Positano, denuncia Wwf su Repubblica

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La proprietaria dell´area: “Abbiamo tutte le autorizzazioni”


Mulino d´Arienzo: il caso in Procura


La vicenda è stata portata all´attenzione della Soprintendenza di Salerno


(maria rosaria sannino)


«Hanno saccheggiato uno degli angoli più belli di Positano, e, impotenti, l´abbiamo visto fare dinanzi ai nostri occhi». E´ così che il sindaco di Positano, Domenico Marrone, insieme agli attivisti del Wwf (sezione penisola sorrentina), denuncia il taglio indiscriminato di alberi secolari con la perdita di un patrimonio ambientale unico, inserito nei siti di interesse comunitario e nell´area tutelata dall´Ente Parco dei Monti Lattari. «Il Comune è stato esautorato dal corpo forestale – dichiara il primo cittadino – e in più diffidandomi, qualora la proprietà non avesse realizzato il taglio». Il luogo è quello raffigurato nelle più belle cartoline d´epoca: il Mulino d´Arienzo, noto come il mulino di Semenov (l´artista russo che qui si rifugiò negli anni della seconda guerra mondiale), immerso nella sua costruzione conica, con l´acqua che scende dalla valle, tra felci, imponenti carrubi, eucalipti, palme e lecci. Oggi si presenta invece devastato, spoglio del suo habitat naturale, dopo un taglio forsennato, autorizzato dalla locale stazione forestale, nonostante una richiesta di «sospensione immediata» fatta più volte dal Comune. Ma una perizia agronoma di parte ha stabilito che quegli alberi secolari, che hanno resistito alle più gravi intemperie ed erano oggetto di studi e approfondimenti botanici erano «pericolosi per la pubblica incolumità». E così, gli operai, muniti di seghe elettriche, hanno sradicato e buttato giù quanto era possibile, dinanzi agli occhi di cittadini, turisti e vigili urbani. Carmela Vanacore, la nuova proprietaria che da pochi mesi ha comprato dalla famiglia Cinicola, per 5 milioni e 400 mila euro, la villa e l´intera area che ricade nel vallone Porto, e si affaccia su l´isola de Li Galli, ha seccamente ribadito: «Stiamo facendo un po´ di ordine e pulizia. Abbiamo le autorizzazioni». Ma gli ambientalisti non si sono arresi e hanno denunciato alla Procura di Salerno, alla Soprintendenza, al Parco e alla Comunità Montana «la distruzione incontrollata di un´area unica al mondo». «Nei tagli non si è risparmiato neanche uno stupendo patriarca arboreo inserito nel censimento dei grandi alberi – afferma Claudio d´Esposito del Wwf – ed è assurdo ipotizzare la necessità di eliminare le piante che hanno assunto una struttura con tronco inclinato e chioma a bandiera, perché se così fosse si correrebbe il rischio di vedere abbattuti la quasi totalità degli alberi dell´intera costiera sorrentina-amalfitana».