Ravello rinviato consiglio comunale

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RAVELLO = Salta il Consiglio comunale che avrebbe dovuto ratificare la permanenza o l’uscita del Comune dalla Fondazione Ravello. La decisone di rimandare, sine die, l’assise cittadina è stata presa dall’Amministrazione, guidata dal sindaco Paolo Imperato, in seguito alla richiesta del presidente della Provincia Angelo Villani. Che avrebbe dovuto avere un faccia a faccia con il presidente della Fondazione, Domenico De Masi, proprio per mediare sulla vicenda e trovare un punto d’incontro. E impedire, in questo modo, che potesse concretizzarsi la scissione che, nel caso in cui non venissero accolte le richieste dell’Amministrazione, sembrerebbe inevitabile. Gli impegni del presidente Villani, tuttavia, non hanno reso possibile la riunione che, con ogni probabilità, si svolgerà nel prossimo fine settimana. E, dunque, non essendoci nessuna novità, si è preferito posticipare il consiglio, venendo pure incontro alla richiesta di Villani che ha comunicato, via fax, la propria impossibilità ad espletare la “missione” per la quale si era prestato volontariamente. La disputa, dunque, è solo rimandata e l’intera partita si giocherà nei prossimi giorni.  La questione, del resto, è molto delicata e, qualora non si trovasse un accordo, potrebbe provocare un terremoto politico nella città della musica. Perché  il sindaco Paolo Imperato ha  richiesto ufficialmente e, oramai da qualche mese,  al consiglio di amministrazione della Fondazione di convalidare le nomine effettuate dalla Giunta municipale. E, dunque, di ratificare i rappresentanti indicati, che rispondono ai nomi del vice sindaco di Ravello, Salvatore Di Martino, del primo cittadino di Salerno, Vincenzo De Luca, e del dirigente Rai Antonio Bottiglieri. Persone che dovrebbero subentrare ai nominativi  espressi dall’ex maggioranza consiliare che sono l’europarlamentare di Forza Italia, Renato Brunetta, il senatore di alleanza nazionale, Learco Saporito, e l’ex sindaco Secondo Amalfitano. La vicenda  ruota, insomma,  proprio attorno a questa specifica  circostanza e, oramai, è di dominio pubblico già da un po’ di tempo. Accanto al Comune, comunque, si è schierata la Provincia che ha perorato le istanze della maggioranza consiliare, offrendosi anche di svolgere il ruolo di “paciere”. “Non abbiamo alcun interesse che avvenga lo strappo – sottolinea Salvatore Di Martino – e l’impegno della Provincia, che ha riconosciuto le nostre ragioni, è motivo di soddisfazione. Abbiamo diritto di entrare nella Fondazione dalla porta principale e non dalla finestra. Siamo, comunque, fiduciosi che si possa giungere ad un accordo”. Insomma sembrerebbe proprio che, alla fine, si possa trovare una soluzione. Nel caso contrario, invece, il Comune ha già annunciato che darà vita ad una nuova Fondazione.


Gaetano de Stefano