In Italia un milione di giovani avvertono la vocazione a consacrarsi al Signore

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Dalla ricerca “I giovani italiani di fronte alla vocazione” (2006) effettuata in Italia dal Prof. F. Garelli e la sua equipe emerge un dato sorprendente, nuovo, l’11% dei giovani dichiarano di aver pensato nel corso della loro vita alla possibilità di diventare prete o di abbracciare la vita religiosa, quindi un giovane su dieci ha pensato di intraprendere la scelta di vita consacrata. Emerge ancora che i 2/3 di coloro che hanno preso in considerazione questa scelta l’hanno abbandonata nell’arco di un anno. Mentre il 37% ha coltivato l’idea per più di un anno. A quanto pare il Signore continua a chiamare, non è in crisi la vocazione di speciale consacrazione ma la sua realizzazione, l’accompagnamento ad aderire alla chiamata. Infatti alla domanda in che occasione abbiano avvertito la chiamata  i giovani non danno alcuna preferenza all’opzione “ su invito di un sacerdote o padre spirituale”. Siamo di fronte ad una nuova crisi che emerge con chiarezza, la crisi degli accompagnatori, specie presbiteri, che hanno forse paura di fare proposte impegnative ai giovani come quella della vita consacrata. Da un lato la ricerca ci consola, pensando ai tanti giovani che prendono sul serio l’ideale vocazionale, d’altro lato, emerge un dato inquietante e problematico, la paura di fare proposte forti. La ricerca attesta che 11 giovani su 100, quindi si tratta di circa un milione di giovani, avvertono la vocazione; il 20% afferma che per più di tre anni ha sentito tale chiamata, si tratta di 200mila giovani, il problema che emerge è che tale desiderio, progetto, non ha trovato alcun interlocutore che potesse intercettare tale segnale e aiutarlo a camminare verso una riposta che appagasse tale esigenza avvertita interiormente. Siamo in un momento nel quale gli educatori sono chiamati a prendere atto del fatto che non sappiamo o non siamo attrezzati a percepire la realtà vocazionale presente nei nostri giovani. Sembra necessaria una più approfondita riflessione da parte delle comunità parrocchiale che pure lamenta la mancanza di sacerdoti, ma senza volerlo procura, come diceva circa 10 anni fa il documento: Nuove vocazioni per una nuova Europa “ Aborti vocazionali a causa di questo vuoto educativo”.


 


 


Don Michele Fusco 

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