Ceraso un paradiso nel verde

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Ceraso. Un angolo di paradiso nel verde, fra mare e montagna. Parliamo di Ceraso, nel Cilento, un paesino di circa 2500 abitanti, situato a 340 metri sul mare. Questo è il Cilento, quello vero, non quello della costa, purtroppo sempre più affollata e artificiale, anche se forse solo ad agosto, seppure con spiagge bellissime. Ceraso dà la possibilità di una vacanza intelligente, situata a poca distanza dalla costa (10-15 minuti e si arriva ad Ascea), con un’uscita della superstrada che consente di poter raggiungere tutti i posti turistici in poche decine di minuti (circa mezzora per Sapri o Agropoli, venti minuti per Camerota) il territorio di Ceraso, in leggero declinio verso il mare, è attraversato dal fiume Palistro e dal fiume Bruca. Ma è il tenore della vita che colpisce a Ceraso, la voglia di divertirsi con cose semplici (le sagre sono tante, imperdibile quella di Petrosa, la festa del lago, che si fa in uno spiazzo nel verde fra antiche case coloniche, un posto fantastico anche se non più sul lago, il privato, Chirico del Consorzio, ne ha chiuso l’accesso). Vero maestro in questo, e nella cultura dell’ospitalità, è Pantaleo De Luca. Lo conoscono tutti, non potete sbagliarvi. Indimenticabili serate ai tavoli a bere con gli amici se entrate in simpatia. A lui potete chiedere come sistemarvi a dormire, ha anche una bella struttura all’interno del paese, troverà qualcosa anche a ferragosto.


Noi siamo stati ospitati in una casa rurale dell’Ottocento ristrutturata tre anni fa (Il Ruscello di Virgilio Dodde) e abbiamo avuto la possibilità di conoscere con Alberto Foschini, persona di cultura, fine e profonda, ma anche amante di internet (dove lavora per ore per dare notizie ai clienti, con grandi difficoltà, a Ceraso ancora manca l’Adsl). Via del Piano – Fraz. Massascusa Tel. 0974/61006, 55 euro una camera matrimoniale), qui riesci a dormire, in posti bellissimi, di fronte a un secolare gelso e un piccolo Ruscello, verde e spazi, un ambiente ideale per rilassarsi.. Il Ruscello dispone di 7 stanze con bagno e 14 po sti letto in un ambiente accogliente earredato in maniera sobria ed elegante. Qui abbiamo avuto un incontro con Positano, nella camera delle colazioni un quadro di Giuseppe Di Lieto, una storia legata a Positano. La nostra Positano non ci abbandona mai, e da una bellezza siamo arrivati ad un’altra. Il risveglio nel verde dava una sensazione di pace, un gelso di 300 anni ti dava il buon giorno all’uscita di casa e, dopo una piccola passeggiata, necessaria visto le ottime cene che si consumano da queste parti, a parte le sagre, porta in pochi minuti al piccolo borgo di Massascusa, insediamento medievale che si trova sulle sponde del fiume.


Il borgo ha origine nel X secolo. Il suo nome deriva da Massa Ascosa, cioè terreni nascosti tra due corsi d’acqua: il torrente San Giovanni e il Palistro. L’abitato è raccolto attorno alle due chiese dedicate a San Felice, Chiesa Parrocchiale in restauro, e alla Cappella di San Martino già restaurata nel 1993.
Interessante per Massascusa e per l’intero territorio è stata la presenza, ai primi del novecento, dell’unica industria presente in zona e sita alla Contrada San Sumino, l’Industria di Estratti Tannici dei Fratelli Ravera, tannino di gran pregio che veniva estratto dai castagneti esistenti in zona ed esportato anche in Inghilterra e Germania. Questa industria impiegò fino a 500 operai, che nel 1901 lavoravano alla sistemazione delle vie nei boschi per il trasporto del legname.


Variegata la vegetazione che presenta per tutta Ceraso,ad alta quota, boschi di castagno, ontani e faggio. Nei pressi della aree abitate, si trovano uliveti secolari, mentre sulle colline appare la lussureggiante macchia mediterranea tipica del Cilento. Il territorio è essenzialmente vocato all’agricoltura. La produzione di olio di oliva (circa 5000 quintali) ricavato prevalentemente da olive pisciottane ha fatto entrare Ceraso nel circuito delle “Città dell’ Olio” –. Da fonti storiche risulta che da alcuni oliveti nella frazione di Santa Barbara (Piano della Corte) veniva prodotto un olio particolarmente pregiato che veniva inviato alla Corte Borbonica. Anche la coltivazione del castagno da frutto è molto diffusa, in particolare nelle frazioni San Biase e Massascusa dove c’è una notevole produzione di marroni il Comune ha aderito all’ Associazione “Città del castagno”. Molti anni fa nella frazione Massascusa (contrada San Sumino) esisteva un opificio dove lavoravano diverse decine di cittadini, per l’estrazione del tannino dai nostri castagneti -l’ idea in quel tempo l’ebbe il Dott. Ravera da Genova-. Altri prodotti che si possono trovare sono vino, miele, cacicavalli, mozzarelle nella mortella, legumi e fico bianco del cilento. Notevole, in passato, era anche l’estrazione della radice di erica che veniva esportata per la produzione di pipe.  A Ceraso c’è molta sensibilità ambientale, battaglie contro la discarica furono fatte, e per fortuna vinte (chiedete all’edicola in piazza, il titolare è un giornalista e scrive libri, vi dirà tutto). L’ultima è per il Fiume Palistro che rischia di scomparire, a lanciare l’allarme è l’associazione la voce dei Fiumi Armando Fusco. Non dimentichiamo che Ceraso è il paese di Miss Italia e una capatina a Il Castello


di Vincenzo Amato, il palazzo dove viveva è d’obbligo o, per chi ama i borghi antichi, Novi Velia, con il famoso convento, e il ristorante “La Chioccia d’oro”, o Cuccaro Vetere, il paese del vicepresidente della Regione Valiante, cosi come De Mita ha Nusco e Mastella Ceppaloni, nel Cilento c’è Cuccaro Vetere, ma al di là delle facili battute Cuccaro è un paese con un’architettura medievale interessante, slarghi e vedute straordinarie, da vedere il Palio del Ciuccio, ormai un appuntamento fisso. Ma girate pure, vagando, per le montagne e le stradine che si trovano lungo questi luoghi ameni, troverete sempre qualcosa che vi richiamo allo spirito ed alla vostra natura.


Michele Cinque

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