Positano Inps continuano a trecentosessanta gradi le indagini

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MARIO AMODIO Proseguono a trecentosessanta gradi le indagini dei carabinieri di Amalfi per far luce sulla truffa perpetrata ai danni dell’Inps e dei lavoratori in disoccupazione della Costiera. Un raggiro che ha finora coinvolto oltre cinquanta persone residenti per lo più tra Amalfi, Maiori, Praiano e Positano. E proprio in quest’ultimo comune, ieri mattina, sarebbero state presentate nuove denunce ai carabinieri la locale stazione. E tutte inerenti la mancata riscossione dell’indennità di disoccupazione che migliaia di lavoratori stagionali, in tutto il territorio della Divina, percepiscono dall’Inps. Intanto, per mettersi al riparo da nuovi tentativi di truffa, dagli uffici provinciali è stata avviata una procedura d’urgenza che coinvolge in particolare gli sportelli postali dove ora sarà molto più rischioso per i malintenzionati appropriarsi delle spettanze intestate ad altre persone. Tutto questo mentre i militari dell’Arma hanno avviato un’attenta attività d’intelligence per individuare complici e cervelli di questa truffa che finora ha fruttato circa centomila euro. I carabinieri della compagnia di Amalfi, guidati dal capitano Enrico Calandro, stanno operando in stretta collaborazione con i colleghi romani che hanno bloccato la scorsa settimana due persone originarie della Campania. Rispettivamente residenti a Napoli e Portici, i due truffatori, avevano tentato di appropriarsi dell’indennizzo di disoccupazione di una donna di Maiori, presentandosi con documenti falsi allo sportello di un ufficio postale della Capitale. E solo la scrupolosità di un cassiere ha consentito di acciuffare i malviventi mettendo fine alla truffa che durava già da qualche giorno. L’obbiettivo dei carabinieri è quello di smantellare l’intera organizzazione a cominciare dalle talpe che hanno operato all’interno degli uffici fornendo i tabulati e i mandati di pagamento, fino ad arrivare ai falsari che hanno prodotto i documenti falsi ed agli stessi malviventi che si sono presentati agli sportelli postali per intascare il denaro dei lavoratori in disoccupazione. Insomma, un’organizzazione in piena regola con cui non sarebbero coinvolte persone della zone.

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