Le foreste “attraccano” a Salerno

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Le foreste pluviali del Congo spedite direttamente a “casa tua”, “comodamente” tagliate in pezzi e per nulla facili da rimontare. L’industria del legno potrebbe farne uno spot, per quel business che frutta poco più che un pasto ai congolesi, mentre tutt’intorno ci si domanda perché non piove quando deve e d’inverno fa caldo. Perché i tagliaboschi devono rispondere a più di un’accusa nel tribunale dell’ambiente. L’Africa sbarca con una nave carica di tronchi nel Belpaese che china il capo e avalla una politica responsabile dei cambiamenti climatici in atto. I produttori italiani aspettavano l’Andreas K, quanto gli attivisti di Greenpeace che hanno “sincronizzato gli orologi” e l’hanno attesa al varco. E ieri mattina, all’alba, i gommoni si sono piazzati davanti alla nave carica di legname tropicale proveniente dal porto di Matadi, nella Repubblica Democratica del Congo, e hanno ostacolato le manovre di attracco nel porto di Salerno. Gli scalatori sono riusciti, allora, ad arrampicarsi lungo le gru e ad issare due striscioni con su scritto “Proteggiamo le foreste” e “No alla distruzione delle foreste primarie”, mentre una dozzina di attivisti si incatenavano ai tronchi, per bloccarne lo sbarco. La moratoria sulla concessione di nuovi titoli di taglio varata da governo locale nel 2002 non è bastata a fermare quel saccheggio denunciato nelle pagine di un dossier di Greenpeace, e gli attivisti temono che molte concessioni rilasciate in violazione della moratoria vengano legalizzate. «Le compagnie attive in Congo, come la Sodefor, sono responsabili di un vero e proprio caos ambientale – spiega Sergio Baffoni, responsabile della Campagna Foreste di Greenpeace -. Queste imprese sono ormai fuori controllo, Se la moratoria sui nuovi titoli di taglio sarà sospesa, le preziose foreste pluviali del bacino del Congo saranno velocemente svendute, in un contesto di corruzione endemica e di impunità, come quello che caratterizza il settore dell’industria forestale».


                                    Michele De Lucia

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