ABU OMAR VUOLE TORNARE IN ITALIA

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Abu Omar, l’ex imam di Milano sequestrato e deportato nel 2003, vuole tornare in Italia. Lo ha detto lo stesso Abu Omar, incontrando il suo legale ad Alessandria d’Egitto, per la prima volta dopo essere stato rilasciato domenica, dopo quattro anni di carcere e torture.”Voglio tornare in Italia”, ha detto Abu Omar, secondo quanto ha riferito all’ANSA il suo avvocato Montasser al Zayat, che ha visto il suo cliente per tre ore ieri sera. “Ho fiducia nella giustizia italiana e sono sicuro della mia innocenza”, ha aggiunto Hassan Mustafa Osama Nasr, alias Abu Omar.

CONFERMA: ‘VOGLIO DENUNCIARE BERLUSCONI’

Abu Omar, nel primo incontro avuto con il suo legale dopo il rilascio, ha confermato che intende denunciare Silvio Berlusconi e chiedere un indennizzo di 10 milioni di euro all’ex primo ministro italiano e di 20 milioni di euro al Sismi e alla Cia. Lo ha detto all’ANSA l’avvocato Montasser al Zayat. Abu Omar chiede al governo italiano “di fargli mantenere il permesso di soggiorno e lo status giuridico” che aveva prima di essere rapito da un commando della Cia, il 17 febbraio 2003, a via Guerzoni a Milano. Hassan Mustafa Osama Nasr, 44 anni, è apparso in discrete condizioni di salute, ma ha problemi alla colonna vertebrale, soffre di una cardiopatia e di ipertensione, ha detto Zayat. E’ stato visitato da medici e si sta curando. Abu Omar ha negato di aver firmato alcun impegno in cambio di un suo rilascio, ha detto l’avvocato, ma ha confermato di essere stato messo in guardia dal parlare con gli organi d’informazione e di avere avuto la proibizione a lasciare il Paese, se non vuole tornare in carcere.Il legale ha riferito che Abu Omar può andare alla moschea che si trova proprio accanto alla palazzina in cui vive. Vicino all’ingresso ci sono dei negozi dove stazionano degli agenti in borghese. All’incontro erano presenti la moglie di Abu Omar, Nabila, mentre i tre bambini dormivano.

PRODI, SU ESTRADIZIONI RISPETTIAMO REGOLE
 
“Esistono regole e finché il Parlamento non le modifica il governo è tenuto a rispettarle”. Con queste parole il premier Romano Prodi ha replicato ai giornalisti che gli chiedevano se il governo avrebbe trasmesso a Washington le richieste di estradizione della Procura di Milano per gli agenti della Cia coinvolti nel rapimento dell’Imam Abu Omar a Milano.

DI PIETRO: GOVERNO SBAGLIA A NON MUOVERSI
Il governo “sbaglia” a non trasmettere a Washington le richieste di estradizione degli agenti della Cia, formulate dalla procura di Milano, sul rapimento dell’imam Abu Omar. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, oggi a New Delhi dove sta accompagnando il premier Romano Prodi in una lunga missione in India.

 RUTELLI, DEPOSITATO RICORSO GOVERNO A CONSULTA
Il governo ha depositato presso la cancelleria della Corte Costituzionale il ricorso per conflitto di attribuzione nei confronti della Procura di Milano sulla vicenda Abu Omar. Ai magistrati milanesi l’esecutivo rimprovera di non aver rispettato il segreto di Stato nell’inchiesta sul rapimento sull’ex Imam. La notizia del deosito del ricorso arriva in una nota dell’ufficio stampa del vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli, a proposito di “alcune dichiarazioni relative al question time del 14 febbraio alla Camera”. “Nella risposta resa ieri in Parlamento all’on. Marco Boato (sulla vicenda Abu Omar, ndr), il vicepresidente del Consiglio ha riportato il contenuto delle informazioni ricevute in materia dal ministero della Giustizia, nonché degli elementi informativi acquisiti dagli uffici competenti della Presidenza del Consiglio sul punto sollevato dall’interrogante. In particolare – prosegue la nota – nel suo intervento il vicepremier ha riferito sulla decisione presa dal Consiglio dei ministri dello scorso 8 febbraio, con la quale il governo ha proposto il conflitto di attribuzione, depositato questa mattina presso la Cancelleria della Corte Costituzionale, a tutela del potere spettante al presidente del Consiglio e del principio di leale collaborazione tra i poteri dello Stato”







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                                                      Michele De Lucia