INTER, SEI SOLA. MA LA ROMA FA PAURA

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Il Torino batte la Sampdoria 1-0 nel posticipo della 12/a giornata del campionato di serie A. In gol Rosina su rigore all’80’. Granata piu’ incisivi nel primo tempo: al 18′ Lazetic impegna Berti, sul successivo corner Stellone, di testa, manda alto. La Samp prova a reagire, ma non affonda. Nella ripresa i blucerchiati subiscono ancora l’offensiva dei granata, che dopo 2 colpi di testa di Quagliarella e uno di Cioffi vanno in gol su rigore di Rosina. Finale ancora del Torino.


INTER SOLA IN VETTA, MA LA ROMA E’ DIETRO L’ANGOLO


Soffre contro la Reggina, ma alla fine l’Inter riesce a conquistare i tre punti e ad istallarsi da sola in vetta alla classifica, approfittando dello scivolone nell’anticipo di Cagliari del Palermo. La Reggina di Mazzarri, espulso dall’arbitro Rocchi, avrebbe meritato il pareggio, ma rimane così attaccata all’ultimo posto in classifica ancora a zero punti.

Ci pensa Crespo dopo soli 4′ e la gara per i calabresi è sempre stata in salita, ma va dato merito alla Reggina di aver impensierito spesso la porta di Julio Cesar (anche un palo per la squadra di Mazzarri). Ai nerazzurri risponde un autentico vulcano, quello giallorosso: contro il Catania la Roma va a bersaglio sette volte con doppiette di Panucci e Perrotta. In serie A erano 23 anni che non si incontrava un 7-0 casalingo. Spettacolare il gol di Perrotta, con uno slalom che ha seminato più avversari, e anche il portiere. La squadra di Spalletti ora è ad un punto dai rosanero e il prossimo turno vede proprio lo scontro al vertice tra Inter e Palermo.

Alle spalle delle big ecco il Livorno del ritrovato capitan Lucarelli. 3 a 0 al Parma, con il bomber amaranto che ritrova la via del gol dopo lunga assenza per infortunio. Livorno in zona Champions, alle spalle ecco Atalanta e Udinese. Se i bergamaschi riescono a rimontare a Verona con il Chievo dallo 0-2 al 2-2 (fantastico il gol in rovesciata del pari di Loria), per la squadra di Galeone sono tre punti che portano fuori dalla crisi. Crisi nella quale è sempre di più il Chievo: la rimonta atalantina impedisce a Delneri di cogliere la prima vittoria della stagione per i veronesi. Amara rimpatriata per Bruno Giordano con la ‘sua’ Lazio: i biancocelesti passano al S.Filippo con un rotondo 4-1.

Il Messina si consola con la rete di Riganò, che porta il bomber pantese sempre più in vetta alla classifica marcatori. La Lazio senza la penalizzazione sarebbe quinta con 18 punti. Quanto a gol, ecco il ritorno di Toni nel pareggio della Fiorentina ad Ascoli: e sempre a proposito di ‘ritorni’, buono il punto all’esordio del neo tecnico dei marchigiani Nedo Sonetti. E sempre in tema di punti di penalizzazione i viola senza i -15 sarebbe quarta con il Livorno.








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VOLLEY: MONDIALI, ITALIA-IRAN 3-1
NAGANO – L’Italia ha battuto l’ Iran per 3-1 (25-15, 21-25, 25-21, 25-19) nella terza giornata del girone C della prima fase dei Mondiali di pallavolo. Domani gli azzurri affronteranno gli Stati Uniti.

Italia batte Giappone 3-1 (25-15, 21-25, 25-21, 25-19). Italia: Mastrangelo 11, Vermiglio 5, Cisolla 18, Fei 18, Semenzato 5, Cernic 18. Libero: Corsano. Coscione, Savani 1, Lasko 1. Non entrati: Papi e Cozzi. All.: Montali. Iran: Hosseini, Akbari 10, Mansouri 9, Nadi 8, Bazargard 6, Mohammadzakem 13. Libero: Zarif Ahangaran. Shariati, Moghbeli, Mahmoudi 4, Torkashvand 1, Sadeghiany.

All.: Kijac. Arbitri: Abdel (Egi) e Oliveira (Por). Durata set: 21′, 23′, 24′, 24′. Tot.: 1h32′ Italia: battute sbagliate 15, vincenti 6, muri 13, errori 29. Iran: bs 10, vincenti 3, muri 5. errori 19. Spettatori: 2.050.







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RUGBY: ITALIA ILLUDE ANCORA, ARGENTINA PASSA AL FLAMINIO
ROMA – Match duro doveva essere e match duro, anzi durissimo, è stato. L’Italrugby non ce l’ha fatta: come contro l’Australia una settimana fa il XV di Berbizier ci crede e illude per oltre un’ora il pubblico del Flaminio che fino all’ultimo non smette di incitare i suoi beniamini. Dopo un primo tempo concluso in vantaggio grazie ai piazzati del francese di origine italiana Bortolussi l’Italia comincia a perdere colpi ad inizio ripresa e nulla può di fronte alla celebre mischia argentina e al gioco veloce dei Pumas.

Svanisce così il sogno della nazionale italiana di rugby di vendicare l’amara sconfitta di Genova del 19 novembre 2005 e di battere la sesta formazione più forte del mondo, nonostante le assenze nella squadra di Loffreda rispetto all’impresa di Twickenham: oggi a Roma erano solo 5 i titolari della partita capolavoro contro i campioni del mondo dell’Inghilterra sabato scorso nel tempio dell’ovale. L’Italia paga la giornata storta dei suoi mediani Pez e Griffen resisi protagonisti di una serie di errori decisivi che hanno rallentato il gioco azzurro. Da parte loro gli argentini da tempo in rotta con la federazione nazionale dimostrano una volta di più di essere una formazione da prima classe e di poter ambire ad un piazzamento di prestigio al Mondiale del prossimo anno. Comincia subito forte l’Argentina di Loffreda portandosi a ridosso della linea di meta avversaria. Solo uno sfortunato ‘in avanti’ di Albacete impedisce agli azzurri di andare subito sotto.

L’Italia resiste ai primi assalti dei Pumas e all’8′ pt vince la sua prima touche, suo tallone d’Achille nel test-match di sabato scorso contro gli australiani vice campioni del mondo. Il XV di Loffreda continua ad attaccare e si mantiene costantemente davanti in avvio di partita: il vantaggio arriva però solo grazie ad un calcio piazzato trasformato dal n.10 Todeschini, infallibile ‘cecchino’. Lo svantaggio sveglia gli azzurri che rispondono colpo su colpo e al 22′ dopo aver conquistato un’altra touche trovano il pareggio con un preciso calcio piazzato di Bortolussi, fortemente voluto dal ct Berbizier al posto di Peens. Dopo il pareggio il confronto si fa sempre più equilibrato.

Comincia a piovere sull’erba dello stadio Flaminio e l’Italia fallisce il vantaggio con un piazzato fuori dai pali di Bortolussi che poco dopo si rifà con gli interessi: grazie a uno spettacolare calcio piazzato da centro campo gli azzurri passano in vantaggio al 32′. Una volta sotto i Pumas ricominciano a ruggire e allo scadere si fanno pericolosi sulla linea di meta avversaria ma il XV griffato Jaguar reagisce e con un nuovo piazzato di Bortolussi dalla linea dei 10 metri allunga portandosi sul 9-3 a pochi secondi dall’intervallo. In avvio di ripresa insieme alle luci del Flaminio il match si accende. I Pumas si fanno sotto e al 4′ del st sempre con Todeschini accorciano le distanze su calcio piazzato a pochi metri dai pali.

Azzurra riparte e all’8′ del st Pez si invola verso la meta ma sul più bello gli scivola l’ovale dalle mani. Al 13′ bella azione dell’Italia con il n.12 Canale stoppato sulla linea dei 22′, ma subito dopo l’Argentina va in meta ed è l’inizio della fine per gli azzurri. I Pumas ripassano in vantaggio grazie ad una bella azione di Todeschini che dalla tre quarti arriva fino in fondo lungo la linea di touche. Calcio trasformato e 13-9 per gli argentini. A questo punto i ragazzi di Loffreda insistono e assestano la zampata decisiva con una azione irresistibile cominciata dai 22 metri italiani e terminata in meta con l’ultimo spunto di Avramovic con la puntuale trasformazione del solito numero 10 argentino. Si è sul 20-9 e addio speranze di vittoria con la sesta squadra del ranking mondiale. La partita è ormai segnata: la mischia argentina mostra sempre di più la sua superiorità, mentre l’Italia prova a rimettersi in gioco con la meta in ‘zona Cesarini’ dell’ ‘inglese’ Mirko Stanojevic ma è ormai troppo tardi. L’ultima zampata è ancora dei Pumas con Todeschini che su calcio piazzato fissa il punteggio sul 23-16. Per i ragazzi di Berbizier sogni di gloria rimandati al prossimo match contro il Canada, avversario ideale per chiudere con una vittoria il trittico d’impegni novembrini.







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         Mydchele De lucia





















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