Positano ricordo di Umberto Fragola

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E’ trascorso quasi un anno dalla scomparsa di Umberto Fragola, avvenuta il 5 aprile 2006. Il professore, giurista di grande valore, studioso “scientifico” del turismo – com’era definito –, inventore, a metà degli anni sessanta, in un clima di generale scetticismo, di una “università degli studi turistici” (non riconosciuta), con sede nel castello di Faicchio (Benevento), poi trasferita a Napoli con la denominazione di “Libera Facoltà di Scienze turistiche”, animò la vita artistica, culturale, mondana di Positano per oltre un decennio, a datare dal gennaio del 1958, quando gli fu affidata la presidenza dell’Azienda di soggiorno e turismo, appena creata.


Su un giornale beneventano, “Realtà sannita”. Mario Pedicini lo haz definito “un autentico signore, elegante senza esibizionismi, ironico quanto basta, puntuale negli impegni, né indolente né prepotente… Chiunque voglia scandagliare la nascita, lo sviluppo e le prospettive del turismo nella nostra terra – ha aggiunto – deve rifarsi alle intuizioni, alle convinzioni e alle esperienze di Umberto Fragola”. Turismo inteso come elemento portante dell’economia: quella delle famiglie, delle imprese, dell’intera nazione. Per questo, nell’espletamento del ruolo di presidente dell’Azienda di soggiorno di Positano, si diede da fare per lanciare il paese nel firmamento internazionale con iniziative promozionali  e favorendo l’arrivo di personaggi di primo piano della letteratura, del teatro, del cinema, grazie alla istituzione del premio denominato “Saraceno d’oro”.


Era “cordiale ed estroverso”, ha scritto Elisa Del Giudice in una lucida e commossa rievocazione pubblicata sul numero di aprile-giugno 2006 di “Fiorisce un cenacolo”, periodico di Mercato San Severino, fondato e diretto da Carmine Manzi; “convogliava nei suoi discorsi con parenti ed amici la sua grande cultura classica, forgiatasi presso i Benedettini di Cava de’ Tirreni, e la sua modernità aperta e sorridente; amava la buona tavola e prediligeva la grande musica. L’Accademia di Santa Cecilia a Roma lo vide tra i suoi più assidui frequentatori”. Negli anni settanta era stato anche presidente del Conservatorio di San Pietro a Maiella a Napoli.


Molti gli incarichi ricoperti. Eccone elencati alcuni: consigliere dell’Enit; presidente del Centro Mediterraneo della Moda; presidente dell’Associazione nazionale avvocati amministrativi; vice presidente dell’ANIEST (Associazione nazionale italiana esperti scientifici del turismo); docente universitario associato; professore ordinario di diritto amministrativo nell’università di Mendoza (Argentina) e in quella di Santiago (Santo Domingo). Oltre che brillante avvocato cassazionista e giornalista pubblicista.


Forse a Postano c’è ancora chi rimpiange le feste che, insieme con la consorte, organizzava nella bella casa situata “in cima” al paese. Vale a dire – sottolineò Olghina de Robilant su “Lo Specchio” del 26 luglio 1964 – “a circa tremila scalini di salita”, tale da trasformare le mondanità in “un segno di sincera devozione”.


Nato a Napoli, ma di origini sannite, Umberto Fragola aveva ormai raggiunto una età veneranda, rimanendo sempre attivo. Qualche mese prima di morire stava lavorando a un nuovo progetto: l’istituzione di un “Club dei Novantenni”. Non certo per invogliare i suoi coetanei a portare i nipotini a passeggio.


 


Sigismondo Nastri