Positano riconosciuta la vittima era un giovane di 17 anni

0

Positano. Non era un trentenne ma un diciassettenne, la mamma è italiana, e viveva in
provincia di Salerno. Alla fine, grazie anche alla trasmissione Chi l’ha Visto, che ha collegato l’omicidio di Positano con la scomparsa di un ragazzo nel salernitano dal centro La Quiete,si è scoperta l’identità della persona trovata uccisa a Positano.  “Era un ragazzo dai sani principi che ha avuto la sfortuna di cadere in depressione nell’ultimo mese ed è scappato dalla clinica “La Quiete” di
Capezzano (Pellezzano) – fa sapere chi lo conosce con un comunicato a Positanonews.it  -. Non faceva uso di droghe, andava a scuola e non aveva cattive amicizie. Non si sa perchè è stato ucciso (potrebbe essere solo un problema razzista) nè perchè si trovasse a Positano, ma sicuramente
non era un gigolò.La famiglia è massacrata dal dolore e chiede giustizia…almeno nelle
notizie date dai giornali.” Il ragazzo è stato ucciso, nella notte fra il 19 e il 20 febbraio scorso, su una piazzola alle porte di Positano, venendo dalla Penisola Sorrentina, sul mare di fronte all’isola de I Galli, con almeno due colpi alla testa scagliati con un oggetto molto pesante e contundente
Dall’esame effettuato dal medico legale sulla salma,  non risultano segni di violenza, né di lotta, né di soffocamento. Quando l’assassino lo ha colpito a morte, era lucido, nel pieno delle sua facoltà. .
L’esame autoptico, infine, ha accertato che il giovane non aveva assunto farmaci ne droghe.
Per i carabinieri della compagnia di Amalfi, agli ordini del capitano Enrico Calandro, che indagano sulla vicenda, è prioritario riuscire a capire quale ambiente frequentasse il giovane la cui salma, così come disposto dal pubblico ministero della procura di Salerno, Gianluca di Vita, è ancora esposta all’obitorio dell’ospedale San Leonardo di Salerno. “Non possiamo rilasciare dichiarazioni – dicono dalla Compagnia dei Carabinieri di Amalfi -, siamo riusciti ad individuare la vittima, stiamo indagando e la vicenda è molto delicata.” “Non possiamo rivelare niente che riguardi un nostro paziente soprattutto se minorenne, sono dati sensibili – dicono a La Quiete -, quello che possiamo dire che non si possono impedire gli allontanamenti perché il ricovero è sempre e comunque volontario.”
Michele Cinque