FINANZIARIA: IL GOVERNO PONE LA FIDUCIA, MARINI DA´ L´ULTIMATUM

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ROMA – La fiducia sarà votata entro sabato, ma il maxi-emendamento deve arrivare al Senato domani, prima di mezzogiorno. Ad invitare il Governo a stringere i tempi di presentazione del provvedimento-fiume che contiene le modifiche al testo della Finanziaria uscito dalla Camera, è il presidente di Palazzo Madama Franco Marini. A poche ore dall’annuncio da parte del capogruppo dell’Ulivo Anna Finocchiaro che “entro sabato” ci sarà il voto di fiducia e che il maxi-emendamento sarebbe arrivato “tra mercoledì e giovedì”, Marini fa partire la sua ‘strigliata’ all’Esecutivo.

   “Domani entro le 12.00 il Governo deve essere in grado di presentare il maxiemendamento – dice nel corso della discussione in Aula sul ddl di Bilancio, che poi sospenderà dopo aver messo ai voti la proposta di stop dell’opposizione – In capigruppo è stato preso un impegno politico, un impegno politico che anche io mi sono preso: quello di stringere i tempi per la presentazione del maxi-emendamento e lasciare un ampio spazio di discussione sulla Finanziaria”. Marini sottolinea che “lo spirito dell’impegno politico assunto in mattinata era quello di avviare domani la discussione sul maxi-emendamento e questo, nella mia visione dell’intesa tra i gruppi, significa che alle 12.00 di domani il Governo deve essere in grado di presentare il maxi-emendamento”.

   Un impegno che il presidente del Senato dice di voler affrontare “con la massima determinazione”. Per un emendamento-fiume come quello a cui sta lavorando in queste ore il Governo del resto (lo stesso ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa si è recato a palazzo Chigi col presidente della Commissione Bilancio del Senato Enrico Morando per fare il punto col premier Romano Prodi), il presidente di Palazzo Madama aveva già prima auspicato una “maxi-discussione”.

E di necessità di una “discussione vera”, dopo il flop della commissione Bilancio che non è riuscita ad esaminare tutti gli emendamenti, aveva precedentemente parlato la stessa Finocchiaro, annunciando che la riunione dei capigruppo del Senato aveva deciso proprio per questo di partire dal disegno di legge di bilancio. Dalla Camera intanto, se il calendario fissato al Senato verrà rispettato e quindi la fiducia sulla manovra verrà votata entro sabato, i capigruppo si dichiarano pronti a riesaminarla già da lunedì 19, per approdare in Aula mercoledì 21.

Anche nella terza lettura a Montecitorio poi, “è scontato” – come dice il ministro per i Rapporti col Parlamento Vannino Chiti – che il Governo porrà la questione di fiducia. “Non possiamo rischiare l’esercizio provvisorio -spiega infatti Chiti – E’ un rischio che il Paese non si può permettere. Siamo convinti delle scelte di fondo di questa manovra, che vogliamo approvare definitivamente prima di Natale”.

L’ indice di tutti è però puntato sulla procedura della finanziaria, che va riformata. Il “vero problema” – dice Chiti – “é che, così come è diventato, lo strumento della Finanziaria non è gestibile, se non correndo il rischio dell’esercizio provvisorio” e, per questo, è necessario che “da gennaio le Camere possano iniziare a lavorare alle modifiche di cui si è parlato”. E dello stesso avviso si è detto anche Marini. “Qualche riflessione fra noi c’é stata”, ha detto infatti il presidente di Palazzo Madama. “Un impegno per arrivare a una situazione” – ha aggiunto – che contempli “strumenti più efficaci”. In questo senso – ha assicurato – ci sarà l’impegno del “Senato e della sua presidenza”.







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                                Michele De Lucia