NO A NUCLEARE, 82% ITALIANI PER FONTI RINNOVABILI

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ROMA – Dopo 20 anni, dal referendum dell’ ’87, gli italiani si pronunciano ancora contro il nucleare e abbracciano le energie rinnovabili. L’82% di italiani, infatti, é favorevole all’ impiego delle fonti di energia pulita mentre solo il 12% ha dichiarato di essere favorevole al nucleare. Questo quanto emerge da un sondaggio su “Gli italiani e le energie del futuro” realizzato da Ipsos-Public Affairs per Fiera Milano International, in occasione del Convegno Nextenergy su “L’efficienza energetica e il rilancio del solare in Italia” in questi giorni a Roma. Quali sono, dunque, gli atteggiamenti degli italiani rispetto alle energie rinnovabili? IPSOS li ha sintetizzati in 4 gruppi principali. Il 46% degli italiani è sensibile alla questione ambientale, ma non può essere classificato come “ambientalista”. Si tratta di persone attente e informate rispetto alle questioni ambientali che conoscono il problema delle energie rinnovabili. Il 40% può essere definito “pragmatico”, è cioé, in sostanza, d’accordo sull’utilizzo di energie alternative, soprattutto se poco inquinanti e più affidabili dal punto di vista della sicurezza, ma questo atteggiamento dà vita a comportamenti reali solo se in presenza di un incentivo o un incoraggiamento da parte dello Stato.

Gli “ambientalisti”, invece, sono il 7% del totale e sono molto attenti alle questioni ambientali mostrando una forte propensione all’utilizzo delle energie rinnovabili, indipendentemente dai costi per la sua realizzazione. Come caratteristiche predominanti la scolarità elevata, un’età compresa fra i 31 e i 44 anni, la residenza nel centro nord. Infine i “distanti”, il 7% del totale, hanno scarsa conoscenza delle tematiche connesse all’ambiente, la propensione all’utilizzo delle energie “verdi” è vanificata dai costi o dai problemi logistici. Sono soprattutto donne oltre i 65 anni, pensionati, casalinghe e residenti nelle isole. “I risultati di questa ricerca – commenta Arturo Colantuoni Sanvenero, amministratore delegato di Fiera Milano International – dimostrano che nel nostro Paese è in netto aumento la conoscenza delle fonti di energia alternative ed ecosostenibile e delle soluzioni per il problema dell’efficienza energetica, un segno di buon auspicio in vista della nascita di un vero e proprio nuovo mercato delle energie rinnovabili nel nostro Paese”. “I dati di questo sondaggio dimostrano, ampiamente, che l’ Italia e gli italiani sono pronti a utilizzare le fonti rinnovabili afferma Edo Ronchi, vicepresidente Commissione Ambiente al Senato – sia per un risparmio sui costi dell’energia sia per contenere le emissioni di CO2.

Dobbiamo fare di tutto per rimetterci in prima fila e non rimanere più marginale in questa corsa tecnologica e industriale. Basti pensare che in Germania, ad oggi, le fonti rinnovabili danno lavoro a 214.000 addetti, a 5.000 aziende per un fatturato che vale 4 miliardi di euro l’anno”. “Con il nuovo decreto di febbraio sui certificati verdi – dichiara Gianni Silvestrini del ministero dello Sviluppo Economico – il Governo vuole dare una forte spinta alle fonti rinnovabili perché è, comunque, l’Europa che lo pretende. Entro il 2020, infatti, il 20% dell’energia dovrà essere pulita per non subire sanzioni e questo significa che dobbiamo fare il triplo di quanto abbiamo fatto finora. Già prevediamo, infatti, di incrementare il solo fotovoltaico, in un anno, dai 50 MW attuali ai 130 entro la fine dell’anno”.







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                       Michele De Lucia










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