VIDEO DEL RAGAZZO DISABILE: I 4 COMPAGNI SOSPESI PER UN ANNO

0












TORINO – Sospesi per l’ intero anno scolastico. Questa, in attesa delle conclusioni della magistratura, la prima tegola che si abbatte sui quattro giovanissimi autori del video-scandalo alla scuola superiore per grafici pubblicitari “Steiner” di Torino. La decisione è stata presa dalla giunta esecutiva dell’ istituto. Gli studenti, che oggi sono stati interrogati dai pubblici ministeri del tribunale per i minorenni (sono tutti indagati di violenza privata) tra lacrime e profferte di scuse, potranno svolgere “un percorso educativo di recupero” in una istituzione con finalità sociali, magari all’ interno della stessa scuola, magari assistendo i disabili.

   Una decisione, quella presa dai vertici dello “Steiner”, che soddisfa anche il ministro della pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni: “E’ un provvedimento giusto che permetterà di far comprendere ai ragazzi la gravità del loro gesto”. Per il direttore scolastico regionale, Anna Maria Dominici, la scuola “ha dato una risposta forte a un evento grave”, senza tuttavia dimenticare “la sua finalità, che è quella di educare ai comportamenti rispettosi nei confronti degli altri e soprattutto dei più deboli”. Ci sono guai in vista anche per un’ insegnante dello “Steiner”, che ha lasciato la classe poco prima che cominciasse il crudele gioco contro lo sfortunato studente autistico: il preside le ha mosso un addebito disciplinare.

   E il Ministero, tramite il dipartimento regionale, oltre a valutare la possibilità di costituirsi parte civile in caso di processo vuole rivolgersi alla Corte dei Conti per capire se ci sono danni all’ immagine o di natura contabile. “Sono addolorato”, ha affermato oggi uno dei quattro ragazzi prima di essere ascoltato dal giudice. “Non trovo le parole – spiega – per definire quanto è successo. Non è nemmeno uno scherzo di pessimo gusto. Posso soltanto dire che non è nata come una cattiveria”. Ognuno dei protagonisti ha un ruolo definito. Il primo ragazzo ha fatto il gesto di percuotere il compagno, il secondo ha tracciato simboli nazisti sulla lavagna e si è prodotto in un saluto romano, il terzo ha ripreso la scena con una piccola videocamera; una studentessa, infine, nell’ agosto successivo ha diffuso una copia del filmato su internet.

   Nei loro racconti, l’ episodio deve essere inquadrato nel contesto degli ultimi giorni dell’ anno, in un clima festaiolo. Gli altri allievi della “seconda F” – una quindicina di futuri grafici pubblicitari – non intervengono, ridono, schiamazzano o mostrano indifferenza. Anche la loro condotta entrerà al vaglio del consiglio di classe, che condurrà un’ indagine conoscitiva (senza tralasciare l’ audizione dei genitori) di concerto con gli ispettori ministeriali. I quattro autori della bravata “hanno avuto la percezione della gravità del fatto solo quando ne hanno cominciato a parlare i giornali”, spiega il preside, Camillo Di Menna. “E dopo le prime notizie – aggiunge uno degli avvocati, Cosimo Palumbo – sono stati proprio loro ad autodenunciarsi ai professori”.

    E ora ci si chiede perché una classe frequentata da ragazzi provenienti da famiglie normali, capaci di prendere buoni voti, è finita sotto i riflettori. “Bisogna riflettere su quanto è diffusa la cultura della non accettazione della diversità”, dice Palumbo, augurandosi che “il clamore mediatico non sia controproducente per tutti e, in particolare, per la vittima”. Vittima alla quale, finora, a quanto si sa nessuno ha ancora chiesto direttamente scusa. Gli inquirenti, intanto, lavorano al materiale sequestrato. E spunta un secondo video finito su internet, con scene di vita di classe (senza rilevanza penale), che testimonia l’ abitudine diffusa tra i giovani di giocare con cellulari e videocamere mettendo poi in rete le immagini.







Home Back Stampa Invia
 






Gli anziani, felici e soddisfatti
Provenzano, 3 secoli a ‘colonnelli’

WWW.ANSA.IT


                                                                              Michele De Lucia