PRODI: SULLA LEGGE ELETTORALE DATECI TEMPO

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 ROMA – Romano Prodi chiede tempo ai referendari. Il premier prova a portare fuori dalle secche una coalizione spaccata sulla legge elettorale. Se tutti i piccoli del centrosinistra ricordano infatti l’accordo raggiunto dall’Unione sulla ‘bozza Chiti’ (simile al modello delle Regionali), l’Ulivo continua a spingere per un sistema più maggioritario. L’Udeur, in compagnia degli altri alleati dell’Unione, vede però il pericolo di un referendum che incombe e minaccia la rottura definitiva con Ds e Dielle. Domani Prodi e il ministro per le Riforme Vannino Chiti concludono le loro consultazioni, mentre il leghista Roberto Calderoli annuncia che tra poche ore presenterà una proposta di legge al Senato. Il centrosinistra è in tensione ormai da settimane. I contrari al referendum (che avrebbe un effetto quasi bipartitico) sono tanti: i tre partiti della sinistra radicale, l’Udeur, l’Italia dei Valori. Chiara la loro posizione: l’Unione ha raggiunto un’intesa sulla bozza Chiti, non si torna indietro. L’Ulivo però incalza. “La Margherita – si legge in un comunicato dell’Ufficio di presidenza – predilige un sistema maggioritario a due turni basato su collegi elettorali uninominali”. Con la consapevolezza, però, “che il dovere di trovare una larga convergenza parlamentare, imporrà una sintesi alta nell’interesse generale”. I Dl indicano anche la necessità di procedere a riforme della Carta, come il Senato federale e la riduzione dei parlamentari. Benissimo, fanno eco i Ds, la nostra linea è identica: “Troviamo una grande sintonia – dice Marco Filippeschi – serve una legge efficace, un vero passo avanti, utile a superare il referendum”.

L’Udeur insorge, annuncia che ora scatta il ‘liberi tutti’ e che il partito non parteciperà più a riunioni del centrosinistra. Anche gli altri piccoli non sono entusiasti. Se i Verdi si aspettano che anche l’Ulivo sostenga la bozza Chiti, il Prc sospetta che Ds e Dl vogliano solo prendere tempo e puntare al referendum. Il problema dei tempi è certamente primario, visto che il 24 aprile parte la raccolta delle firme. E allora Prodi prova a mediare e chiede al Comitato di concedere alla politica un supplemento: “Io credo – osserva intervistato da La7 – che qualche mese per vedere se il lavoro va in porto o meno si potrebbe dare. Il referendum c’é, lasciamo solo il tempo. E’ uno sforzo serio, ma serve un minimo spazio temporale per vedere se i risultati ci sono o no”. I referendari, per ora, preferiscono non commentare. Ricordano di aver chiesto un incontro sia al premier che a Silvio Berlusconi e di non aver ancora ricevuto risposta. A Palazzo Chigi non si esclude che in futuro Prodi possa vedere il presidente del comitato Giovanni Guzzetta, ma non è comunque cosa di ore. Dallo staff del premier ricordano le scadenze: domani gli incontri con Rnp, Idv, Prc, Ulivo e Marco Follini. Quindi la preparazione di un documento di sintesi da sottoporre alle Camere. Poi, è la conclusione, ci può essere lo spazio per ulteriori contatti. Anche con i promotori del referendum. Domani sera Chiti vedrà Calderoli. Il dirigente leghista ha riunito il tavolo dei volenterosi (diversi gli esponenti dei piccoli dell’Unione) e annuncia la prossima mossa: “Domani depositerò una proposta di legge, frutto del lavoro di numerose forze politiche”. E avverte il premier: “Caro Prodi, io credo che il governo di tempo se ne sia preso già a sufficienza ed è ora di passare dalle parole ai fatti”. Segnale che anche la Cdl non naviga in acque tranquille. Se Alleanza nazionale è prontissima a cavalcare il referendum, la Lega minaccia di uscire dalla coalizione se si arrivasse a quella scadenza. Un appuntamento che anche l’Udc vuole evitare con tutte le sue forze. I centristi però, da sempre favorevoli al sistema tedesco, non convergono né sulla bozza Chiti né su quella di Calderoli: entrambe molto vicine al modello regionale.


DOMANI SI CONCLUDONO GLI INCONTRI
 Si concludono domani gli incontri sulla legge elettorale da parte del presidente del Consiglio Romano Prodi, insieme al ministro per le Riforme Vannino Chiti. L’agenda della giornata – si legge in una nota pubblicata sul sito del governo – è la seguente: dalle 9,30 alle 10 Italia di Mezzo (sen. Follini); dalle 10 alle 10,30 Italia dei Valori (sen. Formisano, on. Donadi); dalle 15 alle 15,15 Rosa nel Pugno (on. Villetti); dalle 15,15 alle 15,30 Partito Socialista Democratico Italiano (on. Zavettieri); dalle 15,30 alle 16 Rifondazione Comunista (sen. Russo Spena, on. Migliore); dalle 16 alle 16,30 Ulivo (sen. Finocchiaro, on. Franceschini).














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                                          Michele De Lucia