VIA POMA: IL PM QUERELERA´ MENTANA

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 ROMA – La procura della repubblica di Roma rende noto che, per quanto riguarda l’inchiesta sull’ omicidio di via Poma, il collegio dei consulenti tecnici di ufficio alla data odierna non ha ancora depositato la relazione finale per cui “ogni illazione relativa all’individuazione di eventuali responsabili è priva di ogni supporto processuale”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dal procuratore Giovanni Ferrara, nella quale poi si sottolinea che “il riferimento fatto nel corso della trasmissione Matrix a notizie divulgate con l’autorizzazione della magistratura inquirente è destituita di ogni fondamento”. Intanto questa mattina il colonnello Luciano Garofalo, comandante del Ris di Parma, si è incontrato con il pm romano Roberto Cavallone, titolare dell’inchiesta sull’omicidio di Simonetta Cesaroni. “Non ho nulla da dire” ha affermato il colonnello al termine dell’incontro.

NUOVE INDAGINI PER RIS SU VECCHI REPERTI

Nuove indagini tecniche sono state conferite ai carabinieri del Ris nell’ambito dell’indagine sull’omicidio di Simonetta Cesaroni, la ragazza uccisa in via Poma a Roma il sette agosto del 1990. Lo ha confermato il pm Roberto Cavallone spiegando che oggi ai consulenti “sono stati forniti documenti su vecchi reperti, come il vetro dell’ascensore sporco di sangue, sui quali furono effettuati esami biologici con le tecniche vecchie”. I Ris dovranno confrontare i vecchi esiti di indagine, tra cui una impronta digitale trovata nell’appartamento di via Poma, alla luce delle nuove tecniche biologiche. I documenti consegnati riguardano oggetti come vecchie provette, mobili dell’ufficio, fermacapelli, oggetti consegnati a suo tempo dal padre della vittima. “Tutto ciò che – ha detto il pm Cavallone – ha in se tracce biologiche”. I carabinieri hanno 60 giorni di tempo per rispondere ai quesiti della procura.

PM, QUERELERO’ ENRICO MENTANA
“Querelerò Enrico Mentana per diffamazione. Come conduttore ha agito ad arte; sapeva di dire cose non vere, quando ha affermato che le notizie date non avevano avuto ostacolo dalla magistratura”. Lo ha detto il sostituto procuratore di Roma Roberto Cavallone, intervenendo sulla ‘fuga di notizie’ che ha riguardato gli ultimi risvolti del caso della morte di Simonetta Cesaroni.

SU FUGA NOTIZIE APERTO FASCICOLO INDAGINE
“Con assoluta certezza mi sento di affermare che la trasmissione ‘Matrix’ non si poteva permettere di dare le notizie che ha dato”. Lo ha sottolineato il pm Roberto Cavallone commentando quella che ha definito la “fuga di notizie sul caso Cesaroni” e rendendo noto che la Procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla vicenda. “Certò è che con la fuga di notizie di ieri le indagini sono state a mio avviso compromesse. Non abbiamo comunque perso le speranze di giungere alla conclusione. Quello che ha fatto Matrix è un azzardo. Non è vero che è stato scoperto l’ assassino. Fare nomi di persone è un azzardo, un modo per coinvolgere magari persone che con questa vicenda non c’ entrano nulla, un danno all’ indagine stessa”. “Le notizie che sono state diffuse – ha concluso il pm – saranno vagliate dal procuratore capo Giovanni Ferrara per eventuali iniziative da prendere”. “Oggi nel mio ufficio è venuta una persona, un uomo. Era molto preoccupato mi ha riferito che il suo era uno dei 31 nomi citati da Matrix ieri sera e mi ha detto che ora rischia il posto di lavoro”. Lo ha riferito ai giornalisti il pm della procura della Repubblica di Roma, Roberto Cavallone. “Gli ho detto di stare tranquillo – ha aggiunto il magistrato – noi stiamo lavorando”.

PM, EX FIDANZATO SI SOTTOPOSE A PRELIEVO DNA

Raniero Bosco, ex fidanzato di Simonetta Cesaroni, una cui intervista è stata trasmessa da Matrix ieri, si sottopose volontariamente al prelievo del Dna. E’ quanto ha rivelato il pm della procura di Roma Roberto Cavallone. “Molte persone all’epoca dei fatti – ha spiegato il pm – si sottoposero al prelievo volontario del Dna. C’é chi lo fece e chi no. Mi pare di ricordare che questa persona si sottopose a tampone”. “Allo stato – ha aggiunto Cavallone – non c’é una conclusione delle indagini. E’ una situazione ancora magmatica, grigia. La prova del Dna è solo un tassello della vicenda, c’é comunque dell’altro”.

DA ATTRIBUIRE A SCENA CRIMINE DNA MASCHILE ISOLATO
Resta ancora da attribuire temporalmente alla scena del crimine, anche se ha un nome e un cognome, il dna isolato dai carabinieri del Ris da tracce di saliva repertate sul corpetto e sul seno (esiti di un morso) di Simonetta Cesaroni. Insomma, per ora, nessuno degli a


 


 


mici, familiari, ex fidanzati e in genere persone che orbitavano attorno alla ragazza (sentiti in questi mesi di indagine dai magistrati) risulterebbe indagato.

Il responso, e forse la parola fine sul giallo di via Poma, sarà scritto probabilmente alla luce delle nuove indagini disposte dalla procura sui vecchi reperti (vetro dell’ascensore, fermacapelli, vecchie provette, borsellino, mobili dell’ufficio e in genere oggetti consegnati dalla famiglia Cesaroni alla procura).

E’ questo il senso del comunicato del procuratore di Roma, Giovanni Ferrara, e poi delle dichiarazioni fatte dal pm Roberto Cavallone, titolare della riapertura della indagini, insieme con il procuratore aggiunto Italo Ormanni. Indagini che i carabinieri del Ris dovranno svolgere per “cristallizzare e fissare” il reperto biologico (“solo il dna non basta a definire un assassino” ha detto il oggi il pm Roberto Cavallone) nell’appartamento di via Carlo Poma tra le 16 e le 23 del sette agosto del 1990 quando venne trovato assassinata, pugnalata per 29 volte, Simonetta Cesaroni.

I carabinieri del Ris, dopo aver dato una compatibilità tra Dna e un nome (una persona di sesso maschile), esito giunto dopo 17 anni grazie a tecniche sofisticate, ‘ereditate” dall’ esperienza dell’Fbi, dovranno provare a dare a quel nome un ruolo attivo. Insomma, si spiega da Piazzale Clodio, la fuga di notizie, soprattutto quell’elenco di nomi (“non so se erano 31, mi pare che 31 fossero le analisi fatte” ha detto il pm Cavallone) rischia di far vanificare l’ultimo pezzo dell’indagine.


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                                                  Michele De Lucia