FISCO: BANKITALIA, NEL 2005 PESO TASSE SOTTO MEDIA UE

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ROMA  – Nel 2005 il fisco italiano è stato meno vorace rispetto alla media europea, con una percentuale sul Pil che si è fermata al 40,6% contro il 40,9% di Eurolandia e dell’Ue a 15. A registrarlo è Bankitalia, che nel Supplemento al Bollettino statistico dedicato alla finanza pubblica ripercorre quasi 20 anni di pressione fiscale in Italia ed Europa. Si scopre così che nel 2005 in Italia la pressione fiscale é lievemente diminuita per il secondo anno consecutivo, passando dal 40,7 al 40,6% (nel 2004 era invece salita al 41,4%).


Un livello che pone il nostro Paese al di sotto delle medie europee, dove svettano, come d’abitudine, i Paesi scandinavi. Il Paese dove la pressione fiscale lo scorso anno è stata più forte è infatti ancora una volta la Svezia, con il 51,7% del Pil: dato, questo, che risulta perfino in aumento rispetto all’anno precedente, quando il peso del fisco si fermava sulla soglia del 51%. Molto vicina alla Svezia, e unico altro paese dove la pressione fiscale è superiore al 50%, è la Danimarca (con il 51,6%, in aumento dal 50,7%).


Terzo in classifica, ma molto staccato rispetto alle prime due, è il Belgio, dove il peso del fisco nel 2005 è stato pari al 47,1% del Pil, mentre l’anno precedente si era fermato al 46,8%. Sopra la soglia del 40% si trovano, oltre all’Italia, la Francia (45,7%, un punto percentuale in più), l’Austria (43,2%, ma qui la pressione fiscale è diminuita dal 44% dell’anno precedente) e la Finlandia (44,4%, in aumento dal 43,5%). Altra musica, invece, per i contribuenti di tutti gli altri Paesi, dove il fisco pretende meno e si ferma al di sotto del 40% del Pil: da questo punto di vista, il Paese più fortunato é l’Irlanda, dove la pressione fiscale è appena pari al 32% del Pil.


Sotto al 40% figurano poi anche la Grecia (36,3%), il Portogallo (36,4%), la Spagna (36,6%), il Regno Unito (37,8%) e, anche se per un pelo, la Germania (39,7%) e il Lussemburgo (39,3%). Ma le tabelle della Banca d’Italia consentono anche di andare molto indietro nel tempo, per verificare come il fisco si è comportato dal 1987 a oggi nei vari Paesi: la pressione fiscale, che in Italia è aumentata di quasi cinque punti (dal 35,4% al 40,6%) ha subito un incremento in altri cinque Paesi, risultando invece più “morbida” in altri sei: il risultato finale è che sia la media di Eurolandia (dal 41,7% al 40,9%) che quella dell’Unione a 15 (dal 41,1% al 40,9%) risultano inferiore a 18 anni fa.

 

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                                                           Michele De Lucia