Dibattito aperto dal libro "Sulle finalità dell´arte dopo l´11 settembre" di Paolo Manazza.

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Paolo Manazza ha scritto “Sulle finalità dell’arte dopo l’11 settembre” con il chiaro intento di portare sul tavolo anche dei non “addetti ai lavori” quelle possibilità letterarie e filosofiche di concentrazione che l’estetica dovrebbe, quasi, pretendere.


Paolo Manazza (Milano, 1959), critico d’arte, curatore di mostre e cataloghi, giornalista specializzato in economia dell’arte, ha collaborato con diverse testate (Capital, Il Mondo, L’Espresso, la Repubblica, La Stampa).


Attualmente cura una rubrica settimanale sull’inserto di Economia del Corriere della Sera e dirige il sito www.eartcom.com


All’Accademia di Belle arti di Brera a Milano, ha insegnato nei corsi post-laurea di Organizzazione e comunicazione delle arti visive e ha occupato la cattedra di Ediotira per l’arte e di teoria e pratica del mercato multimediale dell’arte.


Ha pubblicato numerosi saggi e recensioni inerenti ad argomenti estetici e filosofici.


La sentita premessa di Raffaele De Grada, di questo libro pubblicato da “O barra O edizioni”, ci dimensiona un’efficace apertura sull’argomento.
Nell’ambito dell’ultima Fiera Internazionale del Libro di Torino, domenica 7 maggio, è stato presentato il libro di Paolo Manazza, con una vivace presentazione di Raffaele De Grada.


Insieme all’autore è intervenuto François Inglessis, mercante d’arte contemporanea.
Con quest’interessante saggio, attento, analitico e circostanziato, si riapre il dibattito intorno alla moderna questione di cosa sia l’arte e quali i suoi possibili scopi.
Sullo sfondo del “conflitto” globale tra Occidente e Islam, prende sempre più forma la coscienza che lo sviluppo delle arti può diventare non solo strumento politico e filosofico, ma anche etico di caratura globale, in grado di indicare la via della pacificazione.


“Sulle finalità dell’arte dopo l’11 settembre” offre una nuova visione dell’arte che ne rivela l’autonomia oggettiva.


La contaminazione tra etica ed estetica si offre come terreno sul quale lo scontro potrebbe essere affrontato e risolto, a prescindere dalle onde di un mercato planetario, che lega gusto e scelte finanziarie.
La tradizionale domanda “che cos’è l’arte?” viene qui dunque riformulata attraverso un pungente “excursus” tra testi di critica e filosofia dell’arte da Warburton ad Huxley, passando da Heidegger e Kant per terminare con Hanslick e Baudrillard: l’obiettivo è quello di riaprire il dibattito sull’argomento.


Certamente Paolo Manazza ha steso sul tappeto varie problematiche con la voglia e l’intento di aggiustare le possibilità di sani interventi a favore sia dell’arte e sia dell’umanità tutta.


Oggi si avvertono squilli di tromba e rullare di tamburi e proprio questi suoni bisogna evitare, costi quel che costi e le analisi di Paolo Manazza ci riavvicinano a quei perché topici e a quelle voglie di “essere nel mondo” in armonia.


 


Maurizio Vitiello


 


Info:


Titolo: Sulle finalità dell’arte dopo l’11 settembre
Autore: Paolo Manazza
Prefazione: Raffaele de Grada
Edizioni: O barra O edizioni
Pagine: 79
Formato: 12,5×20,5
ISBN: 88-87510-30-X
Prezzo: euro 11,00
O barra O edizioni: via Stromboli 18, 20144 Milano
tel. +39.02.4399.5423 telefax +39.02.4398.5920
obarrao@tiscali.it www.obarrao.com
 

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