Amalfi e la tassa di soggiorno turistico

0

AMALFI = Gli albergatori si schierano compatti contro la “tassa di soggiorno turistico” che, in base alle norme contenute nella Finanziaria, si dovrebbe pagare “extra” negli alberghi di tutte le categorie. In Costiera amalfitana, a differenza dei sindaci che hanno dato il placet all’iniziativa, i titolari delle strutture turistiche accolgono il nuovo tributo con un coro di no. “Abbiamo riesumato un cadavere – sottolinea Anna Citarella presidente dell’Associazione albergatori di Maiori – in quanto mi sembra proprio che sia una gabella di stile medioevale. Una imposta che, a conti fatti, va ad annullare gli sforzi spesi negli ultimi tempi. E, soprattutto, rischia di far tornare indietro. Perché quest’anno, grazie anche ai tanti sacrifici della nostra categoria, il turismo ha registrato un trend molto positivo. I vacanzieri sono stati in crescita come non accadeva da molto tempo ma temo che con il dazio si faranno dei passi indietro. Anche perché ci sono cittadine turistiche come Rimini che hanno già annunciato che non applicheranno la tassa. E, quindi, saremmo costretti a combattere non solo con i nostri principali competitor ma pure con le decisioni politiche”. Chi pensa che la tassa per il soggiorno sia “scandalosa” è pure Salvatore Gagliano, consigliere regionale di Alleanza nazionale e titolare dell’albergo Tritone di Praiano. “Come politico e albergatore – evidenzia – ritengo che sia vergognoso, in quanto si va a colpire l’unica fonte economica attiva del prodotto nazionale. Il Governo adotta questi provvedimenti che potrebbero produrre effetti più che dannosi e  allontanare i turisti dalle nostre zone. C’è da rimarcare che ad essere penalizzate saranno, in particolar modo, gli hotel non di lusso, in quanto quelli a quattro e cinque stelle, che hanno un target di clientela medio-alto, non risentiranno affatto della tassa. Invece  le piccole strutture si troveranno a fare i conti con l’imposta che inciderà notevolmente sul fatturato. Ho sentito, inoltre, che qualche sindaco della Divina, vorrebbe anche creare una tassa sulle imbarcazioni. Voglio ricordare l’esperienza che c’è stata in Sardegna questa estate, dove il tributo sugli yacht ha determinato un calo di presenze quantificabile nel quaranta per cento”. Decisamente negativo è anche il parere di Andrea Reale, componente del Direttivo provinciale dell’Associazione albergatori e proprietario dell’hotel Villa Romana di Minori. “In questo modo – rileva  – si daranno altri soldi privati in mano a persone che non hanno la minima competenza turistica. Mi auguro che il dispositivo contenuto nella Finanziaria venga modificato. O, in subordine, che i comuni della provincia di Salerno si rendano conto che, applicandolo, andranno a colpire imprenditori che hanno investito capitali e sudore nelle loro attività. Perciò auspicherei che, almeno per un paio d’anni, le amministrazioni comunali si astenessero dal farlo. Ci siamo adoperati per allungare la stagione e convogliare i flussi turistici in Italia e, invece di ringraziarci ci ripagano con queste belle sorprese”. L’unica voce fuori dal coro è quella di Guido Agliata, commissario dell’Azienda di Soggiorno e turismo di Amalfi. “A pensarci bene – nota – penso che non sia una cosa negativa. I soldi incamerati, infatti, potranno essere investiti per migliorare l’accoglienza e la promozione turistica”.



Gaetano de Stefano