Patti Territoriali una inchiesta sollevata da E’ Costiera nel 2003

0

Patti Territoriali una inchiesta sollevata da E’ Costiera nel 2003


Siamo nel 2007 e la Procura ha compiuto un atto importante sulla vicenda Patti Territoriali che avrebbero dovuto portare mille posti di lavori in Costiera Amalfitana chiudendo un’inchiesta con la grave accusa di truffa, ma nel 2003 il mensile E’ Costiera, storico periodico della Costiera Amalfitana, aveva già pubblicato “Mille posti di lavoro. Dove sono?” (n. 2 giugno 2003), poi continuando, numero dopo numero, fino a toccare il fondo con “Patto territoriale: Ferraioli finanzia le sue attività” (n. 1-2 gennaio-febbraio 2004). Quel periodico diretto da Maria Rosaria Sannino, che scriveva quelle stesse cose sul quotidiano La Repubblica, responsabile cronaca, Michele Cinque, che pure continuava a scrivere sul Corriere del Mezzogiorno, inserto del Corriere della Sera, e altri giornali, delle stesse vicende,  ora non esce più anche a causa delle ostilità politiche, perché Ferraioli, che rivestiva la carica di sindaco di Furore, Presidente della Comunità Montana Penisola Amalfitana e Presidente dei Patti Territoriali, godeva di un ampio consenso trasversale ed in particolare in tutto il centro-sinistra, grazie soprattutto agli equilibri che riusciva a gestire con abilità all’ente montano. Spregiudicato ed abile nel raccogliere finanziamenti, per questo sarebbe stato uno dei migliori politici della storia della Costiera Amalfitana, peccato che lo abbia fatto in modo a dir poco distorto. Quello che è grave non è che Raffaele Ferraioli abbia potuto far tutto questo, ma è l’humus che lo ha consentito. La politica dov’era? Bastava un incarico di assessorato o presidente di commissione alla Comunità Montana per tacitare le continue minacce di ribaltone che di volta in volta venivano fatte alla Comunità Montana. Tutta colpa di Ferraioli dunque? Non crediamo. Forse abbiamo i politici che ci meritiamo, forse sono espressione della nostra società. Se il Furore Inn è lo scandalo più incredibile degli ultimi anni, per il quale, pur dietro gli interessi personali, ci si vanta di aver messo su una struttura alberghiera prestigiosa in un territorio del “paese che non c’è”, ma anche ciò è opinabile e non giustifica la distorsione di fondi pubblici,  quei mille posti di lavoro non creati nella nostra Costiera non possono passare sotto silenzio. E se la politica sta attendendo è solo perché non vi è la convenienza o l’interesse nel gioco degli equilibri politici del territorio ad intervenire. Non è solo Ferraioli che andrebbe condannato, ma l’intera classe politica della Costiera, salvo singoli casi, che non poteva non sapere eppure ha preferito il silenzio. Solo facendo luce sulle vicende pubbliche si possono evitare forse prevenire queste che, eufemisticamente, chiamiamo distorsioni della politica, ecco perchè noi di Positanonews insistiamo per la trasparnza in rete con il Comune di Positano, che ora si sta muovendo in tal senso, ma lo stesso chiediamo agli altri comuni e alla Comunità Montana Penisola Amalfitana, che dovrebbe pubblicare le delibere almeno in altri due comuni sulla costa, Positano e Vietri per esempio, visto che è impensabile che un cittadino normale possa arrivare a passare le proprie giornate a far da spola a Tramonti per sapere che succede nell’ente sovracomunale. E chiunque opera in rete contribuendo ad informare, come il Foglio Costa d’Amalfi, che è il primo sito di informazione che opera con continuità sul territorio, ma anche blog che stanno nascendo ad opera di giornalisti, cittadini e anche ospiti stranieri, in attesa che ritorni in rete a breve di E’ Costiera online, evita che i politici siano “tentati” ad approfittare del loro ruolo, a volte convinti che ciò sia giusto, perchè così fan tutti, o perchè è il sistema e addirittura si pensa che ciò sia dovuto quale riconoscimento del proprio ruolo.  


Michele Cinque