Sarno cento famiglie senza casa dal danno alla beffa

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Sarno cento famiglie senza casa


 


Sarno. Cento famiglie a Sarno ancora senza casa ed un comitato lancia un appello alle istituzioni. Nonostante i miliardi arrivati a Sarno c’è chi rischia di finir in mano all’usura per completare case, e i cittadini non chiedono soldi, ma almeno di potersi accendere un mutuo che gli viene negato perché lo Stato ha “dimenticato” di attribuirgli la proprietà dei terreni dove gli ha fatto costruire le case. Non solo lo stato nel dare i contributi (il sessanta per cento) non ha considerato gli aumenti del costo della vita e i costi per atti pubblici e le pratiche legali. Una beffa se si pensa alle centinaia di milioni arrivati anche dai privati. E fra pochi mesi, con la fine del commissariato ad aprile, già in proroga, non ci saranno neanche più i fondi per pagare gli affitti delle abitazioni nelle quali sono stati costretti a vivere in attesa che le loro case vengano completate.


“Già  più volte Abbiamo denunciato la insostenibile situazione di quanti sono stati costretti a indebitarsi in modo continuo per poter pagare le ditte costruttrici – dicono dal comitato dei cittadini – dice l’avvocato Rosario D’Angelo uno dei rappresentanti del comitato dei cittadini -, senza aver mai potuto fruire di nessuna agevolazione, sia per quanto riguarda l’eventuale rideterminazione  del contribuito pubblico che tenesse conto degli aumenti del costo della vita, sia con l’accesso a mutui agevolati per la parte relativa all’accollo spese ( 60% lo Stato 40% i cittadini).”


“E’ sconvolgente questa vicenda – continua D’Angelo –-, si parlava di rifinanziare la legge su Sarno e intanto chi sta costruendo una casa si trova in difficoltà senza più i fondi per terminarla e molti chiedono prestiti rischiando di andare a finire anche in mano agli usurai, inoltre, e questo è ancora più assurdo, l’università non ha ancora stabilito quale sia la linea rossa dove le case possono considerarsi non a rischio.”


Tutto questo per dire che i cittadini alluvionati sono ridotti ormai con l’acqua alla gola , certamente pare sempre più evidente impossibile completare la ricostruzione del dopo alluvione vista la situazione di precarietà finanziaria dei proprietari.  In tutta questa giostra di norme contraddittorie, di atti amministrativi penalizzanti , di comportamenti degli Enti pubblici   solo a parole incoraggianti, ma sostanzialmente inefficaci,non è difficile capire chi saranno  gli unici a pagare  i più deboli come sempre capita in questo Paese.


“Ci stiamo impegnando per questi problemi, più che fare un consiglio comunale come era stato richiesto, è necessario coinvolgere i vertici – dice il sindaco Amilcare Mancasi -, come sindaco ho fatto passi ufficiali scrivendo al Commissariato di Governo e alcune richieste sono state esaudite.


Alcune abitazioni sono ancora ferme e hanno problemi per acquisire i terreni perché il contributo copre solo quota parte, ma il commissariato si è attivato stabilendo che le aree di sedime, dove sono sorte questi appartamenti, passeranno in proprietà del comune e  gli atti pubblici saranno fatti dal segretario comunale in modo che gli interessati possono accendere il mutuo, bisognerà aspettare però il frazionamento ed accatastamento dei terreni.” Sconcertante che dopo tanti anni con una struttura così complessa non si siano risolti questi problemi, ma fra poco si dovrebbe tornare alla normalità. “Dovrebbe attivarsi l’Agenzia regionale suolo e ad aprile dovrebbe terminare il commissariamento e quindi l’emergenza,  abbiamo chiesto di rientrare nella normalità ma abbiamo ancora bisogno di aiuto. Con lo stato di emergenza vengono ancora pagati i fitti per 246 nuclei familiari e non incassiamo almeno un milione di euro,  per mancati introiti per l’ICI, se non si pensa a questo ci sarà il tracollo.”


Ma cosa chiede questo comitato? I punti, ancora irrisolti, sono legati alla tragedia di Sarno che si avvia ormai al decennale, sono chiariti in una petizione rivolta al Comune, e alle istituzioni: “Assegnazione definitiva dei lotti, con frazionamento e accatastamento, onde consentire accesso ai mutui agevolati e rogiti notarili;Accollo da parte delle istituzioni degli oneri aggiuntivi  per le spese notarili ed imprevisti ;Rideterminazione del contributo a favore dei proprietari alla luce degli incrementi del costo della vita dopo l’alluvione;Recupero dell’Ospedale Villa Malta e realizzazione del parco di via Pedagnali intitolato ai martiri del 5 maggio ;Accelerazione della messa in sicurezza della Montagna e sicurezza del territorio ( visto che i lavori sono fermi da tempo);Riperimetrazione della linea rossa fatta dopo l’alluvione e mai più modificata;Infine i cittadini alluvionati vogliono finalmente sapere che fine hanno fatto i famosi 500 milioni di vecchie lire raccolti sulla base di contributi di privati cittadini, perché si chiarisca una volte per tutte il loro uso. “  


Michele Cinque