Sorrento licenziato direttore dell´Azienda di Soggiorno e Turismo

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GIUSEPPE DAMIANO Sorrento. Sull’Azienda di soggiorno e turismo l’ennesima bufera: il direttore Michele Cecere è stato licenziato in tronco. L’amministratore straordinario, Vladimiro Ariano, con una delibera del 10 novembre ha infatti preso atto del provvedimento dell’ufficio disciplinare interno che addebita a Cecere «l’inadempimento da giusta causa». In sostanza, il direttore è accusato di aver assunto una condotta tale da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro. «Sono dispiaciuto – sottolinea Ariano – tuttavia non ho nulla da rimproverarmi: il mio compito è di fissare un indirizzo politico e di garantire il raggiungimento degli obiettivi. Riconosco a Michele Cecere un eccezionale bagaglio di doti tecniche ma la situazione che si è venuta a creare con il personale non assicurava il normale funzionamento dell’ente. Prima di prendere atto del provvedimento della commissione disciplinare ho comunque tentato in tutti i modi di ricomporre le frizioni interne». Restano intanto «top secret» le motivazioni che hanno portato dapprima alla sospensione e poi alla definitiva interruzione del rapporto di lavoro: i vertici dell’Azienda di soggiorno evitano abilmente le «questioni di merito» trincerandosi dietro la tutela della privacy. Stesso atteggiamento anche sul fronte opposto: il diretto interessato, Michele Cecere, preferisce infatti evitare ogni commento, limitandosi a lasciar trapelare la volontà di perseguire la strada del ricorso e di far valere le sue ragioni nelle sedi più opportune. Restano noti, invece, i trascorsi burrascosi che, negli ultimi tempi, hanno caratterizzato il rapporto tra Cecere e il personale dipendente: il mancato feeling con il personale avrebbe contribuito, non poco, dapprima al suo dirottamento all’Azienda di soggiorno di Capri (fino al 31 agosto scorso), poi alla sospensione (dal 6 ottobre al 5 novembre) e, infine, all’interruzione del rapporto di lavoro. Secondo indiscrezioni tra le cause del licenziamento figurerebbe un contratto d’appalto di inizio di ottobre per la costruzione nell’edificio che ospita l’Azienda a via Luigi De Maio di un ascensore per disabili: nel provvedimento, l’ufficio disciplinare avrebbe però addebitato al direttore l’illegittimità della procedura. Da fonti vicine all’ex direttore, inoltre, sembra che sia poco avvezzo a riconoscere la legittimità dell’Ufficio interno: per il «dirigente Cecere, infatti, è illecito essere licenziati da personale subalterno».

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