Porto di Salerno: delocalizzazione delle strutture per il traffico commerciale

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Il porto di Salerno ha un’importanza fondamentale per lo sviluppo dei traffici commerciali con i porti nazionali ed i paesi del Mediterraneo, oltre a presentare una forte vocazione al mercato internazionale. Grazie alla favorevole posizione geografica e all’efficiente rete di collegamento con l’entroterra, lo scalo è al servizio dei traffici marittimi interessanti vaste aree del Mezzogiorno.” E’ quanto si legge in apertura del sito internet dell’Autorità portuale www.portosalerno.it.

Dal medesimo sito si rileva il numero di navi approdate: 1979 nel 2001, 2305 nel 2002, 2317 nel 2003, 2499 nel 2004, 2174 nel 2005. E’ di tutta evidenza il calo del 2005.
La stazza lorda delle navi approdate (in milioni di tonnellate) è pari a 3,266 nel 2001, 3,764 nel 2002, 4,115 nel 2003, 3,952 nel 2004, 3,920 nel 2005.
Il totale delle merci movimentate che aveva raggiunto i 9 milioni di tonnellate nel 2004 si è ridimensionato nel 2005 segnando 8 milioni di tonnellate.

Il traffico container negli ultimi cinque anni, come evidenziato nel sito dell’autorità portuale, ha avuto un incremento del 30,2%. Nel 2005 sono stati movimentati 418.205 teus, in leggera crescita rispetto ai 411.615 del 2004 e sostanzialmente in linea con il dato 2003 pari a 417.477 teus. Anticipazioni sui dati definitivi del 2006 evidenziano un calo di circa il 10% nel settore container. La causa sarebbe da riferire, tra l’altro, all’abbandono del porto da parte di alcune compagnie operanti nello specifico comparto. E’ utile ricordare che la maggior parte dei container hanno lunghezza standard rispettivamente di 20 e di 40 piedi (foot). Un container di 20 piedi corrisponde a 1 TEU (Twenty-Foot Equivalent Unit).

In calo è la movimentazione di auto e veicoli di nuova fabbricazione: 322.255 nel 2005, rispetto ai 352.215 del 2004 e ai 341.458 del 2003. Come sottolineato nel sito, il traffico di veicoli nuovi colloca il porto di Salerno ai primi posti in Italia.

In complesso nel 2005 si è registrato un calo di attività che può essere ricondotto, in buona parte, al pieno utilizzo delle locali strutture portuali ed alla contestuale difficoltà di reperire nuovi spazi disponibili, oltre che alla concorrenza di altri scali marittimi.
Una rilevazione del Corriere della Sera all’inizio del 2007 analizza i dati del traffico portuale nazionale nei primi nove mesi del 2006e pone in evidenza un calo dell’11,2% per il porto di Salerno. Allo stesso tempo, e per il medesimo periodo considerato, pone in evidenza l’incremento di traffico in altri porti nazionali: Porto di Napoli + 21,2%; Porto di Ancona + 23,3%; Porto di Venezia + 10,2%; Porto di Trieste + 8,2%; Porto di Savona +7,8%.

Il Presidente dell’Autorità portuale di Salerno Fulvio Bonabitacola, in una intervista al Denaro – www.denaro.it – ha sottolineato con enfasi la notevole crescita del trasporto mediante le “autostrade del mare”, con oltre 100.000 veicoli commerciali e oltre 200.00 passeggeri trasportati nel 2006.

Il sito www.tvoggisalerno.it in data 27/02/2007 richiama l’attenzione sull’ipotesi di delocalizzazione del porto di Salerno mediante la realizzazione di un “porto isola”. Il progetto, di per se affascinante, avrebbe il grande merito di adeguare le dimensioni e le potenzialità delle strutture portuali alle crescenti esigenze di traffico marittimo, liberando la città di Salerno da una maxi-struttura spropositata rispetto alla pianta ed alla conformazione della città, a ridosso della cinta collinare che blocca ogni possibilità di espansione, ingombrante e dannosa per l’immagine e la buona funzionalità di un tessuto urbano con forti connotati turistici.

Arrivando a Salerno da Napoli si fa una gran fatica a conciliare l’incantevole vista della costiera amalfitana con l’immenso deposito di autovetture in perenne sosta sulle banchine del porto.

Da tvoggisalerno si legge: il progetto del Porto Isola è una struttura che l’Autorità Portuale di Salerno intende realizzare nelle acque antistanti la costa del Comune di Eboli.
Il Porto Isola, forma rettangolare con un perimetro di 2 chilometri per uno, dovrebbe, una volta completato, sostituire l’attuale scalo commerciale di Salerno, indirizzando tutto il traffico merci verso la costa di Eboli.

Si tratta di un progetto ambizioso, un costo di 12 miliardi di euro, ma già pronto ad affrontare le sfide del futuro.
Realizzato a 2 chilometri di distanza dalla costa, evitando quindi ogni tipo di impatto ambientale, il porto isola potrebbe utilizzare un fondale naturale di oltre 22 metri, in grado di accogliere l’arrivo di navi di enormi dimensioni. Il collegamento con la costa sarebbe garantito da un ponte, realizzato mediante sospensioni in area, sulla quale scorrerebbero 4 corsie, 2 per ogni senso di percorrenza.
L’area a disposizione consentirebbe le operazioni di carico e scarico per 8 navi contemporaneamente, con l’impiego di una forza lavoro doppia rispetto a quello che attualmente è utilizzata all’interno dello scalo commerciale di Salerno. Un progetto che è anche una sfida perché per la sua realizzazione è necessaria una scelta politica coraggiosa, quella della Regione Campania che deve decidere come investire i fondi POR, quelli rilasciati dall’Unione Europea, per i prossimi anni.

Il Presidente Bonabitacola, nell’intervista sopra richiamata, guardando in prospettiva si dice favorevole al progetto, se supportato da un efficiente e ben strutturato polo logistico e da una condivisione di politica dei trasporti che tenga conto delle evoluzioni in atto a livello nazionale ed internazionale. Il trend di crescita del trasporto container porta infatti ad ipotizzare una decuplicazione dello stesso nel giro dei prossimi vent’anni, considerando la zona di territorio servita dal porto di Salerno, nel raggio di 200 km., con una popolazione di sei milioni di abitanti.

Nel Novembre 2006 le aziende aderenti ad Assotutela hanno prodotto un manifesto–denuncia per spiegare alla città di Salerno le loro perplessità sull’argomento porto e sull’idea di delocalizzazione.
Secondo Assotutela il vero merito del porto non è solo quello di aver sviluppato una enorme capacità occupazionale: oltre 1600 addetti diretti. E’ innanzitutto quello di aver messo in rete il territorio salernitano con ogni angolo del mondo. Con l’attrazione di servizi marittimi di corto e di lungo raggio non esiste mercato che non sia raggiungibile per le aziende della nostra area, in modo efficace e competitivo. E questo valore diventa punto di riferimento per coloro che vogliono investire nel territorio salernitano.

Secondo il Presidente di Assotutela Agostino Gallozzi, il livello di dotazione infrastrutturale è un elemento fondamentale che può far preferire un territorio rispetto ad un altro. In attesa che decollino i progetti di aeroporto e interporto, il porto di Salerno rimane l’unica e primaria infrastruttura al servizio dello sviluppo della mobilità. Secondo Gallozzi le proposte di trasferire i traffici mercantili e le maestranze altrove, abbandonando qualsiasi vocazione industriale e commerciale del territorio, provocano disorientamento e allarme, non solo tra le maestranze e gli imprenditori del porto, ma tra la clientela e l’utenza del porto stesso, con danni gravissimi alle economie dello scalo, alla sua immagine nazionale ed internazionale.

Assotutela non si sottrae al confronto: rispetto all’ipotesi di una localizzazione alternativa dello scalo, si legge nella lettera-manifesto, non esiste alcuna obiezione ideologica da parte degli imprenditori marittimi, che guardano ai fatti. Chi rinuncerebbe – si chiede Gallozzi – alla possibilità di operare in un porto con spazi maggiori, con migliori fondali, con collegamenti stradali e ferroviari di prim’ordine, in un contesto privo della congestione urbana? Il problema è che coloro che pronunciano questa ulteriore suggestiva affermazione non completano mai il ragionamento con ulteriori ovvie indicazioni sul: dove, quando, con quali risorse economiche.
Assotutela invita quindi a riparlare del progetto delocalizzazione con argomenti concreti, evidenziando come, per costruire un nuovo porto occorreranno non meno di 20 anni. Nel frattempo il porto d’oggi non dovrebbe essere toccato. Ed anzi sarebbe necessario continuare ad investire risorse per renderlo più funzionale ed adeguato per le merci, per il suo futuro crocieristico, per la città.

In vista dell’approvazione del Piano strategico nazionale 2007 – 2013, è stato sottoscritto, tra Ministero delle Infrastrutture e Regione Campania, l’ Accordo preliminare che individua gli interventi da inserire nel Programma Operativo Nazionale ‘Reti e Mobilita’.

L’accordo, siglato a fine febbraio, prevede la realizzazione di 10 opere infrastrutturali importanti. Vengono di fatto stanziati 1,7 miliardi di euro: 813 milioni del Pon (Programma operativo nazionale “Reti e mobilità”) e 915 milioni del Fas (Fondo aree sottoutilizzate) che serviranno alla realizzazione di queste opere nel periodo 2007 – 2013.

Tra gli interventi finanziati sono compresi l’A-3 Salerno- Reggio Calabria, la linea 1 della metropolitana, la nuova linea ad alta capacità Napoli-Bari e gli interventi per i porti di Napoli e Salerno. Investimenti per 120 milioni sono destinati al potenziamento dei collegamenti stradali tra il Porto di Salerno e la grande viabilità autostradale, nel quadro del più ampio programma `Salerno – Porta Ovest’ , oggetto di un importante concorso internazionale di progettazione.

Viene ascoltato, quindi, l’appello del Presidente di Assotutela Agostino Gallozzi per le esigenze di funzionalità di breve periodo. Per il medio-lungo termine appare indilazionabile e senza valide alternative lo spostamento a sud di Salerno delle strutture portuali dedicate al trasporto merci.

Sàntolo Cannavale

3473475413 – 081925911


www.santolocannavale.it

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