IL compagno che ruba….. ai compagni

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La notizia mi è sembrata simpatica, divertente da scrivere, piacevole da leggere, ma molto emblematica nella sua sostanza: anche i comunisti duri e puri prendono i soldi e scappano rovinando parenti e amici e approfittando di una professione che probabilmente non è usuale per la falce e il martello, quella del broker. 

La notizia avrebbe avuto una eco certamente maggiore, ma ovviamente essendone colpita l’immagine di Rifondazione Comunista, partito della coalizione di governo, non ce n’è traccia né sul Corriere della Sera né su Repubblica.  E non ci vengano a raccontare che si tratta di un fatto secondario, non degno di attenzione, visto che La Stampa gli ha dedicato oltre ad un lungo servizio all’interno, addirittura la prima pagina dal titolo: “Compagni che sbancano”.
 
La storia è semplice nella sua gravità: Gianluca Merchiori, ex candidato sindaco di Ferrara nel ’95, comunista di quelli tutti d’un pezzo al punto da rinfacciare nel 2003 a Bertinotti, di non essere abbastanza di sinistra, dopo il nuovo accordo di quest’ultimo con l’ex democristiano Prodi.  Da qualche mese il Merchiori si era messo a fare il broker, di mattina manifestava contro gli odiati americani, mentre il pomeriggio non essendoci altri comizi in programma, convinceva amici e parenti a giocare in borsa, promettendo lauti interessi dal 2 al 4 per cento al mese.  E secondo lui sarebbe bastato che avessero investito i risparmi in un ..finanziamento dell’esercito americano (non è uno scherzo, questo è quello che lui diceva). 

Chi poteva dubitare della coerenza di un rivoluzionario, un pacifista difensore della classe operaia, un compagno tutto di un pezzo?  Pochi, e difatti gli hanno creduto in tantissimi, fino ad affidargli complessivamente la ragguardevole somma di 2 milioni di euro.

I primi mesi Merchiori consegnava ai suoi ignari clienti-amici i proventi di questo straordinario affare, ma in concomitanza con le vacanze natalizie, il rosso compagno tutto di un pezzo è scomparso, nessuno l’ha più visto ma in compenso coloro che gli avevano affidato i loro soldi (chi impegnando i risparmi, chi ipotecando la propria casa) hanno ricevuto una lettera: “Ho fatto una leggerezza enorme, uno sbaglio incredibile.  Adesso sono in un posto molto caldo, bevendo un drink sotto una palma e non ti posso spiegare.   Ma te lo giuro, lavorerò come un pazzo per rimborsare te e tutti gli altri”.  A lume di naso, probabilmente il posto caldo, sono le coste caraibiche del Venezuela del compagno Chavez, dove è scappato con i soldi rubati ad amici e parenti.

Merchiori con il suo comportamento ha sfatato un altro mito nel quale credeva la sinistra: che i compagni non rubano.  Ma i comunisti non erano diversi?  Si, ma solo finchè non arrivano nei paraggi del potere e non maneggiano i soldi degli altri..

E’ probabilmente per non creare troppi traumi alla sinistra al potere, che Corriere della Sera e Repubblica hanno preferito insabbiare la notizia.

Amedeo Gentile
Forza Italia – Sede Nazionale
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