Sorrento accuse del sindaco alla gestione del porto

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GIUSEPPE DAMIANO Sorrento. Dapprima una provocazione agli imprenditori turistici («Non lamentatevi soltanto, pensate a investire nel territorio»), poi una stilettata agli operatori portuali («Devono assicurare maggiore collaborazione nella gestione dei servizi»), infine un pubblico rimprovero al Consorzio che gestisce le linee marittime nel Golfo di Napoli («Non è adeguato il rapporto qualità-prezzo»). Il sindaco di Sorrento, Marco Fiorentino, punzecchiato da guide turistiche, albergatori e agenti di viaggio, come un fiume in piena, punta l’indice contro l’attuale sistema di gestione dei servizi del porto: «Non è affatto consona – tuona il primo cittadino – alla tradizione della nostra città. A breve sarà tutto rivoluzionato». A Sorrento, dunque, riflettori puntati sullo scalo portuale di Marina Piccola. Il pretesto per affrontare pubblicamente la vicenda è stato offerto dalla presentazione di «Arcipelago campano», il progetto di destination management sul territorio, elaborato dal senatore Salvatore Lauro. Una condanna, quella del sindaco, ribadita nei contenuti e nella forma. «Oltre alla nuova banchina – sottolinea il primo cittadino – a breve saranno appaltati i lavori per ristrutturare le biglietterie e la sala d’attesa. A chi obietta che al porto mancano pensiline e bagni, dovrei ricordare che le strutture esistenti, dotate di servizi igienici e sala d’attesa, furono realizzate a regola d’arte dal Comune e poi concesse gratuitamente alle compagnie di navigazione. Il “regalo” dell’amministrazione a quanto pare non è stato apprezzato: gli operatori le gestiscono in maniera scandalosa. Non viene garantita nemmeno la manutenzione ordinaria. Cambierà tutto». Poi, una considerazione sulle garbate rimostranze degli imprenditori turistici locali: «È giusto – prosegue il primo cittadino – che agenti di viaggio e guide turistiche rivendichino i servizi minimi al porto di Sorrento. Ma, oltre a protestare, sono chiamati a fare la loro parte, investendo di più nel territorio, anche in termini di investimenti. Sulla scorta della breve esperienza maturata con la Fondazione Sorrento, dove risorse pubbliche si sono intrecciate con considerevoli apporti di privati, ho capito che fare “Sistema” significa anche chiedere un sacrificio a chi dal territorio ricava un profitto». Infine, una levata di scudi contro la gestione dei servizi delle linee marittime nel Golfo di Napoli: «Mi unisco alla protesta – conclude il sindaco Narco Fiorentino -. Il Consorzio, che opera in regime di servizio pubblico, non tiene conto delle esigenze dei pendolari cancellando le corse che non gli arrecano un profitto. Sul fronte turistico, invece, ritengo assurda la tariffa applicata dal Consorzio sulla tratta Sorrento-Capri: il costo del ticket equivale al prezzo della corsa Napoli-Capri che è una tratta di gran lunga maggiore. Inoltre, il rapporto qualità-prezzo è davvero scandente». Sulla stessa scia, il commento di Gino Acampora, tour operator di Sorrento: «Il Consorzio opera quasi in regime di monopolio, non c’è adeguata concorrenza. A tutto questo, si aggiunge il fatto che abbiamo al porto servizi da terzo mondo». Secca la replica dell’armatore Salvatore Lauro, presidente del Consorzio: «Le vie del mare sulla rotta Napoli-Sorrento sono l’unico collegamento non sovvenzionato con soldi pubblici. Il trasporto su ferro e su strada, invece, gode di finanziamenti a pioggia. Se si cominciasse a puntare con coerenza sui trasporti marittimi, le cose cambierebbero, e in meglio».

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