Positano disservizi alle poste incontro del sindaco giovedi con i dirigenti

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Positano. Decine di minuti di fila per un gruppo di pensionati, ma i soldi per le pensioni alle Poste di Positano erano finiti e scoppia la protesta. E’ stato necessario l’intervento dei carabinieri per calmare gli animi. I soldi per i pensionati, che poi li riceveranno tutti, erano limitati per una quota quotidiana di fondi di cassa stabiliti dai vertici e la fila, che ha fatto scattare i nervi a più persone, si è provocata anche per la mancanza dell’apertura pomeridiana dell’ufficio, cosa che concentra gli utenti nelle poche ore mattutine. La perla della Costiera è l’unica grande località turistica campana ad avere gli sportelli chiusi il pomeriggio (Sorrento, Piano di Sorrento, Amalfi hanno questo servizio) per la sua rilevanza e la distanza da altri centri le Poste non avrebbero mai dovuto togliere questa apertura, ma sono tanti i disservizi imposti dall’alto. Disagi che non cambieranno neanche per questa estate, nonostante le migliaia di turisti che vanta la perla della Costiera. Una scelta aziendale, che si basa su astratti parametri di produttività, contestata dall’amministrazione positanese. “I disservizi nel locale ufficio sono tanti – spiega il sindaco Domenico Marrone -. Molti cittadini ci hanno segnalato la problematica e noi siamo scesi immediatamente in campo. Giovedì avremo un incontro con la direzione provinciale per mettere in chiaro diverse cose. Innanzitutto non è possibile penalizzare Positano con un servizio a volte inesistente. E, inoltre, faremo presente come l’idea di ridurre da 4 a 3 i postini sia assolutamente peregrina. Già ora ci sono grandi difficoltà per i portalettere che sono giovani che non conosco il territorio. E molte volte capita che le lettere arrivino in ritardo o siano consegnate ad altre persone. Positano ha diritto di avere un ufficio postale efficace ed efficiente e non si può assolutamente pensare ad  un suo depotenziamento. Anzi andrebbe migliorato”.


“Lo spettacolo a cui purtroppo stiamo assistendo in questi giorni all’Ufficio Postale di Positano è da quarto mondo – dice Giovanni, un pensionato -. In un paese turistico e civile come Positano sono scene che non si dovrebbero mai verificare. Dopo venti minuti di fila trovarsi davanti all’unico sportello funzionante da cassa e sentirsi dire che i soldi non erano ancora arrivati è deprimente! Alle mie rimostranze il direttore dell’ufficio mi affermò che siccome non vi era un caveau i soldi sarebbero dovuti arrivare con la diligenza, questo si è verificato alle ore 10.00 del 27 Febbraio 2007 e non 1807 in un paese turistico e non nel far West. Bastava esporre un cartello informando i malcapitati che la diligenza non era ancora arrivata quindi potevano andare a farsi friggere. Com’è possibile che su quattro sportelli solo due sono funzionati con circa 350 pagamenti di disoccupazione da evadere? E  non parliamo della riscossione delle pensioni! Com’è possibile che questa piaga non può essere curata? Perché le istituzioni latitano? Perché in quell’ufficio i giovani di Positano non hanno diritto di lavorarci se c’è bisogno di coprire gli sportelli vuoti? Perché l’ufficio postale non rimane aperto anche di pomeriggio come nelle altre cittadine come Sorrento, Piano, Meta, Vico. Perché le file?”


 “Una coincidenza la vicenda dei pensionati che poi sono stati pagati tutti – spiegano dalle Poste -. E’ capitata la coincidenza che si dovevano pagare bonifici con le pensioni, il giorno dopo si è risolto tutto. Noi abbiamo un caveau e quindi dobbiamo gestire ciò sempre con gli stessi soldi e quindi capita che coincidano bonifici e pensioni sempre con il solito importo per cui non possiamo tenerci i soldi oltre il limite e quindi non possiamo tenerci i soldi, non possiamo fare i miracoli. Per i bonifici non possiamo chiedere neanche la sovvenzione, non possiamo tenerci soldi altrui. Poi noi siamo l’ultimo ufficio al quale arrivano i soldi a volte alle undici, bisogna essere corretti e civili, questo è un ufficio con dei limiti.”  Ma è vero che i portalettere saranno ridotti?  “I portalettere dal primo febbraio saranno gestiti da una struttura, centro di primaria distribuzione di Cava dei Tirreni e strutture superiori, per cui i portalettere verranno gestiti da queste strutture e non dal direttore ci sarà una separazione netta di competenze. C’è il rischio che vengano ridotti a Positano. Si tende a ridurre il personale per aumentare la produttività. E non ci sarà ricambio.” La chiusura pomeridiana in uno dei paesi più famosi del mondo però è un paradosso…“Sembra un paradosso che in un paese come Positano sia chiusa, ma l’azienda pensa ai ricavi e nel pomeriggio non è produttivo, si sta  cercando di far crescere e rilanciare l’ufficio per far si che l’azienda lo faccia aprire il pomeriggio, si sta lavorando per questo l’attuale direttore rimane anche sul tardi per farlo rilanciare e creare le condizioni di un’apertura.”


Michele Cinque