DUE ITALIANE ASSASSINATE A CAPOVERDE

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ROMA – Aggredite e barbaramente uccise da un animatore locale e da un nigeriano in un bosco sull’Isola di Sal, nell’arcipelago di Capoverde. E’ il tragico destino di Dalia Saiani, 33 anni di Ravenna, e Giorgia Busato, 28 anni di Montorio in provincia di Verona. Una loro amica, di 17 anni, e’ riuscita a salvarsi miracolosamente e a dare l’allarme. Le tre ragazze erano state invitate da una guida turistica locale a passare insieme la serata di giovedi’. Dalia Saiani, campionessa e istruttrice di wind surf,  era sull’isola africana con Agnese, la diciassettenne sopravvissuta al massacro e figlia di un medico di famiglia di Ravenna, e con molti altri appassionati della tavola vela, arrivati a Capoverde domenica scorsa per un raduno fra i migliori atleti mondiali di questo sport. Giorgia Busato era titolare di una agenzia di viaggi, a Montorio (Verona). Da tempo si recava spesso a Capo Verde, dove tra l’altro aveva una abitazione, nell’ambito della sua attività professionale legata all’organizzazione e promozione di viaggi

In ogni caso, la piacevole serata si e’ presto trasformata in un incubo. Il capoverdiano che aveva invitato le ragazze e le aveva fatte salire sulla sua macchina ha diretto l’automobile verso una zona solitaria, un bosco, ha riferito la ragazza che e’ riuscita a fuggire. Qui ha tentato approcci sessuali e al rifiuto delle italiane e’ scattata la furia omicida. Le due donne piu’ adulte sono state massacrate a sassate. I loro cadaveri sono stati sepolti alla meglio (li ha ritrovati il giorno dopo la polizia). Alla diciassettenne e’ andata meglio. Colpita anch’essa con una sassata alla testa, forse e’ stata creduta morta. Cosi’ e’ riuscita a fuggire. Stando al racconto che ha ella stessa ha fatto in un’intervista a Sky Tg 24, ha camminato a piedi per ore fino a raggiungere il villaggio dove era ospitata e dove c’erano ad aspettarla gli amici venuti dall’Italia. Questi, dopo avere avvertito la polizia, hanno condotto la ragazza al centro sanitario di Santa Maria, dove le sono state prestate le prime cure. Pur in stato di evidente shock, la giovane ha potuto fornire informazioni sufficienti a consentire sia il ritrovamento dei cadaveri delle amiche sia a fare arrestare l’assassino. Questo, che si sospetta abbia commesso anche violenze sessuali, e’ stato infatti subito catturato. Del supposto complice, nessuna traccia. Ieri, in serata, la Farnesina ha confermato l’uccisione di due cittadine italiane e il ricovero di una terza in ospedale.

L’isola di Sal e’ una delle tante che compongono l’arcipelago di Capoverde, situato nell’oceano atlantico al largo delle coste del Senegal. Ex colonia portoghese, Capoverde e’ un paese dotato di scarsissime risorse naturali ( anche l’acqua e’ assai poca). Negli ultimi decenni, in larga misura proprio grazie all’imprenditoria italiana, si e’ avviato un certo sviluppo del settore turistico. Il mare, le spiagge, ma anche la solitudine e la tranquillita’ sono le attrattive principali dell’arcipelago.

PRESUNTO ASSASSINO TORNO’ POI A LAVORO
ROMA – Dopo l’uccisone delle due ragazze italiane e il ferimento della terza, il presunto assassino, un capoverdiano di nome Sandro che aveva avuto una relazione con Dalia, una delle due vittime, è tornato al suo posto di lavoro, in un residence di S. Maria, sull’isola di Sal, Capoverde, dove é poi stato prelevato e arrestato dalla polizia. Lo ha detto all’Ansa Renato Evarchi, agente immobiliare italiano residente a Sal, riferendo informazioni che giudica attendibili. 

GIA’ COMPIUTA AUTOSPIA

ROMA – E’ stata già compiuta ieri sera l’autopsia sui corpi delle due ragazze italiane uccise fra giovedì e venerdì sull’isola di Sal, nell’arcipelago africano di Capoverde, anche se l’esito non è stato finora reso noto dalla polizia capoverdiana. Lo afferma Renato Evarchi, agente immobiliare italiano residente sull’isola contattato telefonicamente dall’Ansa, che riferisce informazioni che giudica attendibili. L’esame sulle salme, ha raccontato Evarchi, è stato compiuto nell’ospedale di Espargos, capoluogo dell’isola. Ma, ha aggiunto, “non è escluso che i cadaveri siano stato trasportati alla capitale di Capoverde, Praia”, perché, ha spiegato l’agente immobiliare, “qui non ci sono neanche le celle frigorifere. Ce ne sono solo all’aeroporto internazionale e non è neanche detto che funzionino. Qui infatti – ha proseguito Evarchi – i morti vengono sepolti nel giro di 12 ore al massimo”.









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                                                           Michele De lucia