Sorrento boe da un milione di euro mai utilizzate

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Sono state acquistate per un milione di euro con i fondi europei e ancorate, la scorsa primavera, nella rada poco più a sud del porto di Marina Grande, a Sorrento. Non sono state mai utilizzate. E’ una vicenda paradossale, quella del campo ormeggi allestito dall’amministrazione comunale sorrentina. E’ stato realizzato affinché le barche da pesca attraccassero fuori dal porto, come prevede una delibera di 4 anni fa, finalizzata a decongestionare l’approdo e recuperare spazio per le imbarcazioni turistiche. I pescatori non hanno, però,  alcuna intenzione di affidare la sicurezza delle proprie barche alle boe in questione, prodotte in Italia da un paio di ditte specializzate. Il bando di assegnazione degli ormeggi – che è scaduto il 31 gennaio – è andato infatti praticamente deserto, nonostante per ogni boa il Comune chiedesse un canone modesto: 112 euro all’anno. Motivo? Raimondo Esposito, uno dei pescatori di Marina Grande, inquadra in questi termini la vicenda: “Quelle sono boe adatte a segnalare le aree marine protette o gli scogli emergenti, certo non a ormeggiare. Troppo rigide sul fondale, a causa del cavo di acciaio che le lega al corpo morto, impediscono alle imbarcazioni di seguire il naturale movimento della corrente. Ne hanno messe poi davvero troppe, una vicino all’altra, col rischio, se il mare è un pò increspato, che le barche si urtino e riportino danni”. Pericolose e costose, dunque, le boe finanziate dall’Europa, secondo i pescatori. Non sono, d’altronde, gli unici che la pensano in questo modo. La Capitaneria di Porto, verificato che non c’è neppure una luce da segnalazione che indichi il campo boe, ha trasmesso gli atti alla Procura. C’è il rischio – secondo la guardia costiera – che una qualche imbarcazione in navigazione notturna finisca dritta su un ormeggio e che l’impatto, a velocità sostenuta, provochi seri danni alle persone ed alle cose. Chiedono ai giudici di indagare pure gli ambientalisti del Wwf, per verificare se sia stata effettuata la valutazione di impatto ambientale, prima di allestire il vasto campo boe in rada, in una zona a protezione speciale e di notevole valore paesaggistico.


Fabrizio Geremicca