Positano tassa ai pendolari del turismo no a chi soggiorna

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Operatori turistici e associazioni non concordano sulla tassa di soggiorno ai turisti. “Dovrebbero darla ai pendolari – dice il presidente di Posidonia Vito Casola -, solo loro il vero problema per la vivibilità del paese con un costo per la cittadinanza in termini di pulizia, di vivibilità, di traffico e di affollamento in spiaggia. Se tassa ci deve essere si dovrebbe imporre a questo tipo di turismo che soffoca il paese che non arriva a supportare tale peso antropico, perlomeno contribuirebbe alle spese del paese. Chi soggiorna in qualche modo porta economia già all’interno del paese e così verrebbe penalizzato. Non bisogna equivocare parliamo di problemi che tutti noi conosciamo bene e che compromettono l’equilibrio del paese.” “L’affollamento via mare con migliaia di persone che affollano le spiagge per mezza giornata e le strade intasate dai torpedoni da marzo ad ottobre sono sempre stati contrastati anche dal sindaco – continua Casola -,da cui mi aspettavo che dicesse di voler un balzello anche contro queste invazioni.”


Mi. Ci.


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Non sono affatto d’accordo per la tassa di soggiorno, poiché colpirebbe un segmento di turismo che già contribuisce pienamente all’economia del paese. In quanto come risaputo non paga solo per il soggiorno ma spende denaro anche per altri servizi ( bar, ristorante, souvenir, trasporti, ecc. ).


Mi trovo d’accordo, invece, con la dichiarazione del presidente di Posidonia Vito Casola, ovvero studiare un sistema che possa prevedere questo nuovo “ balzello “ in capo ad altri settori, tra cui anche il turismo mordi e fuggi ( ad esempio tassa di sbarco all’approdo marittimo e tassa di ingresso per gli autobus turistici etc. ). Questo pensiero non vuole assolutamente discriminare ma, puntualizzare che questo tipo di turismo è quello che più di tutti sfrutta a pieno le infrastrutture locali senza l’apporto, se pur minimo, di risorse che possano consentire un introito a copertura delle spese ingenti di gestione del territorio a cui l’ente è soggetto.


Distinti Saluti


Raffaele Casola


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La tassa di soggiorno è una gabella medievale


Gianmaria Talamo


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Ricordo d’aver pagato l’ultima volta la tassa di soggiorno da albergatore nel 1984 – Penso che sia una tassa vecchia e senza più applicazione. La risultanza economica , produzione di turismo stanziale, già riconosce ai comuni direttamente entrate speciali quali TARSU – SUOLI PUBBLICI – TRIBUTI ( acqua e depurazione ) – percentuali regionali e comunali sul reddito d’impresa, pertanto non penso che i Sindaci dei Comuni costieri vorranno mai cadere nell’errore d’applicare una tassa su chi è già tassato , penalizzando l’unico loro stesso grande strumento di promozione e di vanto Politico , nessun Sindaco cadrà nel tranello che lo stesso governo gli ha preparato, un’attenta riflessione li convincerà ad attivare altri strumenti sostitutivi d’entrata. Già immagino le propagande Turistiche future di Amministratori Pubblici che promuoveranno la propria località esente da tassa di soggiorno. Resta aperto il problema di ricercare nuovi fondi per il raggiungimento di scopi diversi che si dovrà trovare con l’aiuto di tutta l’ imprenditoria locale. I comuni della Costiera Amalfitana sapranno sicuramente far a meno della VECCHIA TASSA DI SOGGIORNO ,d’altronde confidiamo anche nel buon senso di tutti i cosiglieri comunali, che dovranno anche loro interpretare la nostra forte volontà a premiare chi resta per più giorni nelle nostre città . La costiera dopo aver conquistato il pubblico internazionale con la sua tranquillità non può ridursi ad accettare un così forte effetto collaterale di pura risultanza aritmetica.

 

Saluti

Lorenzo Cinque

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