MIGLIORAMENTO CONTI PUBBLICI: POLEMICA BERLUSCONI-PRODI

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ROMA – Una “eredità coi fiocchi”. Berlusconi, il giorno dopo i dati sul calo del fabbisogno del settore statale, rivendica il merito del risultato record e va all’attacco del governo Prodi accusandolo di un uso clientelare dei soldi pubblici. Una lunga replica, scritta da Villa Certosa dove l’ex premier si trova in vacanza, che punta a raffreddare gli entusiasmi del centrosinistra e a confutare mesi di “mistificazioni” e “distorsioni della realtà” da parte dell’attuale maggioranza.


Romano Prodi attende fino a sera, al rientro a Bologna dalla breve vacanza in montagna, per replicare. Prima bacchetta il suo predecessore per il tono usato: “Mi pongo un problema molto più serio: se questo è seguire il consiglio del Capo dello Stato di avere un dibattito politico serio, finalmente, in questo Paese”.   Poi entra nel merito, con un quadro della situazione del paese che di fiocchi ne ha pochi. “I dati con cui siamo entrati al governo del Paese – afferma il premier – erano e sono gravissimi, un fabbisogno estremamente elevato”. Prodi non si discosta così dalla replica a caldo del ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa: altro che coi fiocchi, quella lasciata da Berlusconi è “un’eredità pesante”.   Con il puntiglio del tecnico, il ministro dell’Economia snocciola punto per punto il lascito berlusconiano: “Procedura per deficit eccessivo con la Comunità Europea, un abbassamento del rating, della valutazione di due agenzie internazionali, un debito pubblico che aveva ricominciato a crescere”. “Questa è la situazione da cui siamo partiti – rintuzza Padoa-Schioppa – e credo che ci vorranno ancora alcuni anni per poter dire che il risanamento dei conti pubblici è cosa compiuta”.


Manifesta è la soddisfazione anche di Palazzo Chigi per i numeri resi noti dal Tesoro. “Sono molto contento”, commenta il presidente del Consiglio poco prima dell’affondo del suo rivale. “I dati sul fabbisogno certamente hanno sorpreso – sottolinea il premier – anche chi aveva fatto la legge finanziaria di un anno fa”. Non resta dunque che augurarsi che “sia un andamento costante – dice Prodi – perché abbiamo veramente bisogno di tante risorse ggiuntive per i debiti esistenti”. Debiti, casse dello Stato vuote, maggiori entrate: sono mesi che le due coalizioni si rimpallano l’onere e l’onore dei risultati della finanza pubblica. Ma a meno di ventiquattro ore dall’annuncio del dimezzamento dei dati sul fabbisogno, scesi da 60 a poco più di 35 miliardi di euro nel 2006, il leader della Cdl va al contrattacco: “L’economia è in ripresa dal 2005 e i conti pubblici sono in ordine”. E se le entrate tributarie “hanno fatto segnare nei primi nove mesi del 2006 gettiti record” è anche “grazie alla percezione che noi avevamo provocato di un rapporto nuovo e non punitivo tra fisco e cittadini”, al contrario dell’Unione ‘vampiro’. Il colpo più duro il leader della Cdl lo sferra alla fine della lunga nota: mentre “il mio governo lavorava  per l’Italia – dice – Prodi ed i suoi continuano, in base a pregiudizi ideologici ormai superati dalla storia, a voler utilizzare i soldi pubblici per accrescere il predominio dello Stato e la distribuzione clientelare delle risorse”. Dalla rottamazione alle misure per la mobilità lunga: tutti ‘crediti’, sostengono diversi esponenti azzurri, che l’Unione vuole spendere nelle prossime campagne elettorali per incassare il consenso di banche e imprenditori.


Insomma, l’Unione ha “ingannato” i cittadini, “cercando di lucrare su un disastro che non c’era” e ora non resta che
chiedere “scusa”, è l’ammonimento dell’ex premier che ha un solo, grande rammarico: “Non aver potuto dare continuità a una così efficace azione di risanamento”.   Parole dure, quelle uscite dalla penna di Berlusconi, che
provocano una levata di scudi da parte del centrosinistra. Non ha dubbi il viceministro Vincenzo Visco: “Lo stato dei conti pubblici lasciato da Tremonti era al limite del disastro”. Per il Dl Renzo Lusetti “é ridicolo che proprio Berlusconi vesta i panni del moralizzatore”, mentre sceglie l’ironia il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio: “Dopo il governo Berlusconi coi fiocchi c’era solo il deficit”. Rende pan per focaccia un altro ministro del governo Prodi, Giulio Santagata: “Quello che questo governo ha trovato in agenzie come Sviluppo Italia o al Cipe si commenta da solo. Da alcuni mesi stiamo cercando di ripulire tutto questo dopo 5 anni di gestione dei conti pubblici non solo clientelare ma anche sconsiderata”.   Ma altrettanto compatta è l’opposizione. Il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa si dice convinto che l’Esecutivo targato Prodi raccolga “i frutti di ciò che ha seminato il precedente governo”, mentre An con Andrea Ronchi definisce “sacrosante” le parole dell’ex premier.


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                                                      Michele De Lucia