Vanno avanti le indagini sull’uccisione del sedicenne vittima di un litigio con un suo coetaneo

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«Un´ordinanza contro la vendita di coltelli penalizza chi li vende e opera nella legalità»

Napoli, 27 gennaio – Il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, smentisce la notizia di una probabile ordinanza che avrebbe potuto vietare la vendita di coltelli e potenziali armi bianche. «Un´ordinanza contro la vendita di coltelli non è attuabile perché penalizza chi li vende e opera nella legalità, mentre noi dobbiamo colpire coloro che svolgono attività commerciali legali» afferma il nuovo Prefetto partenopeo e aggiunge: «In quest’ultimo caso non c´è bisogno dell’ordinanza, ma dell’azione».
La smentita, decisa, è giunta al termine dell’incontro avuto dal prefetto con il Consiglio Comunale. Nel corso di questo incontro, il rappresentante Pansa ha sottolineato l’esistenza di problemi complessi, tra i quali quello di individuare delle priorità «che possano avere un effettodi trascinamento una volta risolte». Il prefetto ha incontrato il Presidente del Consiglio Comunale, Leonardo Impegno il quale ha assicurato la più ampia e fattiva collaborazione istituzionale del Consiglio Comunale che «guarderà con molta attenzione alle iniziative che la Prefettura metterà in campo nell’interesse della città». «È sempre più radicato in noi – ha sottolineato Impegno- il convincimento che non si può vincere la battaglia contro la camorra senza una grande mobilitazione civile e un impegno di diffusione della cultura della legalità». Intanto vanno avanti le indagini sull’omicidio, avvenuto la settimana scorsa nei vicoli di S.Teresa a in pieno centro di Napoli, del giovane sedicenne Luigi Sica in seguito ad una banale lite con suo coetaneo che si è rivelato anche suo carnefice. In Questura oggi sono stati sentiti altri quattro testimoni e così è spuntata una nuova pista investigativa. Ci sarebbe un terzo giovane coinvolto nell´uccisione di Sica. Le indiscrezioni filtrano dagli uffici della Squadra Mobile diretta da Vittorio Pisani. dopo l´arresto di Ciro P., 15 anni e Mariano B., 14 rispettivamente accusati di omicidio e concorso nel reato. L’ipotesi è che la sera dell’omicidio, invece di una lite si sarebbe scatenata una maxi-rissa. Si affrontarono probabilmente due branchi di ragazzi armati.
Se le dichiarazioni degli ultimi testimoni fossero vere, l´aggressione a Luigi Sica, detto anche “Maradona” per le sue doti calcistiche, fu portata avanti da un gruppo di almeno tre giovani di cui due armati di coltello. Il sedicenne fu colpito per tre volte da due persone diverse con due armi da taglio. Questa potrebbe essere la svolta investigativa dopo sette giorni di indagini.
Nel frattempo ad andare a far visita all’affranta famiglia della vittima è andato il Sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino, per portare un messaggio di vicinanza da parte delle Istituzioni nonché di solidarietà umana.


L’allarme criminalità nell’area partenopea, neo-nominata Metropolitana, si trasforma sempre più in un più ampio allarme violenza che vede coinvolti sovente giovani ragazzi che non appartengono ai soliti clan camorristici ma sono disposti a diventare degli omicidi per affermare solo la propria prepotenza sul prossimo, per dimostrare vana forza e superiorità. A tal proposito, interviene anche il Cardinal Ruini che dedica a Napoli un passaggio veloce, all´interno di un discorso più ampio sugli ultimi, tragici, fatti di cronaca italiana., durante l´intervento di apertura del Consiglio permanente della Cei in corso a Roma fino a giovedì prossimo. Ruini ha dichiarato «forte apprensione» per gli ultimi atti criminali ad opera della camorra, una «aberrante realtà, alla quale bisogna mettere subito fine».


                                                          Michele De Lucia


 

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