Fondazione Ravello interviene De Masi

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Dietro richiesta di Positanonews sulla vicenda Fondazione interviene il Presidente professor Domenico De Masi che ringraziamo


27 giugno 2007

Gentile Avv.Cinque,
poiché Lei mi sollecita cortesemente una dichiarazione relativa alla Fondazione Ravello, le segnalo che:
• Nel 2007 la Fondazione si è arricchita di due nuovi soci – La Sovrintendenza ai Beni ulturali e l’EPT di Salerno – che vanno ad affiancarsi ai quattro soci fondatori: Regione Campania, Provincia di Salerno, Comune di Ravello, Fonndazione Monte dei Paschi di Siena.
• Il 29 giugno inizia la quinta edizione del nuovo Ravello Festival, affidato quest’anno a un Direttore Generale prestigioso come il Maestro Mauro Meli e articolato in 70 giorni di spettacoli che coinvolgeranno più di 700 artisti provenienti da 14 Paesi.
• Il primo luglio inizia la seconda edizione della Scuola “Lisa Mascolo” per la specializzazione teorico-pratica in management culturale, frequentata da 40 giovani provenienti sia da Ravello e dalla Costiera, sia dal resto d’Italia e dall’estero, con la partecipazione di docenti di prim’ordine.
• La Fondazione ha acquisito la gestione decennale di Villa Rufolo e ha deliberato l’affidamento della sua direzione all’ideatore e promotore della Fondazione, Secondo Amalfitano. In pochi mesi, con l’aiuto dei maggiori esperti di botanica, archeologia e arte, la villa sarà trasformata in una vera e propria “casa dell’arte” valorizzata con mostre all’aperto e al chiuso, con meeting e con esposizioni permanenti, oltre che con le visite guidate.
• Prosegue alacremente la costruzione, auspicata per anni dalla Fondazione, dell’auditorium Oscar Niemeyer, che dovrebbe essere completato entro l’ottobre 2008, dotando Ravello di una splendida infrastruttura.

Per quanto riguarda il rinnovo dei due Organi Istituzionali (Consiglio Generale di Indirizzo e il Consiglio di Amministrazione), il 26 giugno il Comune di Ravello ha nominato il Vice-Sindaco Salvatore Di Martino come membro del Consiglio Generale di Indirizzo. Con questa nomina, sommata alla recente cooptazione di Ermete Realacci e di Isaia Sales, il CGdI è ormai al completo.
Resta ancora un posto vacante nel Consiglio di Amministrazione. Già un anno fa il CGdI lo ha offerto al Sindaco Paolo Imperato e siamo in attesa di una sua auspicata accettazione.

Dalla stampa ho poi appreso che, il giorno successivo alla nomina Di Martino nel CGdI della Fondazione, il Comune ha votato a maggioranza l’uscita dalla Fondazione medesima. A prima vista questi due atti appaiono contraddittori ma certamente sono legati da una loro logica che mi sfugge ma verso la quale è d’obbligo il massimo rispetto.

Per quanto riguarda la Fondazione, mi limito a rinnovare le stesse constatazioni che già otto mesi orsono scrissi al Sindaco e ai Consiglieri tutti:
• Nei suoi cinque anni di vita la Fondazione ha posto in essere tutte iniziative prestigiose, mirate allo sviluppo culturale ed economico di Ravello. Queste iniziative, e il piano ragionato nel quale esse rientrano, hanno avuto l’intento di promuovere un modello equilibrato e originale di sviluppo, che ha richiesto la generosa collaborazione di Istituzioni ed esperti di alto livello.
• Migliaia di articoli, diecine di trasmissioni radiofoniche e televisive, un ambitissimo riconoscimento come il Premio Leonardo, assegnato dalla Confindustria, dall’ICE e dalla Presidenza della Repubblica, attestano che le attività poste in atto dalla Fondazione, hanno riscosso unanime apprezzamento in tutto il mondo.
• La risonanza di queste attività, tramite campagne pubblicitarie e ricadute sui media, ha contribuito in misura non secondaria all’immagine sempre più prestigiosa di Ravello, sottolineandone la raffinatezza e l’esclusività.
• In base alla comune esperienza, è facile calcolare che le risorse economiche, professionali, creative, coinvolte dalla Fondazione in questo ambizioso progetto, sono imponenti per quantità, eccellenti per qualità, difficili da attrarre, difficilissime da trattenere. La Fondazione ci è riuscita.
• In tutti i casi in cui è stato possibile, e compatibilmente con le esigenze delle diverse professionalità richieste, la Fondazione ha sempre coinvolto forze e fornitori locali, ha curato la formazione dei giovani, ha incrementato la professionalità di tutti i collaboratori, sempre privilegiando il merito.
• Il numero dei ravellesi che collaborano con la Fondazione e con il Festival o che frequentano la Scuola Di Formazione in management culturale è cresciuto di anno in anno, fino ad occupare posti di prima linea.
Anche in paragone con quanto è stato realizzato negli altri paesi della Campania e della Costiera, davvero non vedo cosa altro avremmo potuto fare. Oltre tutto, abbiamo compiuto ogni sforzo per rimarginare i conflitti e superare i personalismi che sempre caratterizzano le piccole comunità.
Ci sono voluti molti anni per creare la Fondazione, coinvolgendo Soci autorevoli e generosi. Ci sono voluti cinque anni intensissimi per avviarla e consolidarla, fino a farne una seria macchina organizzativa. Abbiamo compiuto tutti gli sforzi necessari per evitare rotture, che non gioverebbero a nessuno, di cui nessuno comprenderebbe la logica, che certamente danneggerebbero Ravello.
E’ probabile che, in tante azioni complesse, si sia fatto qualche errore di percorso, suscettibile di correzione, ma l’imponenza e la linearità sia della strategia complessiva, sia delle molteplici realizzazioni pratiche, è sotto gli occhi di tutti.
A ben vedere, non esistono ostacoli reali alla sollecita prosecuzione di questo itinerario, unico nel suo genere, sperimentato nell’interesse della collettività non solo ravellese, ma regionale e meridionale. La quale, come l’intero nostro Mezzogiorno, ha bisogno di concorde entusiasmo per costruire il proprio difficile futuro, assicurando ai propri figli uno sviluppo pacifico e intelligente.
La ringrazio per l’attenzione e La saluto cordialmente.

(Domenico De Masi)