Bertinotti, Positano che meraviglia

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MARIO AMODIO Positano. Prima si è incuriosito e entusiasmato dinanzi agli affreschi e alle mura perimetrali della domus romana, poi ha raggiunto gli amici positanesi ai tavoli della Zagara. È stato questo l’unico momento di mondanità di Fausto Bertinotti, in vacanza da sabato a Positano insieme con la signora Lella. Una pausa distensiva, la sua, fatta rigorosamente di sole e relax. Già, perché la sua unica uscita dal buen retiro della Buca di Bacco, il presidente della Camera l’ha compiuta per visitare gli scavi della villa romana e successivamente per incontrare la stilista Maria Lampo e i commercianti Giuseppe e Luisa Barba, suoi amici da tempo. Dopo una giornata trascorsa al sole sul terrazzo della suite che si affaccia sulla baia di Positano, Bertinotti e signora hanno raggiunto l’ingresso degli scavi archeologici della villa romana, scoperta nel sottosuolo della chiesa madre esattamente cinque anni fa. La passeggiata del presidente è iniziata intorno alle 18. Puntuale all’appuntamento Bertinotti era atteso dalla soprintendente Giuliana Tocco, dall’architetto Diego Guarino e dal sindaco di Positano, Domenico Marrone. Giacca blu e cravatta regimental, il presidente della Camera accompagnato dall’inseparabile signora Lella, prima di entrare nel sottosuolo ha ascoltato attentamente la spiegazione dei tecnici che gli hanno chiarito tutti i passaggi relativi alla scoperta di affreschi e delle secolari strutture murarie risalenti al 76 dopo Cristo. Bertinotti, prima di chiedere delucidazioni ha atteso di vedere le meraviglie dell’epoca romana e della domus distrutta dall’eruzione del Vesuvio. Una volta all’interno è rimasto esterrefatto complimentandosi più volte per il lavoro diretto dalla soprintendenza. «È entusiasmante – ha detto Bertinotti – anche perché si tratta di un ritrovamento difficile. Si nota tutto il valore della scoperta e della capacità professionale che in questo caso ha dato prova di sapienza. È un’opera straordinaria e clamorosa anche dal punto di vista della storia e dei grandi fenomeni geologici. Dal punto di vista artistico poi basta vederlo perché non c’è bisogno di essere degli esperti». Poi, quando si è trattato di calarsi attraverso una scala in ferro non si è perso d’animo. Nonostante le premure della moglie che lo invitava a fare attenzione, Bertinotti ha voluto raggiungere la zona più suggestiva della villa romana. Quella dove è stato completamente ripreso un affresco tra i cui colori spicca un rosso pompeiano. «È così forte l’impatto della scoperta che non avrei dubbi sulla continuazione dell’opera» ha replicato il presidente della Camera a chi gli paventava l’ipotesi di una chiusura del cantiere per carenza di fondi. Ma dopo essere stato a Pompei, Bertinotti si immaginava davvero di trovare questo tesoro a Positano? «Ovunque può accadere di tutto – ha replicato il presidente della Camera – Bisogna essere sempre fiduciosi in queste risorse straordinarie che il paese ha e che sono molte di più di quelle che il paese ufficiale conosce. La prima cosa da fare, parlo della politica e delle istituzioni, è gratificare coloro che hanno cominciato un progetto affinché possano portare a compimento l’opera». Sollecitato sulla politica nazionale, Bertinotti ha preferito glissare e dopo aver salutato tutti (ripartirà domani mattina) si è incamminato, come un turista qualsiasi, lungo la salita del Palazzo Murat per raggiungere ai tavoli della Zagara gli amici positanesi. A chi gli ha chiesto notizie sul futuro del Governo ha replicato: «Prodi andrà avanti, lo sosterremo».


Da Il Mattino