata alla stazione Tiburtina dove il ragazzo lavora. Come tutti i giorni. Poi di Vanessa, una ragazza come tante, rimangono solo le immagini riprese dalle telecamere del metrò della capitale


















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                               Michele De Lucia