Gli alloggi nel monastero I misteri amministrativi della costiera Amalfitana

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Gli alloggi nel monastero I misteri amministrativi della costiera Amalfitana


I l grande Giustino Fortunato, che il sito ufficiale del comune dipinge come «l’uomo della tristezza meridionale» esaltandone lo spirito con cui faceva delle gran camminate sui sentieri dell’Appennino meridionale dove «regnava dolcissima una quiete serena e splendeva ineffabile una luce tersa e dorata», ci resterebbe di sasso. Proprio Tramonti, il comune sulla costiera Amalfitana alle spalle di Maiori che canta entusiasta l’idea di ricostruire un sentiero dedicato al grande storico e politico meridionalista, sta infatti cocciutamente perseguendo un progetto che meriterebbe forse più spazio sui giornali. Lo stravolgimento di un antico monastero seicentesco per farne una specie di palazzina di alloggi popolari. Sia pure deluxe. E per raggiungere l’obiettivo si è dimostrato disposto anche ad abbindolare lo Stato.
E’ vero, l’Italia è un Paese talmente ricco di opere d’arte, monumenti, edifici storici dal valore inestimabile che c’è sempre il rischio di restare inchiodati alla pura conservazione del passato. Cosa che alla lunga può rivelarsi sterile. E certo il valore del Conservatorio di S. Giuseppe e S. Teresa del 1662, che domina l’altura della frazione di Pucara, non è paragonabile a Palazzo Vecchio di Firenze, al Pantheon o alle Procuratie di piazza San Marco. Ci sono però un mucchio di paesi al mondo che farebbero pazzie per avere loro, lo stupendo «educandato» fondato nel 1676 grazie al lascito di un Francesco Antonio Ricca, che dispose nel testamento che venisse creato appunto un «conservatorio di donne vergini in Tramonti».
Fatevi un giro su Internet e andate a vedere il filmato messo a disposizione di tutti, su «YouTube», dal «Comitato Civico Cittadini di Tramonti»: una meraviglia. E’ inutile descrivere il chiosco, le celle, l’inseguirsi di prospettive di luci ed ombre, la cappella, la vista di cui si gode dalle mura: vanno visti. E confrontati (magari sorridendo amaro davanti al vanto municipale di appartenere alla «Associazione Borghi Autentici d’Italia») con la delibera di qualche mese fa in cui si saluta l’arrivo da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti «di 2.582.285 euro in conto capitale da prelevarsi dalle disponibilità relative al triennio 1996/1998 per il recupero di n. 26 alloggi pubblici danneggiati dal sisma del 1980».
«Recupero» di 26 alloggi? E dove, se il Conservatorio non è mai stato occupato se non dalle suore che si dedicavano al «mantenimento ed alla educazione delle giovinette povere del Comune» e che se ne sono andate negli anni Quaranta dell’altro secolo? E quale terremoto, quello che vide il numero dei paesi individuati per gli aiuti statali salire da 36 a 687? Ancora lì stiamo, al vecchio trucchetto usato mille volte dopo il sisma del 1980, dal quale ci separano ormai 27 lunghissimi anni? Per carità, non è certo la prima volta che un pezzo dello Stato cerca di imbrogliare un altro pezzo dello Stato. Basti ricordare, sempre da queste parti, il caso di Palma Campania dove, perché qualcuno non denunciasse i rischi di far passare un’autostrada praticamente sopra una immensa discarica, l’arteria venne letteralmente cancellata dalle planimetrie e perfino dall’atto di esproprio dei terreni. Ma come è possibile votare per il «recupero di 26 alloggi» sostenendo che già l’educandato era stato trasformato in una specie di condominio e contemporaneamente votare il «cambio di destinazione d’uso» del bellissimo convento? Se fosse già stato davvero una specie di condominio, perché cambiare la destinazione d’uso? Misteri amministrativi…
Questo è il pezzo di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera  ci scusiamo con i lettori per il ritardo dell’inserimento siamo stati costretti a trascriverlo..