Un settembre ad arte.

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La stagione prende un buon avvio col 9 settembre con “Goya e la tradizione italiana”, la raffinata mostra con cui la Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, nella piana parmense, inaugura la formula della “Slow Art”: mostre di assoluta qualità, in sedi straordinarie (la collezione permanente di Villa Magnani vale da sola più di un viaggio) in un contesto ambientale perfetto e, in più, con un tocco di alta cucina nella linea della valorizzazione della tipicità.


Insomma, una buona proposta per chi voglia e sappia godere appieno di una occasione culturale per scoprire un territorio e le sue diverse opportunità, dopo aver scoperto le mete, ad esempio, della divina costiera sorrentino-amalfitana, con la perla di Positano.


Dal 16 settembre, Mantegna occupa la scena con le tre mostre di Mantova, Padova e Verona. Quest’ultima sarà allestita al Palazzo della Gran Guardia, che allinea, accanto alla Pala di San Zeno, ben 200 opere per raccontare “Mantegna e le arti a Verona” tra il 1450, data della celebre Pala di San Zeno, e il 1500, anno in cui Mantegna dipinse, sempre per Verona, la Pala Trivulzio che per questa mostra torna, di nuovo, a casa.


Anche Vicenza punta su un nome di valore assoluto: “Benché non sia mia professione. Michelangelo e il disegno di architettura”.


Vengono presentati a Palazzo Barbaran da Porto i più bei disegni di architettura del grande maestro fiorentino.


Sono disegni stupendi e perfetti che raccontano la capacità di schizzare, da pittore, l’architettura.


E’ una mostra che offrirà la possibilità di comprendere la genesi delle architetture di Michelangelo.    


Sempre per chi ama i grandi protagonisti dell’arte, imperdibile al Palazzo dei Diamanti a Ferrara la grande retrospettiva su André Derain, a 30 anni di distanza dall’ultima mostra italiana.


L’artista, per lo più conosciuto per l’aspetto fauve, finalmente potrà essere scoperto dal grande pubblico per la dimensione più ampia della sua attività.


Ma settembre non offre solo grandi appuntamenti con la pittura.


A Pordenone, ad esempio, dal 16 settembre in Palazzo della Provincia, è protagonista Primo Carnera, il gigante di Sequals, mitico pugile, ma anche molto di più, come racconta la mostra “La leggenda di Primo Carnera”, voluta dalla sua terra per ricordare il primo centenario della nascita del grande campione.


A Bassano del Grappa, in Palazzo Bonaguro, torna protagonista il “Mondo animale”: emozionante esposizione di animali dai cinque continenti, inseriti in contesti e scenografie che ricreano l’atmosfera dell’originale habitat.


Cinema & fumetto” saranno invece di scena a Carpi, in Palazzo Pio, Sala dei Cervi dal 24 settembre.


La mostra, già allestita al “Mart” di Rovereto, mette a confronto i personaggi nati di carta e, poi, trasmutati in celluloide: numerosi pezzi originali tra cui locandine, costumi di scena, fumetti e colonne sonore per ritrovare gli eroi preferiti.


Settembre consente ancora di visitare alcune mostre di grande interesse inaugurate nella scorsa stagione.


A La Spezia, al Museo Lia, ultimo mese per “Venezia. Capolavori dal XIV al XVIII secolo nella Collezione Lia”: una mostra da non perdere in un museo tutto da scoprire.


Ancora quasi due mesi (chiude il 29 ottobre) per non lasciarsi scappare la mostra protagonista dell’estate: “Girolamo Romanino: un pittore in rivolta nel Rinascimento italiano”, a Trento, nel Castello del Buonconsiglio.


Passando al Sud della penisola, meritano assolutamente una visita: “Mirò a Taormina” (Taormina, Chiesa del Carmine), sino al primo ottobre, salvo proroghe che il successo della mostra fa presagire, e l’affascinante “Time Horizon. Antony Gormley al Parco Archeologico di Scolacium”, a Borgia nel catanzarese.


Il grande scultore inglese si confronta con la selvaggia bellezza delle antiche pietre greco-romane di Scolacium, il tutto immerso tra secolari ulivi che hanno per orizzonte il blu del vicino mare.


A Positano è viva la forte eco sulle mostre di Kodra e c’è la possibilità di visitarle a settembre.


Se settembre è bellissimo, ottobre non si presenta meno affascinante.


Il calendario  degli appuntamenti prende il via con il XXI Convegno nazionale delle Associazioni Amici dei Musei.


Ad ospitare l’assise è il Palazzo della Ragione di Padova, il più bel monumento di architettura medievale civile in Europa, secondo il giudizio di Federico Zeri.


Il medioevo continua ad essere protagonista a Parma dove è programmata la mostra “Vivere il Medioevo. Parma al tempo della Cattedrale”, momento culturale di punta delle celebrazioni per il nono centenario della cattedrale della città.


Un viaggio nel tempo di sicuro coinvolgimento per il visitatore grazie anche alle ambientazioni che saranno create da Studio Azzurro e da Cineca.


Dall’11 al 22 ottobre, alla Permanente di Milano riflettori accesi sui finalisti e sul vincitore del 7° Premio Cairo.


Sono venti gli artisti – giovani, ma già molto attiv i- chiamati a partecipare con la loro particolare interpretazione del figurativo: fotografia, pittura o scultura.


La sera del 10 ottobre ci sarà il gran finale con premiazione ed inaugurazione della mostra.


A Verona, in occasione del Convegno Ecclesiale (momento di riflessione che, con cadenza ventennale, riunisce gli stati maggiori della Chiesa Cattolica italiana, alla presenza del Papa), il tema della Resurrezione sarà indagato da tre diverse mostre: “L’arte e Dio. La scommessa di Carlo Cattelani” (Palazzo Forti), “Splendori del Risorto. Arte e fede nelle chiese del Triveneto” (Museo Miniscalchi Erizzo) e “Via Lucis” (Chiesa di S. Tommaso Centuariense), tutte dal 13 ottobre al 7 gennaio 2007.


Le fiabe dell’Africa Nera saranno le protagoniste della XXIV Mostra Internazionale di illustrazione per l’infanzia” di Sarmede: la  più importante e popolare mostra italiana del settore prenderà il via il 28 ottobre.


Lo stesso giorno aprono al pubblico le grandi mostre bresciane 2006-07.


Dopo “Guaguin – Van Gogh” che lo scorso anno, con i suoi oltre 500 mila visitatori, ha battuto ogni record di affluenza, Goldin propone quest’anno una straordinaria abbinata: la grande storia del paesaggio moderno in Europa raccontata con 250 opere nella mostra “Turner e gli Impressionisti” e la prima grande mostra italiana interamente dedicata a Mondrian. L’indagine sui protagonisti del Novecento italiano voluta da Goldin propone un omaggio a Licini, con opere dal 1913 al 1929.


Chi ha voglia di vedere l’arte può scegliere tra tante proposte.


 


Maurizio Vitiello