FASSINO, PRODI SPIATO? BERLUSCONI-TREMONTI NE DIANO CONTO

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TORINO – ”Credo che Berlusconi e il ministro dell’Economia da cui dipendevano i funzionari dell’Agenzia delle Entrate debbano rendere conto al Parlamento di cio’ che e’ successo”. Lo ha detto il segretario dei Ds, Piero Fassino, a margine di inaugurazione di ”Terra madre” a Torino, chiedendo che siano individuati anche i mandanti dello spionaggio.

”Mi pare evidente – prosegue Fassino – che non si possa ricondurre tutto all’attivita’ infedele di qualche funzionario. E’ stata messa in essere un’attivita’ spionistica ai danni di esponenti politici e delle istituzioni. Tutto cio’ richiama in causa i responsabili di chi era alla guida del governo negli anni in cui si sono autorizzate, legittimate o ispirate azioni illegali o illegittime di questo tipo. Chiedo che si faccia piena luce e che non ci si limiti a individuare i responsabili materiali, ma che si risalga a chi ha autorizzato, ispirato o e’ stato mandante di atti lesivi della liberta’ dei singoli e di quella regola fondamentale di convivenza – conclude – che e’ il rispetto della privacy”.


PRODI E MOGLIE CONTROLLATI 128 VOLTE

Controlli fiscali su una ventina di politici, alcuni con alte cariche istituzionali, passate e presenti, ma anche su personaggi del mondo del calcio e dello spettacolo: calciatori e soubrettes. Ma soprattutto, 128 accessi telematici abusivi per verificare la situazione patrimoniale e tributaria del presidente del Consiglio, Romano Prodi, e di sua moglie, Flavia Franzoni. E’ su una denuncia del Ministero dell’Economia, per conto dello stesso Prodi, che e’ partita in modo travolgente un’altra inchiesta milanese su indagini illegali, dopo quella che ha visto gli arresti dell’ex responsabile della sicurezza di Telecom Italia, Giuliano Tavaroli e dell’investigatore privato fiorentino Emanuele Cipriani.

Anche se le vicende hanno aspetti simili – perche’ come nell’inchiesta che coinvolge Tavaroli, ad essere sospettati degli accessi abusivi sono impiegati pubblici e militari della Guardia di Finanza – l’inchiesta condotta dal pm Francesco Prete e che oggi ha portato a 250 perquisizioni in tutt’Ialia (case e uffici di 128 indagati) non avrebbe elementi di collegamento con la precedente. Fino ad ora, a parte quello di Prodi e della moglie, non sono filtrati i nomi delle numerose altre persone che, in differenti ambiti della vita nazionale, sarebbero state oggetto di controlli illegali sul piano fiscale. Voci insistenti, non confermate, parlano di spionaggio fiscale illecito esercitato anche nei confronti di alte personalita’ politiche di rilievo, anche istituzionale. I dati consultati in modo illegale, relativi alla posizione di Prodi come contribuente, sarebbero numerosi: informazioni sul reddito, atti del registro tributario, partecipazioni societarie, atti di compravendita. Tra le 128 persone perquisite presso le proprie abitazioni e negli uffici, una decina di militari della Guardia di Finanza, due dipendenti dell’Ufficio delle Dogane, un dipendente del Demanio e, per il resto, tutti dipendenti dell’Agenzia delle Entrate. Le verifiche di oggi avrebbero anche portato alle prime conferme dell’ attivita’ illecita.

Dall’analisi dei pc e dei documenti sequestrati dai militari dello Scico (Servizio centrale d’investigazione sulla criminalita’ organizzata) della Guardia di Finanza, sarebbero emerse anche le cosiddette ‘strisciate’: la prova inconfutabile dell’ accesso ai terminali dell’Anagrafe tributaria. La denuncia del ministero dell’Economia sarebbe arrivata in procura a Milano meno di un mese fa, il 29 settembre, ma una ‘traccia d’indagine’ era gia’ stata avviata al Ministero che, tenendo sotto attenzione gli accessi alla posizione di Prodi, ne avrebbe rilevato un numero sospetto. Un dato, nell’indagine, e’ sotto esame: i picchi di accessi abusivi nei vari sistemi per ottenere informazioni su Prodi e la moglie, si collocherebbero in corrispondenza con l’uscita su alcuni quotidiani di notizie riguardanti, tra l’altro, donazioni fatte dal presidente del Consiglio ai propri figli, oppure, in un caso, un’operazione immobiliare. Gli accessi piu’ numerosi si collocano, infatti, tra 21 e il 24 novembre 2005; un’altra punta si verifica il 22 gennaio 2006 e un terzo picco e’ stato registrato dal 30 marzo all’8 aprile di quest’anno, quando alcuni giornali dedicarono spazio all’argomento. E c’e’ chi non manca di sottolineare come ad occuparsene siano stati soprattutto quotidiani ”di destra”.

E’ il caso dei vicepresidente della camera dei deputati, Pierluigi Castagnetti, per il quale la vicenda e’ da mettersi in relazione con il profilarsi della campagna elettorale: ”Non sorprende la notizia dello spionaggio a carico del presidente del Consiglio e dei suoi familiari emersi dall’inchiesta aperta dalla procura di Milano – ha detto – perche’ gia’ in campagna elettorale alcuni fogli della destra hanno tentato di utilizzare informazioni abusive, evidentemente rilevate in questo modo, per montare inutili strumentalizzazioni visto che il materiale utilizzato non conteneva nulla di imbarazzante”.

 

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                                                         Michele De Lucia