CASINI: CONTROLLI ANTIDROGA PER TUTTI I PARLAMENTARI

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ROMA – Controlliamoci tutti. Dopo lo scoop delle Iene sul consumo di droga alla Camera, Pier Ferdinando Casini annuncia una proposta di legge per tagliare la testa al toro: un controllo antidroga obbligatorio per tutti i parlamentari, in modo da stabilire chi fa uso di sostanze stupefacenti e chi no.


   “I cittadini italiani – sostiene il leader dell’Udc – hanno il diritto di sapere se i parlamentari che hanno eletto sono tossicodipendenti o meno. Se le istituzioni vogliono recuperare un po’ di credibilità  devono fare trasparenza”. In fondo, spiega Casini, i pubblici ufficiali e i piloti di aereo devono passare per questi controlli; quindi perchà© non estenderli anche ai rappresentanti del popolo italiano?


   Ma la proposta dell’ex presidente della Camera divide in due il mondo politico. Il test obbligatorio viene bocciato a sinistra e trova consensi a destra, tra i fautori del pugno di ferro contro le droghe pesanti e leggere. A sorpresa, si dissocia il leader di An Gianfranco Fini, padre (insieme a Carlo Giovanardi) della legge che ha fatto diventare un reato il consumo di droga. “Personalmente – spiega Fini – non avrei problemi a dire: io aderisco. Un conto perಠਠla volontarietà , altro ਠl’obbligatorietà , su cui ho qualche dubbio se sia compatibile con le leggi che riguardano la privacy”.


   Il fatto ਠche il servizio delle ‘Iene’ ha prodotto un mezzo terremoto nel Palazzo. Nel Transatlantico non si parla d’altro e qualche deputato, pensando di poter essere additato alla piazza come drogato, si affanna ad annunciare che si sottoporrà  immediatamente ai test pi๠svariati, per fugare ogni dubbio. Carlo Giovanardi nel pomeriggio ਠandato al policlinico di Tor Vergata per sottoporsi al controllo. Gabriella Carlucci, di Forza Italia, farà  gli esami domani in un centro tossicologico. Antonio Mazzocchi, dell’esecutivo di An, porterà  le urine all’ambulatorio della Camera.


   Italo Bocchino, sempre di An, propone “il test tossicologico del capello”, che farebbe scoprire il consumo di droga anche a un anno di distanza. Il senatore leghista Roberto Calderoli darebbe ai presidenti delle Camere la facoltà  di imporre il test ai parlamentari che si comportano in modo sospetto. Giorgia Meloni, di An, immagina controlli antidoping “a sorpresa”, un po’ come quelli che si svolgono nelle competizioni sportive. Di fronte a questa babele di proposte prova a sdrammatizzare il segretario della Dc Gianfranco Rotondi: oltre al test antidroga, propone ironicamente, imponiamo ai parlamentari “il test dell’Hiv, le analisi per il colesterolo e un certificato di buona condotta rilasciato dalla parrocchia”.


   Nel centrosinistra la proposta di Casini non trova molti sponsor. A parte il Verde Paolo Cento, che dice di sଠal test “per eliminare l’ipocrisia” e il radicale Daniele Capezzone , pronto a sottoporsi al test “anche tra mezz’ora”, nella maggioranza ਠun coro di no. Secondo Renzo Lusetti, della Margherita, i controlli obbligatori violerebbero la Costituzione, perchà© non si puಠimporre a nessuno di sottoporsi ad analisi mediche senza consenso. Il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli parla di “festival della demagogia” e chiede di abolire la legge Fini-Giovanardi sulla droga. Va pi๠in là  il deputato di Rifondazione Comunista Francesco Caruso: sua l’idea di creare un “gruppo interparlamentare amici della cannabis” (non per fumare spinelli in Transatlantico ma per battersi contro la legge Fini, precisa). Il diessino Franco Grillini bolla come “ridicola” la proposta di Casini. Dal ministro per la solidarietà  Paolo Ferrero arriva l’annuncio che il governo sta studiando un testo per superare la legge Fini-Giovanardi.


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                                                                                  Michele De Lucia