Amalfi scompare il marchio Costa delle Sirene

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MARIO AMODIO Amalfi. Una strategia di promozione unica ma con due marchi distinti e separati: quelli della Costa d’Amalfi e della Penisola Sorrentina apprezzati e conosciuti in tutto il mondo. I sindaci riuniti ieri a Salerno per visionare il progetto di marketing finanziato con la misura 4.7 del Pit e finito in questi giorni nell’occhio del ciclone, si sono trovati d’accordo sulle finalità dell’iniziativa che, tra le altre cose, intende pianificare l’offerta e individuare i mercati turistici su cui concentrare le strategie di vendita. Ad eccezione, però, della denominazione comune “Costa delle Sirene” che, dopo aver fatto gridare allo scandalo, scomparirà dai programmi di promozione che la Protom, società aggiudicataria del bando di gara promosso dall’Ept di Napoli, ha previsto per i territori della Costiera Amalfitana e della Penisola Sorrentina. La scomparsa del marchio Costa della Sirene, annunciata martedì dall’assessore Marco di Lello ai consiglieri regionali di An, è stata ribadita anche nell’incontro di ieri mattina a Salerno a cui hanno partecipato i rappresentanti delle amministrazioni comunali dell’area amalfitana. «L’intesa è che da febbraio si svolgerà una ricognizione su tutto il territorio per mettere insieme tutte le iniziative in modo da armonizzare la promozione ed evitare dispersioni e contrasti – spiega il presidente della comunità montana, Raffaele Ferraioli – Era questo il risultato minimo che si poteva ottenere considerato che esiste un progetto che va in questa direzione senza confondere le identità e quindi mantenendo il marchio Costa d’Amalfi. Anche perché le diversità tra Costiera e Penisola Sorrentina non sono un fatto negativo perché si riescono a coprire tutte le fasce di mercato. Questa è la forza delle due aree». Soddisfatto per l’intesa raggiunta è anche il vice sindaco di Amalfi, Giovanni Camera, per il quale si procederà finalmente «senza stravolgimenti e coinvolgendo le realtà locali con l’intento di valorizzare le peculiarità di ciascuno». «È questo ciò che abbiamo rivendicato sin dal primo incontro – avverte Camera – e cioè una promozione del territorio che abbia alle spalle una pianificazione dell’offerta turistica capace però di salvaguardare le identità». Intanto, il consigliere regionale Salvatore Gagliano dopo le rassicurazioni ottenute da Di Lello circa la vicenda del marchio unico, sottolinea come in questa battaglia ciascuno ha fatto la sua parte. «Quasi tutti i sindaci, il presidente della comunità montana, il presidente degli albergatori, e con essi Cidec, Confcommercio e Assindustria – dice – hanno dissentito rispetto a tale discutibilissima iniziativa».  Da Il Mattino