Cetara Greenpeace con Maiori per la guerra ai tonni.

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CETARA. Scende in campo anche Greenpeace nella guerra dei tonni in Costiera Amalfitana dopo lo scontro marino fra i due comuni che ha visto Maiori accusare Cetara di aver tentato di installare le gabbie dei tonni senza preavviso. “E’ un atto grave – dice il responsabile nazionale di Greenpeace Alessandro Giannì -, non si può permettere che si installino gli impianti di ingrassaggio di tonni nelle acque della Costiera Amalfitana. Se non si recede reagiremo in tutti i modi possibili.” Intanto domani lo scontro tra Maiori e Cetara sulle gabbie dei tonni arriverà in Regione. Ci sarà un incontro con le Commissioni ambiente e attività produttive,  in seduta congiunta, per affrontare definitivamente la questione. Forse. Ma lo scontro sulle gabbie per l’ingrasso dei tonni che Cetara vorrebbe installare a due miglia dalla costa, e Maiori, con gli ambientalisti, avversa per timore che un’attività del genere possa contribuire all’inquinamento del mare, si sta esacerberando. “”Sabato scorso sono venuti  come pirati, nelle acque marine del territorio Maiori-Cetara – dice il capogruppo di maggioranza di Maiori Salvatore Della Pace-  ditte specializzate sono all’opera per l’installazione di gabbie per la stabulazione dei tonni. A nulla è valsa l’ordinanza di sospensione dei lavori, emessa dal Comune di Maiori e nemmeno a niente è servita la presa di posizione contraria all’intervento delle associazioni ambientaliste, dell’assessore Regionale all’Ambiente e delle forze politiche, sindacali e di categoria. Non hanno voluto aspettare neanche l’incontro alla Regione di mercoledì”. Da lì, dopo una vera e propria spedizione marina da Maiori per accertare che si era all’opera, è partita una denuncia alla capitaneria di Porto di Salerno, l’autorità portuale, la Sezione navale dei carabinieri di Salerno, la Guardia di finanza per far sospendere le attività. Da Cetara si difendono. “Abbiamo fatto tutto alla luce del sole – dice il sindaco di Cetara Secondo Squizzato –, avvertendo le autorità competenti, c’è semplicemente un’imbarcazione al largo che sta effettuando alcuni sondaggi, i sommozzatori stanno valutando dove poter ancorare le gabbie, nel caso in cui  dovessero essere posate. E, in più, è stata delimitata con delle boe l’area nella quale dovrebbe sorgere l’allevamento, proprio per far capire che la zona rientra esclusivamente nel nostro territorio. E non faremo altro fino  al 12 aprile”. “Ci confronteremo in Regione e vedremo come stanno le cose – dice Salvatore Della Pace -, andremo anche se non invitati.” Domani, forse, sarà la giornata della verità.


 


Michele Cinque