Sarno cittadini indebitati per ricostruirsi le case chiesto consiglio comunale

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Sarno. Cittadini  allo stremo, cento famiglie  indebitate per costruirsi una casa senza un aiuto che lo Stato aveva promesso e chiedono un consiglio comunale straordinario. Molti a rischio di usura, ma gli stessi lavori previsti dopo la terribile alluvione del 1998 sono fermi, manca la terza fase che non si sa quando verrà rifinanziata. E’ penoso rimarcare ancora una volta i ritardi e le inefficienze nella gestione della fase post-frana, in particolare per quanto riguarda la situazione di tanti proprietari che, forse, non vedranno mai la ricostruzione della  propria abitazione. Così un comitato si sta attivando, nel silenzio generale, per risolvere i propri problemi chiedendo una convocazione al Consiglio Comunale. “Già  più volte


Abbiamo denunciato la insostenibile situazione di quanti sono stati costretti a indebitarsi in modo continuo per poter pagare le ditte costruttrici – dicono dal comitato dei cittadini -, senza aver mai potuto fruire di nessuna agevolazione, sia per quanto riguarda l’eventuale rideterminazione  del contribuito pubblico che tenesse conto degli aumenti del costo della vita, sia con l’accesso a mutui agevolati per la parte relativa all’accollo spese ( 60% lo Stato 40% i cittadini).


Tutto questo per dire che i cittadini alluvionati sono ridotti ormai con l’acqua alla gola , certamente pare sempre più evidente impossibile completare la ricostruzione del dopo alluvione vista la situazione di precarietà finanziaria dei proprietari.  In tutta questa giostra di norme contraddittorie, di atti amministrativi penalizzanti , di comportamenti degli Enti pubblici   solo a parole incoraggianti, ma sostanzialmente inefficaci,non è difficile capire chi saranno  gli unici a pagare  i più deboli come sempre capita in questo Paese , quindi come comitato che rappresenta più di 150 famiglie alluvionate oltre che i 161 morti del 5 maggio del 1998 chiediamo una convocazione straordinaria del Consiglio Comunale della città di Sarno che con un documento comune impegni maggioranza e opposizione sulla questione ricostruzione del dopo alluvione sui seguenti punti specifici:


 


Assegnazione definitiva dei lotti, con frazionamento e accatastamento, onde consentire accesso ai mutui agevolati e rogiti notarili;


Accollo da parte delle istituzioni degli oneri aggiuntivi  per le spese notarili ed imprevisti ;


Rideterminazione del contributo a favore dei proprietari alla luce degli incrementi del costo della vita dopo l’alluvione;


Recupero dell’Ospedale Villa Malta e realizzazione del parco di via pedagnali intitolato ai martiri del 5 maggio ;


Accelerazione della messa in sicurezza della Montagna e sicurezza del territorio ( visto che i lavori sono fermi da tempo);


Riperimetrazione della linea rossa fatta dopo l’alluvione e mai più modificata;


Infine i cittadini alluvionati vogliono finalmente sapere che fine hanno fatto i famosi 500.000.000 milioni di vecchie lire raccolti sulla base di contributi di privati cittadini, perché si chiarisca una volte per tutte il loro uso.    


 


 


“E’ sconvolgente questa vicenda – dice l’avvocato Rosario D’Angelo in rappresentanza del comitato dei cittadini -, si parlava di rifinanziare la legge su Sarno e intanto chi sta costruendo una casa si trova in difficoltà senza più i fondi per terminarla e molti chiedono prestiti rischiando di andare a finire anche in mano agli usurai, inoltre, e questo è ancora più assurdo, l’università non ha ancora stabilito quale sia la linea rossa dove le case possono considerarsi non a rischio.”


 


Michele Cinque

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