COREA DEL NORD, BUSH MINACCIA GRAVI RIPERCUSSIONI

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NEW YORK – Il presidente George W. Bush ha minacciato “gravi ripercussioni” se la Corea del nord non smantellerà il suo programma nucleare. Bush ha aggiunto di auspicare che il regime di Pyongyang capisca le conseguenze delle sue azioni. Il presidente statunitense ha poi ribadito che gli Usa non hanno intenzione d’attaccare la Corea del Nord e restano impegnati a risolvere il contenzioso per le vie diplomatiche. Ma Bush ha anche ripetuto che gli Statui Uniti rispetteranno gli impegni di difesa e dissuasione con gli alleati, specie Corea del Sud e Giappone. La Corea del Nord ha indicato che considererebbe la proclamazione di sanzioni nei suoi confronti alla stregua di una dichiarazione di guerra. Lo scrive l’agenzia sudcoreana ‘Yonhap’ citando dichiarazioni fatte a Pechino da un funzionario nordcoreano che ha chiesto di non essere identificato. Si tratta presumibilmente della medesima fonte che martedi’ aveva prospettato all’agenzia il lancio di missili dotati di testate nucleari. Pur dicendo si esprimesse solo un opinione personale, il funzionario ha detto che ‘l’imposizione di piene sanzioni’ contro Pyongyang per l’esperimento atomico sotterraneo compiuto lunedi’ scorso ‘sarebbero considerate una dichiarazione di guerra’. ‘Maggiori saranno le pressioni su di noi piu’ elevato sara’ il livello della nostra risposta’, ha aggiunto la fonte. Alla domanda di cosa debba intendersi per ‘piene sanzioni’ il funzionario ha citato l’esempio di un ‘blocco marittimo’. La fonte, presumibilmente diplomatica, e’ parsa riferirsi in particolare a un prossimo dibattito sulla crisi al Consiglio di sicurezza dell’Onu, che potrebbe approvare una risoluzione sanzionatoria atta ad aprire la strada a un intervento militare contro la Corea del Nord. La Cina, che e’ membro permanente del Consiglio di sicurezza, ha detto che favorirebbe solo ‘sanzioni appropriate’ contro Pyongyang, mentre gli Usa hanno indicato che per il momento non pensano a un’invasione come quella in Iraq. Nel complesso dunque le dichiarazioni del funzionario nordcoreano appaiono destinate ad aggravare ulteriormente la crisi e a confermare l’intenzione di Pyongyang di voler rischiare il tutto per il tutto pur di continuar a esercitare pressioni su Washington. Da parecchi anni infatti il regime nordcoreano mira a ottenere dagli Usa un qualche riconoscimento diplomatico, che apra la strada a un trattato di pace per il conflitto coreano di oltre mezzo secolo fa, che gli Usa combatterono in nome dell’Onu. Proprio per questo motivo Washington e’ apparsa sempre restia a intavolare un dialogo diretto con Pyongyang, pur se ultimamente ha acconsentito a contatti bilaterali nell’ambito della trattativa internazionale a sei sul programma nucleare nordcoreano, che ha sede a Pechino ma e’ in stallo da quasi un anno. NUOVI TEST DIPENDERANNO DA POLITICA USA – Il ‘numero due’ nordcoreano Kim Yongnam ha chiamato in causa la politica statunitense come elemento determinante per le scelte nucleari di Pyongyang. In dichiarazioni all’agenzia giapponese Kyodo, il presidente dell’assemblea nazionale coreana ha detto che un proseguimento degli esperimenti nucleari cominciati dal regime lunedì scorso “é legato alla politica americana verso il nostro paese”. “Se gli Usa continueranno ad avere un atteggiamento ostile e a esercitare su di noi pressioni sotto varie forme non avremo altra scelta che farvi fronte con passi concreti”, ha aggiunto Kim. Egli ha inoltre protestato per le sanzioni finaziarie imposte da Washington alla Corea del Nord e ha affermato che, fino a quando esse resteranno in vigore Pyongyang non parteciperà alla trattativa internazionale a sei sui programmi nucleari del paese, che ha sede a Pechino ed è in stallo da quasi un anno. Kim ha anche affermato che i nordcoreani si sono attenuti alle intese di quattro anni fa per una normalizzazione delle relazioni con il Giappone, che Tokyo ritiene invece siano state violate dagli esperimenti missilistici compiuti da Pyongyang lo scorso luglio. COREA SUD SMENTISCE 2/O TEST La presidenza sudcoreana ha smentito le informazioni di stampa provenienti dal Giappone secondo cui la Corea del nord avrebbe compiuto oggi (mercoledi’) un secondo esperimento nucleare dopo quello annunciato lunedi’ scorso. Lo ha riferito l’agenzia sudcoreana Yonhap. CASA BIANCA NON CONFERMA NUOVO TEST La Casa Bianca non ha elementi per confermare che la Corea del Nord abbia proceduto a un nuovo test nucleare, il secondo dopo quello annunciato da Pyongyang lunedi’. La Casa Bianca s’e’ espressa in tal senso dopo che fonti dell’intelligence Usa avevano gia’ detto di non poter confermare il secondo test. SUD SI CAUTELA CONTRO GUERRA ATOMICA – Le forze armate della Corea del Sud hanno avviato una serie di rilevazioni per valutare lo stato di preparazione dell’esercito in caso di una guerra nucleare nella penisola coreana. Lo scrive oggi a Seul l’agenzia ‘Yonhap’, che riferisce di una serie di rapporti presentata dallo Stato maggiore congiunto al ministro della Difesa sudcoreano Yoon Kwang Ung. Le informative in questione sono state prodotte in due momenti distinti: immediatamente dopo l’annuncio di Pyongyang, la scorsa settimana, di voler procedere con test atomici, e in seguito all’esperimento nucleare effettuato lunedi’ mattina. Un ufficiale dello Stato maggiore congiunto che ha chiesto di non essere identificato ha affermato che ‘e’ assolutamente normale controllare il livello di preparazione delle forze armate in previsione di un possibile conflitto nucleare, soprattutto alla luce della nuova situazione che ha preso forma negli ultimi giorni’. Sempre secondo l’agenzia sudcoreana ‘Yonhap’, tra le priorita’ indicate dallo Stato maggiore c’e’ la necessita’ di rivedere i piani gia’ approntati in collaborazione con gli Stati Uniti e il potenziamento degli apparati militari, in particolare nel campo di tecnologie avanzate di intelligence per contrastare lo sviluppo e il trasporto di ordigni atomici da parte della Corea del Nord. IRAN; AHMADINEJAD, NON INDIETREGGEREMO Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha ribadito che il suo Paese non farà marcia indietro sul suo programma nucleare e non accetterà la sospensione dell’arricchimento dell’uranio chiesta dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, nemmeno in caso di sanzioni. “Non saranno le vuote minacce a far retrocedere la nazione iraniana”, ha affermato Ahmadinejad durante un comizio a Shahriar, cittadina a sud-est di Teheran. Rivolgendosi al popolo iraniano, il presidente ha aggiunto: “Più grandi vittorie vi attendono, a condizione che rafforziate la vostra unità e siate presenti sulla scena”.


WWW.ANSA.IT                                                         Michele De Lucia