Ravello – Lettera di Francesco Zappia

0


 


Al Sindaco del Comune di Ravello


Avv. Paolo Imperato


 


Al Presidente della Fondazione Ravello


Dott. Domenico De Masi


 


 


 


Giovanni Boccaccio: «Credesi che la marina da Reggio a Gaeta sia quasi la più dilettevole parte d’Italia. Nella quale, assai presso a Salerno, è una costa sopra ‘l mare riguardante, la quale gli abitanti chiamano la Costa d’ Amalfi, piena di piccole città, di giardini e di fontane e d’uomini ricchi e procaccianti in atto di mercatanzia, sì come alcuni altri. Tra le quali cittàdette, n’è una chiamata Ravello».


André Gide: «Lasciando la costa, avevamo raggiunto Ravello. Là, L’aria più pungente, la seduzione delle rocce piene di anfratti e sorprese, la profondità misteriosa dei precipizi, accrescendo le mie forze e la mia gioia, favorirono nuovi slanci».


Gore Vidal: «Mi fu chiesto da una rivista americana quale era il luogo più bello che io avessi mai visto in tutti i miei viaggi e io risposi: il panorama del belvedere di Villa Cimbrone in un luminoso giorno d’inverno».


 


Questi sono solo alcuni dei grandi personaggi che hanno voluto lasciare un loro contributo alla nostra cittadina. Personaggi  innamorati delle nostre terre, amanti delle atmosfere e delle sensazioni che il nostro territorio con il suo magnetismo sa dare a coloro che aprono le loro menti all’aria frizzante che ogni giorno si vive per le strade di  Ravello.


Vivo , essendo nato e cresciuto ,in questo ,che io definisco il PARADISO TERRESTRE. Vivo e amo profondamente la mia terra. Mi faccio cullare quotidianamente da essa e lei , come una madre  protettrice , mi accoglie fra le sue braccia e mi lascia dormire e riposare in essa.


Questa mia cittadina ,che,  eretta centinaia di anni fa ,ha vissuto momenti di grande splendore e drammatici  decadimenti ,rialzandosi e continuando ad essere gemma della Costa d’Amalfi,  oggi, vive nel nuovo millennio, un  grande conflitto interno. Un conflitto che non ha fatto vittime, ne feriti. I palazzi non sono caduti, ne le strade  sono dissestate, per grandi bombardamenti, come succede in tante disperate zone del mondo.


 No di vittime se ne conta solo una. La città, la sua dignità , la sua voglia di essere sempre la Prima e  la più Bella di tutta la Costa , e non solo. La collettività tutta insomma è la vittima predestinata di questo conflitto


La battaglia, che quotidianamente si combatte , non può non essere quella delle nomine all’interno della Fondazione.


Nomine , che , riempiono i giornali, con polemiche utili solo a mortificare la cittadinanza tutta. Tralascio gli aspetti e i riflessi  politici della vicenda, ma mi soffermo con durezza e decisione sull’aspetto sociale e culturale, rivendicando maggior rispetto nei confronti di tutti i cittadini di Ravello, nessuno escluso. Non i singoli nominati mi interessano, ma ciò che devono rappresentare. La città, il nostro Paese. Gli interessi  dei Ravellesi , il futuro di tutti passa anche, MA NON SOLO, attraverso la   Fondazione.


Fondazione , la quale , vorrei ricordare , porta esclusivamente il nome di Ravello. Non vedo null’altro.


Oggi, invece, si lascia il paese in uno stato confusionale , alimentando ancor di più rancori e malumori, che devono appartenere solo ad un passato che non ci deve appartenere.


 


 


A Voi


A Voi che rappresentate, attualmente ,  due alte cariche . Le due più importanti in questo contesto.


La prima, democraticamente voluta dal popolo,che premia un figlio della nostra terra. La seconda che premia  un ospite gradito , che riesce ad esaltare  al  meglio , alcune sfaccettature della ns. terra.


A voi quindi l’obbligo, istituzionale , morale ed etico di fermare questa diatriba. Fermarsi è un invito che faccio  , ma che vorrei non si trasformasse in grido nel deserto delle posizioni dure che state assumendo.


Oggi rappresentate , domani non sappiamo. Chi resta è la cittadina , la Mia terra . La terra di tutti Noi Ravellesi.


Azzeriamo le sei nomine, andiamo ad una pubblica assemblea unificata dove possiamo stringerci attorno al problema, capirlo e superarlo, e rimboccarci le maniche  e unificare gli sforzi nel Nome che si sposa con la Fondazione . RAVELLO. Non dimenticatelo.


Tre componenti che rappresentino il Comune all’interno alla Fondazione non ritengo siano il vero problema della sopravvivenza della stessa, ma ben altri sono i nodi da sciogliere, gli equilibri da mantenere; ed ad essi che deve essere risposto il maggior sforzo possibile da Voi.


Chi dovrà rappresentare il Comune di Ravello all’interno della Fondazione dovrà portare con se tutta la popolazione.


I suoi desideri, i suoi bisogni, le sue angosce e le sue gioie. Non nasce in ambiente tranquillo il figlio di genitori litigiosi.


Il mio è un invito che nasce dal cuore, un cuore che è stato sedotto e che non riesce ad abbandonare la propria terra, la propria grande Madre.


Salutandovi , vi lascio con un pensiero : Di tante escursioni che ho fatto in tutta quanta l’Italia, questa è quella che mi ha lasciato più grata impressione di tutte le altre. (Ferdinando Gregorovius).


 


Ravello 27/02/2007


 


Francesco Zappia


Consulente del Lavoro


Via Santa Croce 7


84010 Ravello SA