PRODI, IMPEGNO PER FAMIGLIE E PENSIONI MINIME

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PRODI, IMPEGNO PER FAMIGLIE E PENSIONI MINIME














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ROMA – Romano Prodi si presenta a Palazzo Madama per chiedere la fiducia e riprende ”il cammino” da dove il governo era caduto il 21 febbraio: la politica estera. E, pur ribadendo la centralita’ del programma, impernia le priorita’ future sui 12 punti del patto stretto giovedi’ con gli alleati, piu’ uno, che tocchera’ al Parlamento realizzare: la riforma elettorale che definisce ”un’assoluta’ priorita”’ per portare a compimento ”la lunga ed infinita’ transizione del sistema istituzionale e politico italiano”. Il premier non fa mistero della ”natura politica della crisi” ma invita la maggioranza a trarne ”fino in fondo gli insegnamenti di metodo e di merito” e chiede la fiducia per riprendere con ”slancio ancora maggiori l’azione di governo”. Nell’indicare la nuova partenza del governo, Prodi comincia dalla politica estera, dopo aver accennato sin da subito che e’ un dovere ”la pronta riforma della legge elettorale”.

Politica estera che si ispira all’articolo 11 della Costituzione e si incardina nei paletti dell’Europa, della Nato, dell’Onu e dell’alleanza con gli Usa ”in coerenza – afferma il presidente del Consiglio – con la nostra tradizionale politica estera atlantica del passato”. Impegno per il Medio Oriente, per il Libano e per l’Africa ma Prodi non tralascia il nodo dell’Afghanistan e del suo rifinanziamento a fine marzo. L’Italia restera’ a Kabul, ma Prodi e’ cosciente che la ”sola” presenza militare non basta e ribadisce l’impegno per la conferenza di pace alla ricerca di una soluzione politica. ”Non chiedo sconti – dice il Professore rivolto all’aula – ma ragionamenti su soluzioni concrete, possibili. Questa e’ la via della pace, questa e’ la fatica della pace”. Il lungo passaggio sulla politica estera lascia il posto alle altre priorita’. Senza, pero’, prima una premessa che Prodi ritiene doverosa per evitare polemiche soprattutto nell’Unione.

”Il programma e’ – scandisce con tono sicuro – e rimane il punto di riferimento della nostra azione. Non giudicate il discorso per quello che non contiene”. E giu’ l’elenco, dopo aver chiesto ed ottenuto un bicchier d’acqua. L’azione di risanamento dei conti e di rilancio dell’economia proseguira’ (”continueremo a fare la nostra parte”, assicura Prodi rivolgendosi al commissario europeo Almunia), ma centrale sara’ l’impegno per il Mezzogiorno, a partire dalla sicurezza, per l’ambiente e le energie rinnovabili, per le opere infrastrutturali, a partire dalla Tav che sara’ ”cantierata e conclusa nei tempi piu’ rapidi possibili” e dalle ”autostrade del mare”.

Tenendo ben chiaro il metodo del ”dialogo continuo ed aperto con le comunita”. Welfare e famiglia e’ l’altro corposo capitolo del discorso del presidente del Consiglio con l’annuncio dell’impegno per aumentare le pensioni minime, estendere gli assegni famigliari, mettere a disposizione piu’ asili nido e modificare il calcolo dell’Ici sulla prima casa a vantaggio delle famiglie numerose. Confermati anche la priorita’ della riforma previdenziale ”per garantire la tenuta finanziaria del sistema” ed il riordino degli istituti previdenziali. Il Professore fa un appello a ritrovare il ”medesimo spirito di coesione” sperimentato in Italia ”negli anni della ricostruzione, negli anni del terrorismo e per raggiungere il traguardo dell’Unione Europeo”.

Coesione del governo e dialogo in Parlamento tra i poli per un nuovo federalismo fiscale e per una nuova legge elettorale, che e’ per il premier una ”assoluta’ priorita”’ anche se tocchera’ non all’esecutivo ma al Parlamento intervenire, stabilendo anche ”il ‘luogo’ per discutere” le soluzioni possibili (nel testo pubblicato sul sito del governo la parola ‘luogo’ e’ scritta tra due apici, come ad evocare la possibilita’ di una commissione bicamerale. Il presidente del Consiglio non entra nel merito.

Ma indica ”alcuni principi” che ritiene possano essere ”condivisi da tutti”. Pensa infatti a una legge che consenta ai cittadini di scegliere in un colpo ”non solo un partito, ma anche un programma, una coalizione, una proposta di governo, un primo ministro”. Principi che stanno alla base di un sistema bipolare. Nessuna ”pregiudiziale” per il confronto. L’unica che Prodi indica e’ che la nuova legge ”sia frutto di un’ampia convergenza”, in modo che non sia ”mai piu”’ la sola maggioranza a decidere. In gioco, sottolinea il professore c’e’ l’ambizione che il sistema politico coltiva ormai da 14 anni: chiudere l’eterna transizione italiana. Se governo e Parlamento ne saranno capaci, e’ la convinzione di Prodi, ”il Paese ce ne sara’ grato”.








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