Ravello diffida di Italia Nostra per auditorium

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Ravello. Non c’è pace sull’auditorium di Ravello. Italia Nostra diffida la Regione ed Commissario con tutti gli enti che vogliono realizzarlo, se non si fa la variante al Put. Mentre ieri arrivavano le ruspe della ditta Delfino di Napoli, che ha vinto la gara d’appalto per la palificata dell’auditorium, i lavori che getteranno le basi per la struttura,  è arrivata la diffida di Italia Nostra, partita il 16 ottobre scorso da Roma, da parte del presidente pro-tempore Carlo Ripa di Meana, rappresentato dall’avvocato Oreste Cantillo. Pomo della discordia è sempre il Put. Ad essere diffidati, con il commissario ad acta Bruno De Maria, sono la Regione Campania, la Comunità Montana Penisola Amalfitana e lo stesso Comune di Ravello, nella persona dei legali rappresentati.  L’opera non è conforme al Put e quindi non si poteva realizzare.  “La localizzazione dell’opera sul sito individuato avrebbe dovuto necessariamente passare per una variante al Piano Territoriale – spiega l’avvocato Oreste Cantillo -,  la quale, come risulta dall’articolo 15 della legge n. 35/87, richiede l’approvazione del Consiglio Regionale”. La diffida è stata inviata il 16 ottobre scorso e notificata in questi giorni a tutti gli enti interessati.


“Sono sei anni che si va avanti così me lo aspettavo si sono fatte sei istanze processuali – dice Domenico De Masi -, l’ultima sentenza del Consiglio di Stato dice che l’opera è legittima e deve essere fatta per non perdere i finanziamenti europei, sono loro a sbagliare. Mentre c’è la speculazione edilizia, hanno nel mirino soltanto l’auditorium, questo è aberrante. Continueranno per anni in questo modo, è una nevrosi.”


“Stiamo sostenendo dall’inizio che era necessario fare una variante al Put – dice il presidente regionale di Italia Nostra Raffaella Di Leo -, la nostra associazione segnala gli scempi, come le questioni di principio, che poi sono di sostanza, non si può tollerare che proprio l’ente pubblico violi la legge. Sosterremo le nostre ragioni con tutti i mezzi.”


E i messi sono anche penali, oltre a quelli civili, amministrativi e contabili, come conclude al diffida di Italia Nostra


 “Noi  abbiamo sostenuto dall’inizio che l’auditorium non poteva essere fatto se non si modificava il Put – dice il sindaco di Ravello Paolo Imperato -, questa iniziativa di Italia Nostra può servire a fare chiarezza. Abbiamo contestato anche la nomina del Commissario, come pure il requisito della pubblica utilità che, decorsi tre anni dal riconoscimento, secondo noi non sarebbe ancora presente. L’autonomia locale viene calpestata. ”Intanto il Comune di Ravello dovrebbe uscire dalla Fondazione Ravello, che oltre a gestire il Festival dovrebbe gestire anche l’auditorium, decisione che dovrebbe essere presa nel consiglio comunale del prossimo 30 ottobre, ma già annunciata. “La maggioranza ha condiviso la linea della Giunta – dice Imperato -, se non verranno ammessi i nostri rappresentanti nella Fondazione, ne usciremo.”  L’amministrazione Imperato ha chiesto di ratificare i rappresentanti indicati, che rispondono ai nomi del vice sindaco della città della musica, Salvatore Di Martino, del primo cittadino di Salerno, Vincenzo De Luca, e del dirigente Rai Antonio Bottiglieri. Persone che dovrebbero subentrare ai nominativi  espressi dall’ex maggioranza consiliare che sono l’europarlamentare di Forza Italia, Renato Brunetta, il senatore di alleanza nazionale, Learco Saporito, e l’ex sindaco Secondo Amalfitano.


“Se il Comune vuole uscire non c’è niente di male, i contrasti avvengono dovunque – dice De Masi -, a Spoleto avviene lo stesso, a Giffoni pure, è quasi una costante, se il sindaco precedente è favorevole, il successivo è contrario, quasi tutti i direttori di altri festival o hanno grandi collaborazioni o grandi collaborazione, è un peccato perché in un piccolo paese sarebbe meglio unire le forze.”


Michele Cinque

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