Napoli. Un asterisco per Enrico Fiore.

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Il senso della realtà domina la mano esperta di Enrico Fiore, che costruisce minute tessere, gioielli, cammei e sa manipolare coralli.


La mano di Enrico Fiore conquista elaborazioni ed immaginazioni e da questi termini emergono visioni sospese tra sogni ed emozioni.
Cromatismi mediterranei segnati da minime figurazioni, intervallate da luci ed ombre, intendono far vibrare memorie e surrealtà ecologiche.
L’artista dettaglia sequenze di elementi figurativi, fantastici e vitali, sotto l’impulso di una fresca vena.


In fondo, produce illustrate composizioni di tono garbato, delicato.


Emerge la voglia dell’operatore di corroborare di progettare misure ed impronte, che possono esprimere rifrazioni e riflessi.


Ed, entrando con l’occhio nella rete compositiva, si coglie un preciso dettato di plurime combinazioni pulsanti, focalizzato da dosaggi variegati.


Fiore ha un notevole interesse per la materia, che sapientemente affronta nel suo rapido e quotidiano esercizio, e cerca di dare sostanza alle attese e precisa nelle sue creazioni certezze acute di soglie e di limiti, ma fa di tutto perché ci sia un varco, un respiro, un’apertura.


Il suo intendimento indugia, con severa discrezione, sull’esterno del mondo e mantiene un pudico contatto con il sentiero del limite, che non ravvede come soglia di preclusione.


Il “focus” dell’azione manuale di Enrico Fiore, che prende spunto da vene intimistiche, cala, poi, il suo interesse sulla materia da riplasmare ed un sentimento di riappropriazione lo spinge ad osare.


 


Maurizio Vitiello