Positano Buca di Bacco terrazzo non paga soprassuolo

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Positano. E’ la terrazza più bella di Positano, di uno dei ristoranti più noti in Italia e all’estero, la mitica Buca di Bacco, il primo ristorante della storia di Positano. Una terrazza che si affaccia sul mare, ma anche sul suolo pubblico che nessuno ha mai pagato. Per quaranta anni. Ora uno dei titolari, Salvatore Rispoli, già presidente degli albergatori, è assessore al turismo, e la minoranza ha chiesto una commissione d’inchiesta. “Ci sono dei favoritismi”, accusa il consigliere comunale di minoranza Michele De Lucia, dagli uffici tecnici del Comune di Positano fanno sapere che il procedimento sanzionatorio è partito, dopo gli esposti, per cui la Buca di Bacco dovrà pagare 150.000 euro, per gli 80 metri quadrati di due soprassuoli (una prima terrazza, con una seconda sopraelevata) per gli ultimi cinque anni, per i precedenti non vi può essere nessuna contestazione perchè il debito sarebbe prescritto. “E’ una situazione storica di cui non avevo neanche idea, fin da bambino ho sempre pensato che la terrazza fosse nostra – dice Salvatore Rispoli -, e che pertanto non si dovesse pagare niente a nessuno per questo, sto pagando la mia scelta di candidarmi per paese e per voler cambiare le cose. Vengo attaccato in ogni mia attività e c’è una particolare veemenza nei miei cofronti da parte della minoranza, se la società deve pagare questa cifra la pagherà, ma stiamo studiando con i nostri legali tutta la vicenda. La terrazza fu costruita legalmente più di quaranta anni fa e non è abusiva.” “Che la prima terrazza sia stata autorizzata nessuno lo ha contestato, ma non è mai stato pagato il soprassuolo pubblico perchè si affaccia sul demanio – dice Michele De Lucia -, inoltre la seconda terrazza è stata oggetto di istanza di condono edilizio dunque non dovrebbe essere tutta autorizzata, in ogni caso abbiamo fatto diverse richieste senza aver risposte per questo abbiamo richiesto una commissione d’inchiesta, più esattamente di controllo e indagine, come previsto dallo statuto, alla quale deve essere data la presidenza alla minoranza.” La predetta Commissione, dovrà essere composta di tre consiglieri comunali, di cui due scelti dal gruppo di opposizione con il sistema del voto limitato e di cui uno con la funzione di Presidenteper il suo funzionamento necessiterà della presenza di almeno due consiglieri, dovrà produrre entro quattro mesi dalla sua costituzione un’apposita relazione da trasmettere al Consiglio Comunale, al Sindaco, al Difensore Civico, alla Procura Regionale della Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica.Delle sedute di lavoro della Commissione verrà redatto apposito verbale a cura del Presidente. La Commissione avrà poteri di esaminare gli atti prodotti, convocare ed audire i responsabili dei servizi ed il personale interessato nonché sentire pubblici amministratori e funzionari di Enti pubblici. La richiesta è stata inviata la settimana scorsa anche al Prefetto di Salerno. “E’ assurda e pretestuosa questa richiesta – ribatte Rispoli -, se vi fossero stati dei favoritisimi l’amministrazione non avrebbe certo iniziato la procedura sanzionatoria nei miei confronti, si tratta solo di lotta politica e di basso livello.” “Crediamo che la vicenda vada chiarita e che si debba pagare il giusto – dice De Lucia -, in ogni caso anche se il ricorso lo fa la società e non direttamente l’assessore, crediamo che la cosa comporti dei conflitti di interesse. Intanto non abbiamo ancora avuto risposta alla nostra richiesta di convocazione.” Fa un certo effetto pensare che la Buca di Bacco sia finita nell’occhio del ciclone per l’occupazione del suolo pubblico, che a Positano non ha mai avuto un censimento completo e integro, con spazi, soprassuoli e sottosuoli, ancora tutti da verificare e la stridente diseguaglianza a favore di chi occupa il demanio marittimo, che per uno spazio identico alla Buca di Bacco non arriva a pagare 2000 euro all’anno (1,50 euro al metro quadrato le tariffe demaniali). Basta chiudere gli occhi tornando al passato davanti alla Buca di Baccio e andare al pensiero a chi ha vissuto attorno a questo luogo storico con Elena di Savoia, il principe Ranieri, Alberto e la Principessa Paola di Liegi, la Regina Giuliana d’Olanda, Giorgio De Chirico, Aristotele Onassis e Maria Callas, o i drink che degustava Steinback e prima ancora Massine e Semenov con Clavel, in compagnia anche di Picasso e Depero per capire l’importanza di questo ristorante che è stato l’ombelico del mondo turistico culturale negli anni Sessanta.


 


Michele Cinque