Salerno Andria apre a De Luca per la Giunta

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FULVIO SCARLATA Sì all’ingresso in Giunta, riconoscimento delle aperture di De Luca, pieno appoggio alla costruzione del partito democratico: se sabato era stato il sindaco a monopolizzare l’attenzione del congresso cittadino della Margherita ieri è diventato il giorno di Alfonso Andria che scioglie i nodi sui quali più forte era stata la contrapposizione interna a Dl. Andria, Iannuzzi e Villani incoronano Mastalia tutti insieme e il coordinatore provinciale si spinge ad immaginare un soluzione unitaria anche al congresso provinciale. Clima unitario e poca tensione al Centro sociale dopo che oltre alla candidatura di Carmine Mastalia come segretario si è trovato l’accordo anche sui delegati al congresso provinciale con la presentazione di una sola lista che di fatto rende formali le votazioni che proseguono anche oggi. Tuttavia è una giornata importante per la Margherita. È Andria a dare un senso diverso ai lavori del partito: «È puerile e grottesco negare lo strappo che c’è stato a Salerno. Però bisogna superarlo riempiendo di contenuto politico il nostro apporto alla maggioranza perché noi siamo la Margherita e siamo un partito al 18%. Non c’è fretta. Tuttavia il coinvolgimento nell’esecutivo non è solo una conseguenza di un processo ma è necessario. Sui contenuti programmatici sono già stati fatti passi avanti, il più importante lo ha fatto De Luca qui con un discorso politico che rimuove i toni aspri e sprezzanti utilizzati in campagna elettorale». L’europarlamentare è sarcastico con l’assessore Gerardo Calabrese che sabato aveva detto che i Verdi in fondo condividevano il 90% del programma di De Luca già prima delle elezioni («Ma allora – si lascia sfuggire Andria – perché non hanno trovato la convergenza sul restante 10% e mi lasciavano in pace»), e a Vincenzo De Luca dice: «Se lui prova amarezze per la campagna elettorale figuriamoci se non ci sono per me. Tuttavia ognuno ha il dovere di lasciare da parte i problemi personali verso chiunque altro per recuperare l’unità perduta. Ho sempre riconosciuto l’intelligenza politica e le capacità di De Luca, ora apprezzo la natura e lo spirito dell’interevento al nostro congresso del sindaco». Ultimo importante passaggio: il sì convinto alla costruzione del partito democratico, «basta che non sia schiacciato su poche personalità». Con un solo intervento, insomma, Alfonso Andria raccoglie il senso politico dell’intervento di De Luca e lo rilancia in positivo, giudica una necessità l’entrata in Giunta (mentre in passato aveva anche ipotizzato l’appoggio esterno), si schiera apertamente a favore del Pd (mentre sono note le perplessità di Ciriaco De Mita in materia). La precisa scelta politica dell’europarlamentare viene confermata dalle parole di Tino Iannuzzi che riprende l’appoggio totale alla costruzione del Pd e sull’entrata in Giunta chiede addirittura di «accelerare il cammino per recuperare le regole di collegialità», elogia il «messaggio politico importante» dato da De Luca e ne sposa una tesi: quella di un patto tra i politici salernitani eletti a ogni livello per dare risposte essenziali alla città. Angelo Villani, al tavolo di presidenza con uno sgargiante maglione verde pisello, non può che apprezzare i ragionamenti di Andria e Iannuzzi anche se non rinuncia ai temi di innovazione e rinnovamento della classe dirigente del partito e della «salernitanità come capacità di autodeterminazione della nostra classe dirigente che ha la possibilità di guidare la Campania e l’Italia». Sul Pd il coordinatore dice: «Non mi spaventa avere personalità come De Luca perché tocca a noi dimostrare di sapere prendere per mano il nuovo partito». Infine sul congresso provinciale: «Mi auguro che, come qui a Salerno, si arrivi su posizioni diverse ma non divisi, perché possiamo arrivare ad una sintesi come è avvenuto a livello cittadino con Mastalia».