MAFIA, ARRESTATO A TRAPANI L´EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE

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TRAPANI – La polizia di Stato a Trapani ha arrestato sei persone nell’ambito dell’inchiesta ‘mafia e appalti’ coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo.
I sei provvedimenti cautelari emessi dal gip Antonella Consiglio riguardano, oltre al leader del movimento autonomista ”Nuova Sicilia”, Bartolo Pellegrino, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione, anche il direttore dell’Agenzia del demanio di Trapani, Francesco Nasca, 61 anni, anche lui accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. In cella sono finiti pure gli imprenditori Vincenzo Mannina, 46 anni, Michele Martines, di 37, e Mario Sucamele, di 52. Il provvedimento cautelare e’ stato notificato in carcere a Francesco Pace, 65 anni, indicato come il reggente a Trapani di Cosa nostra. L’indagine della squadra mobile e’ stata denominata ”Progetto mafia e appalti Trapani” e costituisce uno sviluppo di attivita’ investigative che il 24 novembre 2005 avevano gia’ portato all’arresto di Pace e di altre 11 persone.


SEQUESTRATI BENI PER 10 MLN EURO
Beni per un valore complessivo di dieci milioni di euro sono stati sequestrati dalla polizia di Stato di Trapani all’imprenditore Vincenzo Mannina, arrestato stamani per associazione mafiosa. Il provvedimento e’ stato emesso dal giudice per le indagini preliminari Antonella Consiglio e riguarda quote sociali, impianti industriali di calcestruzzo e beni aziendali delle societa’ ”Mannina Vito Srl”, la ”Calcestruzzi e Asfalti Mannina Srl” e la ”Asfalti Sicilia Srl”, tutte con sede a Valderice (Trapani).


ARRESTATO EX VICEPRESIDENTE REGIONE

L’ex vicepresidente della Regione siciliana, Bartolo Pellegrino, 73 anni, leader del movimento politico ”Nuova Sicilia” e’ accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Il gip Antonella Consiglio ha concesso gli arresti domiciliari per via dell’eta’ dell’indagato. Pellegrino, fra il 2001 e il 2003, ha ricoperto anche la carica di assessore regionale al Territorio e Ambiente. Secondo gli inquirenti, l’ex deputato regionale avrebbe avuto rapporti con boss mafiosi di Trapani e sarebbe stato a loro disposizione.
Il leader di ”Nuova Sicilia”, Bartolo Pellegrino, arrestato stamani dalla polizia di Stato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione, avrebbe avuto un rapporto stabile con il capomafia trapanese Francesco Pace, anche lui raggiunto stamani da un provvedimento cautelare emesso dal gip. L’ex vicepresidente della Regione e’ accusato di avere ricoperto il ruolo di cerniera fra i mafiosi e la politica. Per i pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Pellegrino sarebbe stato a disposizione per interventi di tipo amministrativo o politico in favore degli interessi della mafia. Il politico, sostengono gli investigatori, avrebbe inoltre concordato con i boss l’individuazione di possibili candidati a elezioni politiche, ma anche l’aggiudicazione di gare d’appalto, come quella per i lavori della funivia Trapani-Erice.


ARRESTATO DIRIGENTE AGENZIA DEMANIO
Francesco Nasca, 61 anni, ex direttore tributario dell’Agenzia del Demanio di Trapani – ex responsabile del servizio preposto alla gestione ed alla destinazione dei beni confiscati alle organizzazioni mafiose – e’ accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Il provvedimento del gip e’ stato emesso insieme a quello che ha coinvolto il leader del movimento autonomistico ”Nuova Sicilia”, Bartolo Pellegrino, ex vicepresidente della Regione siciliana.
Nasca, che ha lasciato l’agenzia del demanio nel giugno del 2006, avrebbe messo a disposizione delle cosche trapanesi il proprio ruolo per ”pilotare” i beni confiscati alla mafia, tentando di restituirli ai boss. La polizia ha accertato che Francesco Nasca ha contribuito alla realizzazione del programma di Cosa nostra, tendente ad impedire o rallentare le procedure amministrative previste dalla legge nel settore della gestione e della destinazione dei beni confiscati alle organizzazione mafiose.
L’ex dirigente del Demanio, per gli inquirenti, al fine di favorire il capo del mandamento mafioso di Trapani, Francesco Pace, anche lui raggiunto stamani da provvedimento cautelare, ed i suoi imprenditori di fiducia, si sarebbe adoperato per predisporre, senza averne i poteri, una relazione con la quale aveva falsamente valutato, sottostimando il valore della ”Calcestruzzi Ericina”, azienda confiscata al boss Vincenzo Virga, in modo da consentirne l’acquisto ad un prezzo notevolmente inferiore al suo valore reale, ad un imprenditore contiguo alla famiglia mafiosa locale, Vincenzo Mannina, arrestato stamani per associazione mafiosa.
La vicenda era stata segnalata alla polizia dall’ex prefetto di Trapani, Fulvio Sodano, che e’ stato poi trasferito.


PM, AFFARI CONCORDATI BOSS-POLITICI
Le intercettazioni ambientali hanno permesso alla polizia di evidenziare rapporti fra il leader del movimento politico autonomista ”Nuova Sicilia”, Bartolo Pellegrino, arrestato stamani per concorso esterno in associazione mafiosa ed estorsione, con esponenti di Cosa nostra trapanese, tra cui Filippo Coppola, Francesco Bica e Francesco Orlando, quest’ultimo gia’ segretario particolare del politico. Per l’accusa i continui e reiterati rapporti di Pellegrino con esponenti di vertice della cosca mafiosa trapanese, hanno permesso loro di assicurarsi il controllo di rilevanti attivita’ imprenditoriali nel settore edilizio ed urbanistico, programmando la realizzazione di speculazione mediante il mutamento della destinazione d’uso da verde agricolo a zona edificabile di ampie aree nel quartiere Villa Rosina di Trapani, modificandone gli indici di edificabilita’ nel contesto del piano regolatore di Trapani. Il quadro che ne deriva e’ quello di un sistematico apporto di Pellegrino alle attivita’ ed agli interessi della mafia nel settore edilizio. L’ex vicepresidente della Regione arrestato stamani, come sottolineano gli inquirenti, avrebbe fatto ”mercimonio delle proprie funzioni di assessore”, per avvantaggiare gli interessi dei mafiosi. L’ex deputato regionale avrebbe accettato, come si legge dal provvedimento cautelare, una somma di denaro da parte di Francesco Pace (al quale stamani e’ stato notificato in carcere il provvedimento cautelare), Antonino Birrittella (l’imprenditore arrestato per mafia due anni fa e adesso pentito) e dall’imprenditore Vito Agugliaro, la promessa di 500 euro per ciascuno degli appartamenti progettati dalla societa’ Mediterranea Costruzioni (cui Augugliaro era interessato). L’affare riguardava un ampio programma edilizio che si doveva realizzare nel quartiere Villa Rosina a Trapani e che prevedeva la costruzione di 600 appartamenti di edilizia residenziale. Per l’accusa Pellegrino si sarebbe impegnato ad adoperarsi, nella qualita’ di assessore regionale, affinche’ il programma edilizio andasse a buon fine.

 


                                           Michele De Lucia