Napoli. Asterischi sul mondo poetico di Armando Fusaro.

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Armando Fusaro è un poeta ed ha dedicato alla scienza un encomio poetico.


 


Il poeta Armando Fusaro afferma: “Per grazia di Dio la scienza ha fatto passi da gigante. Gli scienziati attraverso medici ed infermieri, in diversi ammalati, non solo leniscono le sofferenze, ma compiono veri miracoli, perché con amore e professionalità dicono alla Signora Morte: quest’uomo per il momento vivrà.”


 


Ecco una sua poesia:


 


Prublema ‘e core


 


Na vota chi teneva/’o core malato…/era bello fritto  arricettato./’A ggente diceva:/” ûh… che peccato/e’ muorto ‘e subbeto!..”/Mò, invece, pe’ vulere ‘e Ddio …/’a scienza ha fatto/tanta passe annanze/ogge si vaje ‘o Monadi/’o a ll’ati spitale/te fanno ‘o bajepasse/o te mettono int’ ‘o core/


nu tipo d’apparechio/ca ‘o core viecchio e stanco/addeventa giovane e scattante…/e cu ‘sti tre parole/l’encomio aggio vulute fa’/a ‘sti miereche, nfermiere e scinziate/ca, cu granda capacità,/


hanno ditto vicino a morta:/“Signora nera!.. chisto p’ ‘o mumento/adda cuntinuà a campà.”


 


Problemi di cuore


 


Una volta chi soffriva di cuore/era bello e fritto; condannato a morte!/La gente diceva: oh che peccato!/improvvisamente è morto!/Ora invece per volere di Dio/la scienza ha fatto passi da gigante/Oggi se ti ricoveri al Monadi/od in altri ospedali, ti fanno bypass/o ti mettono nel cuore un apparecchio/che il cuore vecchio stanco/ridiventa giovane e scattante./Con questa parole un umile encomio/ho voluto fare ai:/medici, infermieri e scienziati/che con grande professionalità/hanno detto alla Signora morte:/quest’uomo per il momento vivrà.


 


Ma Armando Fiusaro rincara e sottolinea: “Dedico questi versi in vernacolo napoletano per riconoscenza del prezioso operato prestatomi nella degenza riabilitativa. Il mio encomio si estende a tutto il personale, ai medici, terapisti e infermieri, sempre onnipresenti a lenire le sofferenze di noi degenti, ma, in particolare, a quelli della Fondazione Salvatore Maugeri, Clinica del Lavoro e della Riabilitazione, I.R.C.C.S., Istituto Scientifico di Telese Terme, con a capo della riabilitazione cardiologia il primario prof. Giuseppe Furgi.”


 


‘O Tagliando


 


Spisso se sente ‘e dicere:/che mala sanità!…/Invece cca  a Telese,/doppo operato,/ô Salvatore Maugeri/t’accuorge ca nun’ è verità./’E nu spitale  riabilitativo/de primma qualità – /è na specialità!../Ccà te mettono ‘a pposto/cape, purmone ‘e core/se fanno tutte onore/è comm’ a na famiglia/na vera meraviglia./Specie ‘o reparto ‘e cardiologia/capacità, mestiere e pulezzia/na bbona sanità… aggio truato!/Primario , miereche, terapiste ‘nfermiere/so tutte missionarie… e faticano:/comme faceva Ippocrate,/’o papà d’ ‘a mmericina/cchiù e duimil’anne fa…/Insomma, ringrazianno a Ddio/facenno na degenza/pe na trentina ‘e juorne/cu lli miereche attorno/’o malato operato/sciancato e stroppiato/doppo sfidato ‘a morta/se sente sano, guarito cchiù forte/e quanno torna â casa…/ppo’ gghì a ddì all’ amice./A Telese ô Maugeri:/v’haggio dì ‘a verità?/M’ hanno fatto ‘o tagliando,/pe’ cuntinuà a campà!


 


Questa nota positiva sulla sanità ci conforta.


 


Armando Fusaro cerca di confermare e configurare consistenza alle attese ed inserisce nei suoi versi certezze acute di soglie e di limiti, ma fa di tutto perché ci sia un varco, un respiro, un’apertura. Il suo intendimento indugia, con severa discrezione, sull’esterno del mondo e mantiene un pudico contatto con il sentiero del limite, che non ravvede come soglia di preclusione. Un sentimento di riappropriazione l’ha spinto a colmare con tensioni letterarie la pagina bianca ed, allora, perché non “leggere” i movimenti della società all’angolo della strada e gli eventi mondiali … Il nostro vivere, con i sussulti quotidiani, mai pacifici, può essere controllato ed esaminato grazie ad una profonda presa di coscienza, corroborata anche dalla disamina di ciò che si sedimenta. Il “focus” dell’azione poetica di Armando Fusaro cala il suo interesse sulle odierne umane vicende tangendo una chiave più vicina ad un lirismo intimista. La sua attuale poesia si presenta ancor più interessante e compatta, nonché accattivante. Il senso della realtà domina gli scenari che il verso esperto di Fusaro minutamente costruisce. Un forte sapore mediterraneo, saturo di sagaci visioni d’insieme, scenografie pulite da assillanti metropoli, macchie di scenari guadagnano uno spazio. L’interesse alla vita di Fusaro conquista tessiture di panorami reali, ma anche immaginati e da queste tessiture emergono visioni sospese tra sogni ed emozioni. Sentieri mediterranei, segnati da riattivate figurazioni, intervallate da luci ed ombre, intendono far vibrare memorie e il poeta dettaglia sequenze figurative, fantastiche e vitali, sotto l’impulso di una fresca vena. In fondo, produce illustrate composizioni di tono garbato e l’immaginazione fertilissima combinata con serene ambientazioni rende singolari risultati. Le sue poesie risucchiano cadenze visive di un iter mentale, che ripercorre note passate, nonché utili riferimenti e dati attuali, ed emerge la voglia di corroborare i testi con rime veloci e forti. L’artista tende, inoltre, ad elaborare misure ed impronte, che possono esprimere rifrazioni e riflessi regolati dal cuore e dall’hinterland dell’anima e si leggono ritmi, variazioni e dinamicità. Il pensiero di Armando Fusaro, oscillante tra poesia cosmica e poesia di naturalità, cadenza trasparenze e sostanzia atmosfere. Ed, entrando con l’occhio nella rete compositiva, si coglie un preciso dettato di plurime combinazioni vibranti, focalizzato da dosaggi linguistici variegati.


In conclusione, Armando Fusaro ha un notevole interesse per la vita pulsante, che sapientemente trasferisce, con levità, nel suo rapido e quotidiano esercizio poetico.


 


Armando  Fusaro è un autore di fede cristiana e promotore di molteplici attività  sociali.


E nato a Napoli, ma vive a Casalnuovo (Na), dove scrive versi e poesie in lingua e in vernacolo con


tematiche varie trasmettendo quell’humus che riporta l’eco dell’antico e di nobili tradizioni di una Napoli


ormai votata a trasformazioni radicali. La sua versificazione sta nel mettere a fuoco ciò che accade


dinanzi ai suoi occhi.


Motivato dalle bellezze della fede, il poeta afferma:” In una società dove prevale il materialismo,


difficilmente regna la pace. Tuttavia si avverte questo sentimento affinché si annientino


focolai di guerre che insanguinano il nostro pianeta. E’ doveroso imitare l’esempio del Cristo


perché trionfi la pace.”


E’ socio fondatore del salotto letterario “Tina Piccolo“, con inserimento nell’albo d’oro, ed è collaboratore


del Premio Internazionale Città di Pomigliano d’Arco. Ha ricevuto diversi premi ed encomi.


I più recenti sono: Premio speciale in vernacolo napoletano per la migliore poesia sulla mamma


“Montesanart/Gianni Izzo” con l’opera “Quanno jeve a du mamma;  titolo accademico


“Giosuè Carducci”; Primo classificato premio” “Eduardo” Città di Trentola Ducenta (CE)


con l’opera Na mamma senza core“; terzo posto “Eugenio Montale” a Casal di Principe.


Più volte hanno parlato di lui riviste letterarie e quotidiani.


Di prossima pubblicazione una silloge poetica in lingua e vernacolo napoletano L’SOLA ‘E LL’AMMORE,


curata da Gianni Ianuale, sempre molto attivo, con prefazione della scrittrice e poetessa Tina Piccolo,


molto impegnata, di continuo, a motivare momenti di aggregazione culturale.


 


Maurizio Vitiello